ISSN 2784-9635

AML e arte: l’incognita blockchain

Gianmarco Tucci - 17/01/2022

Basquiat, Beeple, Danqing, non solo grandi artisti contemporanei, ma i tre pilastri che reggono il mercato dell’arte nel 2021. Se il 2019-2020 ha segnato un periodo difficile per i battitori d’asta, l’anno 2020-2021 porta a 2,7 miliardi il fatturato con un 5% in meno sul tasso d’invenduto. Cifre che, se viste alla luce della pandemia che noi tutti stiamo vivendo ci sembrano ancora più sfalsate rispetto a settori che non godono sicuramente della stessa floridità del mercato dell’arte, e in particolare quella contemporanea. È in questo mercato che ci riproponiamo di analizzare i presidi antiriciclaggio legati al mondo dell’arte.

La V direttiva dell’Unione europea, invitandoci a riflettere sul legame sopradescritto, modificando la direttiva 2015/849 (Ue), aggiunge le lettere i) e j) che hanno come destinatari coloro “che commerciano opere d’arte o che agiscono in qualità di intermediari nel commercio delle stesse, anche quando tale attività è effettuata da gallerie d’arte e case d’asta, laddove il valore dell’operazione o di una serie di operazioni legate tra loro sia pari o superiore o a 10.000 EUR”“che conservano o commerciano opere d’arte o che agiscono in qualità di intermediari nel commercio delle stesse, quando tale attività è effettuata da porti franchi, laddove il valore dell’operazione o di una serie di operazioni legate tra loro sia pari o superiore o a 10.000 EUR” . In Italia, il recepimento della direttiva è stato possibile grazie al decreto legislativo n.125 del 4 ottobre 2019, prevedendo che tutti gli stati membri recepiscano tale direttiva prima del 10 gennaio 2020.

Un punto sicuramente caldo del panorama artistico-criminale risulta essere la questione dei porti franchi, porzione di territorio degli stati che risultano essere esenti da dazi e imposte. È proprio in queste porzioni di territorio che il mercato artistico-criminale ha la propria fertilità, sfruttando l’assente regime doganale e l’ambigua riservatezza nelle transazioni, potendo così svolgere le transazioni in totale tranquillità. La V direttiva ha cercato di arginare tale fenomeno, facendo rientrare sotto i presidi antiriciclaggio le operazioni o il totale di queste tra di loro connesse, con un valore pari o superiore a 10.000 euro, compiute nei territori dei porti franchi. Questa previsione lascia però largo spazio a lacune più che consistenti, infatti nonostante la già esposta previsione, la direttiva si applica solo ai territori dell’Unione europea, lasciando scoperte zone franche, alcune tra le più redditizie.

Un’ulteriore lacuna è legata al fatto che in Italia non esiste  una definizione di arte al passo con i tempi. Se dall’altra parte della Manica sono fortemente improntati all’arte contemporanea, in Italia si esclude addirittura che l’apporto digitale possa costituire arte di per sé, e ne è la prova il  Decreto-legge del 23/02/1995 n. 41 che detta ciò che può essere ritenuto “oggetto d’arte”, non prevedendo contenuti digitali o opere realizzate con l’apporto tech.

Un elemento da prendere in considerazione è l’aspetto del valore dell’opera, è possibile ritenere ragionevole pagare 69 milioni di dollari per un NFT (not fungible token) quale l’opera di Beeple? Spetta a qualcuno decidere quanto possa valere la storia e il significato di un’opera? E se così fosse è possibile sindacare un prezzo per molti irragionevole, ma per altri adeguato? Se il criterio della ragionevolezza, la maggior parte delle volte, giunge in aiuto di un anti money laundering Analyst, nell’arte ci sarà solo d’intralcio.

Una corrente artistica che complica lo scenario è quella digitale, infatti gli Nft sono in parte responsabili dell’incredibile fatturato del 2021. Un NFT è una tipologia di token crittografico che rappresenta l’atto di proprietà e il certificato di autenticità di un bene unico, sia digitale che fisico, che non può essere sostituito con qualcos’altro, e tutto questo è possibile tramite la tecnologia dei blockchain. Nonostante con Nft, si faccia riferimento al certificato di autenticità, è prassi parlare di Nft come opere in sé, per facilità di trattazione ci adegueremo al significato corrente. Passando dalla teoria alla pratica, perché la tecnologia Nft dovrebbe creare dei cortocircuiti nel sistema economico-finanziario legale? In primo luogo, per la facilità con cui si può trasformare un determinato contenuto  in Nft, da una foto al primo messaggio inviato su facebook. In secondo luogo, se già i valori delle opere d’arte, che ricordiamo sono soggette a fluttuazioni di mercato, ci hanno messo in difficoltà alla prima analisi, i valori assegnati agli Nft dai propri creators sfuggono a qualsiasi valutazione oggettiva. Un ulteriore aspetto da prendere in considerazione è l’influenza sul valore di  mercato di opere che pur non essendo frutto di piani criminali, subiranno l’effetto negativo dell’ingresso degli Nft “vettori”. In questa sede con il termine “vettori” si fa riferimento al Nft costituito unicamente con il fine di dare una parvenza lecita a proventi tutt’altro che leciti. Un esempio concreto di fattispecie riciclativa potrebbe essere quella di fissare un determinato prezzo per un Nft con il proprio portafoglio e ricomprare tramite un portafoglio anonimo in Solana, utilizzando proventi illeciti. Si tratta sicuramente di un mercato perlopiù soggetto ad autoriciclaggio, dove chi crea Nft, è lo stesso che ricomprerà sotto mentite spoglie  la propria “opera d’arte” ad un prezzo da lui precedentemente fissato.

Da inizio pandemia si sta assistendo ad un nuovo trend, per cui le organizzazioni criminali si sono dovute velocemente innovare, modificando modalità e luoghi, fisici e non, di esecuzione al fine di perseguire il loro intento criminale. Il trend sopradescritto non è legato solo ai reati finanziari, anche per quanto riguarda i reati informatici si è assistito ad un cambio di campo di  battaglia, dove la diversificazione della fonte di guadagno fa da cornice. Se il mondo offline ha subito grandi perdite per l’impossibilità di spostamento, quello online ha trovato la sua fortuna nel mercato legale e non.

Fonti consultate:

Decreto-legge del 23/02/1995 n. 41:

https://def.finanze.it/DocTribFrontend/getAttoNormativoDetail.do?ACTION=getArticolo&id={4EB2171D-4ECA-418D-AF4D-D1DE26DD24A1}&codiceOrdinamento=800000000000000&articolo=Tabella

 

Report su mercato arte contemporanea 2021:

https://www.artprice.com/artprice-reports/the-contemporary-art-market-report-2021/1-key-figures

 

Direttiva (ue) 2018/843 del parlamento europeo e del consiglio

https://eur-lex.europa.eu/legal-content/IT/TXT/?uri=celex:32018L0843