ISSN 2784-9635

Antiriciclaggio: basta un algoritmo per la profilatura del rischio. Il caso Bunq vs DNB

Arianna Marchi - 11/11/2022

Il giudice di appello olandese, qualificato in materie industriali e societarie, precisa che l’intelligenza artificiale si occupa di gestire la supervisione dei clienti ed il rapporto con questi ultimi durante le varie fasi iniziali ed operative dei controlli antiriciclaggio. Il punto di vista del giudice straniero ha sconvolto la sentenza del Tribunale di primo grado, il quale aveva accertato l’efficacia e l’esattezza di quanto assunto dalla banca centrale olandese nei riguardi della banca online Bunq per aver attuato un iter avente come presupposto l’intelligenza artificiale alla base della relazione con il cliente.

Dunque, la banca online Bunq proseguirà a servirsi dei propri metodi sviluppati e progrediti, incentrati su tecniche di intelligenza artificiale.

Ebbene, le banche devono salvaguardare l’economia, adottando misure di prevenzione per fenomeni quali il riciclaggio di denaro ed il finanziamento del terrorismo, che continuamente costituiscono un pericolo per la tenuta del sistema economico. È opportuno classificare la clientela in base alla profilatura specifica di rischio per tenerla costantemente sotto controllo.

Tuttavia, come dimostrato dalla sentenza olandese in oggetto, emergono opinioni discordanti in materia di intelligenza artificiale: Bunq riteneva che la segmentazione per profili di rischio avesse maggior successo attraverso strumenti più evoluti ed avanzati mentre l’autorità di vigilanza olandese indirizzava la banca, tramite disposizioni, ad una struttura classica e abituale, richiamando le tecniche tradizionali.

Da questo scontro di ideologie, Bunq richiedeva l’intervento del giudice, sostenendo di non essere a conoscenza di reali ed evidenti dimostrazioni contro la sua argomentazione e che non erano state effettuate verifiche specifiche riguardo il deposito bancario. Il giudice, dunque, al termine del dibattito, come anticipato, statuiva la regolarità e la fondatezza del metodo basato sull’intelligenza artificiale.

Ad ogni modo, nonostante la pronuncia giurisprudenziale, anche oggi la discussione resta accesa.

Banca d’Italia, nell’analisi conclusiva Fintech riguardo il sistema economico italiano, ha mostrato il potere che pian piano sta acquisendo l’organizzazione robotizzata e meccanica per quanto riguarda gli inserimenti digitali dei dati dei clienti (onboarding digitale). Sicuramente è necessario continuare a sostenere la tecnologia affinché possa nascere un opportuno monitoraggio anche delle transazioni monetarie. Resta, invece, ancora limitata la diffusione di soluzioni basate sull’intelligenza artificiale per la profilatura del rischio della clientela ed il monitoraggio delle transazioni.