ISSN 2784-9635

Il ruolo della BCE dinanzi al rischio di credito

Bochra El hachimi - 16/02/2021

Il Comunicato stampa – del 28 gennaio 2021 – della Banca d’Italia riporta i risultati di vigilanza, registrati dal SREP e pubblicati dalla BCE, per l’anno 2020 ed indica le priorità per quello in corso.

In primis si constata la buona resilienza dimostrata fino ad ora dalle banche nel fronteggiare la particolare situazione di difficoltà cui assistiamo ma – nonostante questa – vi è un ambito che richiede un maggior controllo, per una miglior efficienza del sistema, relativo al rischio al credito. Per questo motivo, proprio una priorità di vigilanza per l’anno in corso riguarda la gestione del rischio di credito, con un focus non solo alla consistenza patrimoniale cd. solida ma anche a modelli imprenditoriali e di governance sostenibili.

La pandemia da Covid-19 ha richiesto e richiede tuttora un approccio pragmatico; gli effetti di quest’ultimo sono ivi registrati dal Supervisory Review and Evalutation Process. Dall’analisi è emersa la capacità delle banche di risolvere le sfide imposte dalla crisi in atto di “deterioramento economico” mediante – in via principale – raccomandazioni qualitative a scapito di misure di vigilanza.

Rispetto alla grande crisi finanziaria registrata a partire dall’anno 2008, si prende atto di una capacità di gestione della tenuta economica del sistema bancario con livelli di consistenza patrimoniale e liquidità migliore ovvero quantitativamente maggiore. Le misure straordinarie introdotte ne hanno impedito lo shock economico.

Durante il 2020 i P2R non sono risultati alterati, infatti importano un valore del 2,1% mentre si registra una diminuzione del CET1 dal 2,1% all’1,2%, quale conseguenza della Capital Requirements Directive introdotta dalla BCE. A tale calo fa seguito una diminuzione pari al 9,6% della CET1 in riferimento ai presupposti patrimoniali SREP, escludendo dal conteggio le componenti della riserva sistematica e della riserva di capitale anticiclica.

Non risultano inalterati nemmeno i P2G, di 1,4%; la ragione della stabilità del valore si rinviene nella decisione di posticipare all’anno in corso le prove di stress.

Nonostante gli esiti positivi emersi, vi è il timore che con il venir meno progressivo delle misure di sostegno, possa implicare il cliff edge ovvero un brusco peggioramento delle condizioni economiche ovvero l’instabilità e l’alterazione dei valori registrati durante il SREP 2020.

 

Approfondimenti: https://www.bancaditalia.it/media/bce-comunicati/documenti/2021/ssm_pr210128_it.pdf