Whistleblowing, ANAC sanziona la violazione della riservatezza del segnalante
Con la Delibera n. 344 del 9 settembre 2026, il Consiglio dell’Autorità Nazionale Anticorruzione (ANAC) ha irrogato una sanzione di 15.000 euro nei confronti di ciascuno dei membri dell’Organo di gestione delle segnalazioni whistleblowing di una società privata, per violazione dell’obbligo di riservatezza dell’identità del segnalante.
La vicenda riguarda una segnalazione interna presentata da un dipendente in relazione a presunte condotte illecite nell’ambito di una progettualità contrattuale. Al termine del procedimento, ANAC ha archiviato la contestazione relativa alla mancata gestione della segnalazione, accertando invece la violazione dell’obbligo di riservatezza previsto dall’art. 12 del D.lgs. n. 24/2023, attuativo della Direttiva 2019/1937/UE.
Nel corso delle verifiche interne, i gestori avevano fornito informazioni e formulato domande specifiche che, combinate con elementi di contesto già noti ai soggetti intervistati, avrebbero potuto consentire di identificare il segnalante e ricostruire il contenuto della segnalazione.
ANAC ha chiarito che, ai fini dell’accertamento della violazione, non è necessario dimostrare l’effettiva identificazione del whistleblower da parte di terzi. È sufficiente che le informazioni comunicate siano potenzialmente idonee a consentirne l’identificazione, anche indiretta. Nel caso esaminato, alcuni elementi hanno inoltre permesso di ritenere provato l’effettivo disvelamento dell’identità del dipendente.
L’Autorità ha infine richiamato la necessità di adottare adeguate strategie di de-identificazione durante le indagini interne, ad esempio estendendo le verifiche a una platea più ampia di soggetti o inserendole nell’ambito di attività di compliance auditing.
La pronuncia evidenzia che la tutela del segnalante non si esaurisce nell’utilizzo di canali informatici sicuri, ma richiede che anche le successive attività di accertamento siano condotte nel rispetto degli obblighi di riservatezza. Per le imprese, diventa quindi essenziale verificare l’adeguatezza delle procedure interne e delle modalità operative adottate dai gestori delle segnalazioni.