ISSN 2784-9635

Antiriciclaggio: “N 26” sotto il controllo di uno speciale supervisore*

Benedetto Palombo - 11/06/2021

La star europea delle neo-banche dovrà aprire le porte a un supervisore appositamente inviato dalla BaFin, l’autorità tedesca di vigilanza sui mercati finanziari, per verificarne le procedure. Una decisione rara.

La fulminea svolta di “N26”, star delle neo-banche europee con 7 milioni di clienti, preoccupa il supervisore. Inadempiente a causa dello scandalo Wirecard, la BaFin, l’Autorità tedesca di vigilanza sui mercati finanziari, ha preso una decisione rara martedì: inviare un supervisore speciale per monitorare l’attuazione delle procedure antiriciclaggio.

Finora solo il colosso bancario “Deutsche Bank” ha dovuto conformarsi, nel 2018, a tale ingiunzione. La missione, riporta il “Financial Times”, è stata affidata alla società di revisione Mazars.

BaFin attende da due anni che la neo-banca berlinese rafforzi i suoi processi antiriciclaggio e di finanziamento del terrorismo. In un comunicato stampa, “N26” dichiara di aver “avanzato molto” nell’implementazione di questi dispositivi, ma ha detto “di essere consapevole che bisogna fare di più in questo settore”.

 

L’ingresso in Borsa è in vista

Già tre anni fa la Polizia finanziaria aveva messo in luce le carenze dell’azienda. Nel 2019, ha nuovamente espresso dubbi sulle sue pratiche. La BaFin, quindi, ovviamente non intende più accontentarsi delle promesse.

La posta in gioco è alta. “N26” punta ad entrare in Borsa, probabilmente dopo il 2023. E questo anche se nel 2020 ha registrato ancora 110 milioni di euro di perdite nette sui suoi principali mercati europei. Forte dei suoi 1.500 dipendenti, la fintech è stata valutata 3,6 miliardi di dollari durante la sua ultima raccolta fondi, un anno fa.

Questi nuovi enti, focalizzati all’acquisizione accelerata di nuovi clienti per giustificare il loro modello e la loro valorizzazione nonostante le perdite, sono frequentemente utilizzati da reti. Queste ultime sfruttano alcune falle nelle modalità di accesso al conto e ai documenti giustificativi talvolta richiesti. Un rischio ben identificato in Francia dall’Ufficio centrale per la repressione dei grandi crimini finanziari.

 

Le neo-banche a rischio

Nell’arco di un anno, “N26” è riuscita ad ottenere più di 2 milioni di clienti. In Francia, la sua base di clienti è addirittura cresciuta del 60%, fino a raggiungere 1,75 milioni.

Nel 2018, anch’essa vittima del suo successo, la pepita britannica “Revolut” aveva dovuto segnalare al suo supervisore, la FCA, possibili operazioni di riciclaggio di denaro sulla sua piattaforma. Aveva conquistato oltre 2 milioni di clienti in tre anni, principalmente in Inghilterra, ma anche in Francia. “La nostra attività è esplosa nel 2018. Questo rappresenta ovviamente una sfida in termini di compliance”, ha ammesso la neo-banca, che si è imbarcata in segmenti abbastanza rischiosi, come le criptovalute.

 

*Traduzione dell’articolo: https://www-lesechos-fr.cdn.ampproject.org/c/s/www.lesechos.fr/amp/1314934