ISSN 2784-9635

Criptovalute e dollaro digitale

Arianna Marchi - 18/10/2022

Anche gli Stati Uniti stanno considerando l’ipotesi di introdurre il dollaro digitale. Esaminando, in primo luogo, l’aspetto fondamentale delle frodi sulle criptovalute, si apprende che, tramite socialnetwork, si concretizza facilmente il reato di truffa ed altri illeciti. In particolare, la vittima viene completamente adescata ed espropriata del proprio denaro.

La tecnica utilizzata maggiormente è quella persuasiva, promettendo il falso a persone ignare della propria sorte.

Molto divulgate sono anche le cc.dd. frodi romantiche, attraverso le quali le persone vengono invogliate ad impiegare il proprio denaro in criptovalute oppure consigliate riguardo numerose opportunità di investimento. Questi dati inducono ad una disciplina analitica e minuziosa del regime finanziario del soggetto.

L’ingresso nel mercato della moneta digitale porta con sé innumerevoli scelte, quali la diffusione di un libro mastro , l’avviamento dell’accesso gratuito oppure oneroso, l’introduzione di depositi limitati o illimitati e di servizi di pagamento, etc.  Inoltre, le finalità primarie alla base dell’immissione nel mercato del dollaro digitale possono così sintetizzarsi: rispetto della privacy, potenziamento della leadership, efficienza ed economicità.

Analizzando i vari trade off, è possibile concludere che il primo si sofferma sulle motivazioni che spingono gli individui ad essere attratti da questo nuovo sistema di transazioni con moneta digitale. Il secondo trade-off riguarda l’impatto che il dollaro digitale può avere sulla comunità e, dunque, sulle abitudini di pagamento consolidate nel tempo. A ben vedere, la valuta digitale acquisterà sempre più potere a scapito delle banche, le quali rappresentano i principali intermediari finanziari.

Il terzo trade-off è inerente alla dimensione internazionale del nuovo sistema di pagamenti.

Il dollaro digitale deve concorrere alla leadership degli Stati Uniti in materia tecnologico- finanziaria e deve ottenere un alto livello di competitività, puntando ad uno scambio rapido ed a costi inferiori rispetto a quelli attuali. Su questo versante potrebbe essere utile la collaborazione con l’UE e con altri Paesi, come il Giappone e la Corea.