ISSN 2784-9635

Crimine organizzato, rifiuti tossici e bonifica dei siti contaminati

Gianmarco Tucci - 25/07/2022

Il tema dello sversamento dei rifiuti tossici nei terreni è un’annosa piaga del Bel Paese da decenni orsono. Si ritiene che un’azione effettiva e concreta – e non solo formale – da parte di tutte le forze istituzionali, in collaborazione con i cittadini, possa quanto meno migliorare la situazione dei siti contaminati, onde evitare ulteriori conseguenze per la salute dei residenti.

Ciò sarebbe possibile solo se si procedesse ad attuare una mappatura geologica più approfondita, isolando e bonificando i siti contaminati, in affiancamento alla incessante attività degli organi inquirenti e giudiziari, sempre in prima linea per individuare e punire i reati, in particolare quelli legati al crimine organizzato e che determinino danni per un numero indeterminato e cospicuo di cittadini e, non meno importante, per l’ambiente.

Ebbene, facendo un passo indietro, occorre ricordare che, il 27 marzo 1992, con la legge n. 252, l’amianto è stato definitivamente escluso dai materiali ad uso edilizio e, nonostante l’Italia sia stato uno dei primi Paesi ad agire in merito all’uso fatto di tale materiale, la fibra minerale in questione rappresenta, tuttora, un problema non di poca portata, anche in considerazione allo smaltimento abusivo spesso operato dal crimine organizzato. L’ordinamento italiano, al fine di eliminare l’impiego di questo materiale cancerogeno, ha riscontrato principalmente problemi legati alla rimozione del materiale, all’individuazione dei siti inquinati e alla mappatura di quest’ultimi.

Ad oggi, si dispone di banche dati frammentarie e ciò è anche dovuto al carattere regionale di raccolta dati e dalla mancanza di un vero e proprio piano d’azione.

Il 2 marzo 2022, è stata presentata una proposta d’inchiesta parlamentare circa l’eventuale istituzione di una commissione parlamentare sull’uso dell’amianto e sulla bonifica dei siti contaminati. Il documento n.63_A,  che si prefiggeva l’obiettivo di istituire la Commissione di cui sopra, è stato al vaglio parlamentare, iniziato il 10 maggio 2022 e conclusosi il 7 luglio scorso 2022, da parte della XII Commissione parlamentare. Nell’espletamento dell’esame si è giunti unicamente all’approvazione di una modifica del testo originario del documento in esame, composto da cinque disposizioni di uguale importanza e portata.

Per quanto riguarda l’articolo 1,  recante Istituzione e compiti della Commissione, è stato previsto che la Commissione avrebbe dovuto quantificare il fenomeno, valutare gli attuali presidi e, se nel caso di individuazione di alcuni virtuosi, valorizzarli, oltre a verificare la presenza di profili di collusione e l’efficacia della normativa vigente. Inoltre, l’art. 2 prevedeva che, all’indomani dell’indagine svolta, la Commissione ad essa deputata presentasse una relazione, con i dati raccolti e le relative conclusioni operative. I limiti e poteri della Commissione vengono indicati dall’articolo 3, precisando che quest’ultima operi con gli stessi poteri e limitazioni dell’autorità giudiziaria. Infine, l’articolo 5 disciplina l’organizzazione dei lavori, prescrivendo che la disciplina dell’attività e del funzionamento della Commissione siano demandati ad un apposito regolamento interno.

Ebbene, alla luce delle dimissioni del Governo e dello scioglimento anticipato delle Camera, si dovrà attendere la prossima Legislatura per vedere realizzato il progetto di istituzione di una Commissione parlamentare ad hoc e, più in generale, per assistere ad interventi concreti e risolutivi dell’annoso problema di sversamento di rifiuti tossici in siti da parte delle organizzazioni criminali, solitamente a stampo mafioso.

Il documento circa la Commissione di inchiesta è consultabile qui > Commissione parlamentare di inchiesta sull’uso dell’amianto e sulla bonifica dei siti contaminati