ISSN 2784-9635

SOS e Pubbliche Amministrazioni. A proposito dei Quaderni dell’Antiriciclaggio n. 19/2022

Michela Cicino - 12/10/2022

Nel Quaderno dell’Antiriciclaggio n. 19/2022, l’Unità d’informazione finanziaria (UIF) affronta il tema del dovere di comunicazione delle operazioni sospette da parte delle Pubbliche amministrazioni, sottolineando come tale strumento possa concorrere positivamente alla prevenzione dei fenomeni di riciclaggio e, in generale, contribuire al corretto funzionamento dell’attività amministrativa in termini di efficienza allocativa dei flussi di spesa pubblica.
Il D.Lgs. 21 novembre 2017, n. 231– nel suo impianto attuale, come modificato dal D.Lgs. 25 maggio 2017, n. 90– attribuisce un ruolo di collaborazione attiva in capo alla Pubblica Amministrazione, tramite la comunicazione all’U.I.F. di «dati e informazioni concernenti le operazioni sospette di cui vengano a conoscenza».
Le amministrazioni destinatarie del dovere di comunicazione sono circoscritte, dall’art. 10, alle sole che «svolgono compiti di amministrazione attiva o di controllo, nell’ambito dei seguenti procedimenti o procedure:

  1. procedimenti finalizzati all’adozione di provvedimenti di autorizzazione o concessione;
  2. procedure di scelta del contraente per l’affidamento di lavori, forniture e servizi secondo le disposizioni di cui al codice dei contratti pubblici;
  3. procedimenti di concessione ed erogazione di sovvenzioni, contributi, sussidi, ausili finanziari, nonché attribuzioni di vantaggi economici di qualunque genere a persone fisiche ed enti pubblici e privati».

Il successivo comma 2 consente al Comitato di sicurezza finanziaria di ampliare il novero dei procedimenti cui si applicano i doveri, sulla scorta di una valutazione basata «anche sull’analisi nazionale del rischio di cui all’art. 14». Questa valvola di apertura permette di attrarre nel sistema della prevenzione anche altri soggetti che potrebbero entrare a contatto con situazioni sospette, quali, ad esempio, enti di gestione e liquidazione dei beni.

In merito al contenuto del dovere di comunicazione, l’art 35 del D.Lgs. 21 novembre 2007, n. 231, impone alle amministrazioni obbligate di comunicare, senza ritardo, alla U.I.F. «quando sanno, sospettano o hanno motivi ragionevoli per sospettare che siano in corso o che siano state compiute o tentate operazioni di riciclaggio o di finanziamento del terrorismo o che comunque i fondi, indipendentemente dalla loro entità, provengano da attività criminosa».

Nel valutare un’operazione come sospetta, gli uffici delle Pubbliche amministrazioni possono avvalersi dei cc.dd. indicatori di anomalia, periodicamente aggiornati dalla U.I.F, e stilati avendo riguardo, principalmente, delle caratteristiche del soggetto, alla natura e alle modalità dell’operazione. Il relativo elenco è solo descrittivo, potendo assumere rilievo qualsiasi altro elemento «sintomatico di profili di sospetto». In ogni caso, non opera alcun tipo di presunzione e sarà sempre necessario, successivamente, valutare l’operazione nella sua globalità, caso per caso.

Venendo ai punti di debolezza dell’attuale sistema, l’UIF osserva come sarebbe stato opportuno richiedere alle amministrazioni anche di individuare la titolarità effettiva delle proprie controparti. Una previsione in tal senso consentirebbe una maggiore trasparenza tra privati ed amministrazioni ed una maggiore incisività in termini di prevenzione di fenomeni di riciclaggio.
A livello sovranazionale, infatti, l’Unione europea, con il Regolamento 2021/24/UE, all’art 22, stabilisce che gli Stati debbano individuare in relazione ai destinatari dei fondi del PNRR e agli appaltatori il titolare effettivo, come stabilito dalla disciplina antiriciclaggio.

Bibliografia

Dell’Atti, G. Mongelli, Il rischio di riciclaggio. Normativa, soggetti coinvolti e procedure sanzionatorie, Franco Angeli, San Giuliano Milanese, 2022.

Razzante, Manuale di legislazione e prassi dell’antiriciclaggio, Giappichelli, Torino, 2022.