ISSN 2784-9635

Analisi Report “2030 Digital Decade”

Arianna Marchi - 27/10/2023

Il primo rapporto sullo stato del decennio digitale fornisce uno sguardo completo sui progressi compiuti verso il raggiungimento della trasformazione digitale. L’obiettivo è potenziare un’UE più digitalmente sovrana, resiliente e competitiva. Viene eseguita una valutazione della performance dell’UE rispetto agli obiettivi e traguardi dell’Europa per il 2030. I quattro pilastri principali analizzati sono: competenze digitali, infrastrutture digitali, digitalizzazione delle imprese, compreso l’uso dell’intelligenza artificiale (AI), e digitalizzazione dei servizi pubblici. Comprende anche il monitoraggio della Dichiarazione europea sui diritti e principi digitali, che riflette l’impegno dell’UE per una trasformazione digitale sicura, protetta e sostenibile. Il rapporto 2023, il primo di una serie di relazioni annuali, invita gli Stati membri ad agire collettivamente per colmare le attuali lacune negli investimenti, accelerare la trasformazione digitale in Europa e intensificare gli sforzi per raggiungere gli obiettivi del programma politico del decennio digitale (DDPP). Il DDPP è stato adottato dal Parlamento Europeo e dal Consiglio ed è entrato in vigore il 9 gennaio 2023 e prevede un sistema di governance collaborativa tra l’UE e le autorità nazionali. La discussione e la collaborazione tra gli Stati membri sarà sostenuta attraverso l’attuazione di progetti multinazionali su larga scala, compresi i consorzi europei per l’infrastruttura digitale (EDIC), recentemente introdotti.

Infrastruttura digitale: connettività sicura

Con l’attuale obiettivo del 2030, la copertura Gigabit dovrebbe essere disponibile per tutti e le reti 5G performanti in tutte le aree popolate. Attualmente, le reti in fibra, fondamentali per fornire connettività Gigabit, raggiungono solo il 56% delle famiglie, mentre la copertura 5G si attesta all’81% della popolazione, scendendo al 51% nelle zone rurali. Tuttavia, la diffusione delle reti 5G autonome è in ritardo e non ancora all’altezza delle aspettative degli utenti finali e delle esigenze del settore. Il 55% delle famiglie rurali non è ancora servito da alcuna rete avanzata e il 9% non è ancora coperto da alcuna rete fissa. Sono necessari ulteriori investimenti fino ad almeno 200 miliardi di euro per garantire la piena copertura Gigabit in tutta l’UE, nonché la copertura 5G in tutte le aree popolate. Gli Stati membri dovrebbero mappare i propri divari di connettività ed esplorare finanziamenti per integrare gli investimenti privati ​​in aree che non sono commercialmente sostenibili, comprese le aree rurali e remote, beneficiando del quadro normativo dell’UE favorevole agli investimenti.

Semiconduttori

L’attuale obiettivo per il 2030 è che l’UE raddoppi la propria quota nel valore della produzione globale di semiconduttori all’avanguardia, passando dall’attuale 10% al 20% della quota di mercato globale in valore. Per raggiungere questo obiettivo, l’European Chips Act, entrato in vigore il 21 settembre 2023, mira a sviluppare un fiorente ecosistema di semiconduttori e catene di approvvigionamento resilienti. Gli Stati membri dovrebbero promuovere politiche e investimenti nazionali per stimolare ulteriormente le capacità di progettazione e produzione di chip nazionali e per potenziare le competenze locali nelle tecnologie avanzate in tutti i settori.

Digitalizzazione delle imprese

Il DDPP fissa tre obiettivi per favorire la digitalizzazione delle imprese:

  • almeno il 75% delle imprese dell’UE dovrebbe adottare nelle proprie attività servizi di cloud computing, big data e/o intelligenza artificiale (AI);
  • oltre il 90% delle piccole e medie imprese (PMI) dovrebbe raggiungere almeno un livello base di intensità digitale (misurando l’uso di diverse tecnologie digitali a livello aziendale);
  • raddoppiare il numero degli unicorni (aziende con una valutazione superiore a 1 miliardo di euro).

Senza ulteriori investimenti e incentivi, la traiettoria di base prevista indica che entro il 2030 solo il 66% delle aziende utilizzerà il cloud, il 34% i big data e il 20% l’intelligenza artificiale. Inoltre, sulla base degli ultimi dati disponibili, solo il 69% delle PMI dell’UE raggiunge un livello base di intensità digitale, con progressi disomogenei e insufficienti tra gli Stati membri. Per migliorare l’adozione della tecnologia, gli Stati membri dovrebbero sensibilizzare l’opinione pubblica sui vantaggi della digitalizzazione nelle imprese, nonché promuovere e sostenere i poli europei dell’innovazione digitale (EDIH).

