ISSN 2784-9635

Aiutare il ceto medio, vittima della pandemia

Prof. Avv. Ranieri Razzante - 28/12/2021

Aumentano in maniera preoccupante i poveri in Italia. Sono quasi 6 milioni che rischiano di non completare il pasto giornaliero. Un rapporto Coldiretti ci consegna un quadro allarmante dell’Italia, prospettive negative legate non al calo dei fatturati, ma alla sopravvivenza!

Mentre il Paese vede i negativi al Covid chiusi in casa, i locali inspiegabilmente chiusi al cenone di Capodanno anche dopo le terze dosi; quando leggi di milioni di positivi senza sintomi, costretti a stare reclusi e terrorizzati senza avere alcun effetto (ma toccati da “contagi” che si avrebbero con qualsiasi virus invernale), e si fissano regole ai limiti della stupidità anche in presenza di dati definiti rassicuranti sui veri malati, beh…ti chiedi se c’è qualcosa che ti è sfuggito.
Dobbiamo deciderci. Qui ci sono imprese e studi professionali che chiudono; ristoranti e alberghi pieni di disdette.  Produttori di mascherine e tamponi che si arricchiscono. Paventate chiusure ulteriori perché a gennaio esploderanno i contagi. 

Una informazione “terroristica” che non ha ancora spiegato, con la Treccani alla mano, che i “contagiati” non sono destinati né ad ammalarsi (il 90%) né tantomeno alla morte. 

Un Papa che lamenta il calo delle nascite. Ma come devono riprendersi se già i genitori che hanno procreato vivono l’angoscia di figli costretti alla reclusione, al disagio, alla soppressione della socialità e alla negazione del diritto all’istruzione? 

Mentre la politica pensa solo al prossimo Presidente della Repubblica, i cittadini in difficoltà non si fidano assolutamente – e fanno bene – del Pnrr. Molti non sanno nemmeno cosa sia.
Cosa cambia a colui che si rivolge alla Caritas, all’impresa, al ristoratore o albergatore, se apprende che arrivano soldi dalla UE (gran parte a prestito) e che non saranno destinati a produrre nuovo reddito e sostegni per le classi medie? 

Si, le classi medie, quelle più danneggiate dalla pandemia,  grazie alla mancanza di coraggio delle classi dirigenti europee. Imprenditori piccoli e medi, liberi professionisti che non fanno più una parcella, e tutto l’indotto turistico. I baristi sono giustamente in rivolta perché nessuno potrà mai sensatamente spiegare loro a cosa devono il green pass rafforzato per un caffè al banco. 

Perché se stanzi miliardi di euro, e vuoi chiudere perché pensi ché ciò basti a contenere un virus, questi devono andare primariamente, a fondo perduto, a veri ‘sostegni” ai settori colpiti, agli immediati (e non ancora scandalosamente avvenuti) interventi sulla sanità (gli ospedali del sud sono rimasti quelli della prima ondata). 

File per tamponi post-starnuto, con la gente che sta ore per sapere se è positiva e deve starsene a casa nonostante stia bene. 

Allora bene terze, quarte e quinte dosi. Provvedimenti sempre più restrittivi per chi non ha la coscienza di vaccinarsi. 

Ma basta santoni e predicatori in TV, che a guardare le immagini di repertorio hanno detto l’esatto contrario di quanto affermano ora.
Ma nessun vaccino può combattere il terrore, nè la fame e la mancanza di speranze per il futuro.