Digitalizzazione dei servizi pubblici

Gli obiettivi del DDPP prevedono l’accessibilità online del 100% dei principali servizi pubblici e, ove pertinente, la possibilità per i cittadini e le imprese dell’Unione di interagire online con le pubbliche amministrazioni, accedere online alle proprie cartelle cliniche elettroniche per il 100% dei cittadini dell’Unione e garantire l’identificazione elettronica (ID) al 100% dei cittadini dell’Unione. Molti Stati membri sono ben posizionati per realizzare la completa digitalizzazione dei servizi pubblici e delle cartelle cliniche, nonché per l’introduzione dell’ID per i loro cittadini. Tuttavia, sono necessari investimenti significativi per migliorare la disponibilità e le prestazioni transfrontaliere dei servizi pubblici. Per quanto riguarda il portafoglio europeo di identità digitale, è in corso la sua piena implementazione: dovrebbe essere completato entro il 2030 e integrato dall’euro digitale, proposto nel giugno 2023.

Competenze digitali

L’UE si impegna ad aumentare le competenze digitali di base di almeno l’80% della popolazione di età compresa tra 16 e 74 anni e a raggiungere 20 milioni di specialisti ICT entro il 2030. Tuttavia, il rapporto mostra che entro il 2030 e nelle condizioni attuali, solo il 59% della popolazione padroneggerà almeno le competenze digitali di base e il numero di specialisti ICT non potrà superare i 12 milioni. Gli Stati membri devono dare priorità agli investimenti nell’istruzione e nelle competenze di alta qualità e promuovere la partecipazione delle donne alle discipline STEM (scienza, tecnologia, ingegneria e matematica) fin dalla tenera età.

Valori e principi per la società online

Il rapporto evidenzia il ruolo pionieristico dell’UE nel creare una trasformazione digitale sicura e incentrata sull’uomo, come sancito dalla Dichiarazione europea sui diritti e principi digitali. L’UE ha introdotto misure politiche e legislative pertinenti, come la legge sui servizi digitali, la legge sull’intelligenza artificiale, la legge europea sulla libertà dei media e la comunicazione sui mondi virtuali.

Una transizione digitale sostenibile

Il rapporto traccia gli sforzi in corso per rendere la transizione digitale più verde. Misure come l’iniziativa sul diritto alla riparazione, i criteri di progettazione ecocompatibile per telefoni cellulari e tablet e il piano d’azione dell’UE per la digitalizzazione dei sistemi energetici ridurranno l’impatto ambientale delle tecnologie digitali. Ulteriori investimenti tramite piani nazionali di ripresa e resilienza o investimenti congiunti sono anch’essi cruciali per favorire la piena transizione verso soluzioni digitali a zero emissioni nette, insieme a meccanismi di monitoraggio migliorati per misurare l’impronta ambientale dei servizi di comunicazione elettronica.

Partenariati internazionali

Il programma Decennio digitale 2030 sottolinea l’importanza della cooperazione internazionale per promuovere i valori dell’UE con partner che la pensano allo stesso modo. Sono stati compiuti progressi grazie ai partenariati digitali con il Giappone, la Repubblica di Corea e Singapore, nonché ai Consigli per il commercio e la tecnologia con gli Stati Uniti e l’India. L’UE si è inoltre impegnata a sostenere la trasformazione digitale dell’Ucraina, portando il paese nell’area di free roaming dell’UE.

Prossimi passi

Il Rapporto include raccomandazioni su azioni, misure e politiche in aree in cui i progressi sono insufficienti. Gli Stati membri delineeranno le azioni che intendono intraprendere per raggiungere gli obiettivi e i traguardi nelle rispettive tabelle di marcia nazionali che saranno pubblicate entro il 9 ottobre.

Conclusioni

Proposto nel settembre 2021, il percorso verso il decennio digitale delinea misure concrete per promuovere l’innovazione e gli investimenti nei settori delle competenze digitali, delle infrastrutture digitali, della digitalizzazione delle imprese e dei servizi pubblici. A ciò è stata aggiunta, nel dicembre 2022, la Dichiarazione europea sui diritti e principi digitali. Per monitorare i progressi rispetto ai traguardi e agli obiettivi digitali, la Commissione ha integrato l’indice dell’economia e della società digitale (DESI), l’esercizio annuale di monitoraggio delle prestazioni dell’Europa nel campo della digitalizzazione. Il Centro comune di ricerca (JRC) della Commissione ha contribuito in modo significativo a questo esercizio di monitoraggio, nell’ambito delle sue attività volte a sostenere e modellare la transizione digitale. Ha pubblicato tre rapporti che forniscono metodologie, risultati e dati a sostegno del raggiungimento degli obiettivi del 2030, sia a livello europeo che nazionale: il primo riguardo la  metodologia per stimare le traiettorie dell’UE verso gli obiettivi del 2030, il secondo sulla mappatura degli strumenti di finanziamento dell’UE rispetto agli obiettivi del decennio digitale e il terzo sul benchmarking internazionale degli investimenti privati ​​in diverse aree tematiche.2023_Report_on_the_state_of_the_Digital_Decade_ofUKVghocLDZyZWdMetmx4LjkHs_98641