ISSN 2784-9635

Approfondimento sulla Comunicazione UIF del 16 aprile 2020 Indicatori di anomalia connessi con l’emergenza da Covid-19

Emanuela Montanari - 21/04/2020

L’Unità di Informazione Finanziaria ha pubblicato gli indicatori di anomalia per la prevenzione di fenomeni di criminalità finanziaria connessi con l’emergenza da Covid-19 al fine di rafforzare i presidi in materia di contrasto del riciclaggio e agevolare la collaborazione attiva.

Il provvvedimento è rivolto a tutti i soggetti obbligati per la normativa antiriciclaggio – gli intermediari, i professionisti, gli altri operatori qualificati e le Pubbliche amministrazioni – che sono parte attiva del sistema di prevenzione, ai quali attualmente si richiede un impegno particolare per rafforzare i presidi antiriciclaggio e intercettare e segnalare tempestivamente all’UIF, ai sensi degli artt. 10 e 35 del d.lgs. 231/2007, tutte le situazioni sospette per consentire l’attivazione da parte della stessa dei meccanismi di approfondimento e indagine.

UIF evidenzia che l’attuale situazione di emergenza sanitaria espone il sistema economico-finanziario a rilevanti rischi di comportamenti illeciti, fra i quali richi di truffe, fenomeni corruttivi, manovre speculative, usura a scapito della crisi di liquidità delle famiglie e delle imprese, rischi di acquisizione di imprese in difficoltà da parte delle organizzazioni criminali, di appropiazione indebita di fondi pubblici anche mediante condotte collusive, di azioni illegali realizzate on line. Gli interventi pubblici devono sostenere effettivamente persone e imprese in difficoltà, e gli intermediari nella loro posizione provilegiata possono prevenire possibili effetti distorsivi preservando l’integrità dell’economia legale. L’apparato di prevenzione del riciclaggio può rappresentare uno strumento efficace perché coinvolge l’intera struttura economica del Paese ed è in grado di intervenire tempestivamente sulle operazioni in corso, e non solo nella fase di repressione dei reati.

Al fine di agevolare la collaborazione attiva, UIF ha individuato alcuni indicatori di anomalia, schemi e modelli di comportamenti anomali, che costituiscono gli strumenti di ausilio per la rilevazione delle operazioni sospette che potrebbero denotare l’esistenza di un rischio di infiltrazione criminale connesso all’emergenza epidemiologica. UIF specifica che l’elencazione contenuta nella comunicazione ha natura esemplificativa e che ai fini della segnalazione di operazione sospetta rilevano tutti gli ulteriori comportamenti e caratteristiche delle operatività sintomatiche di rischi di infiltrazione criminale. Occorre, in particolare, svolgere un’analisi in concreto e una valutazione complessiva dell’operatività rilevata con l’utilizzo di tutte le informazioni disponibili per la tempestiva individuazione dei sospetti. In presenza di attività che interessino più soggetti obbligati è importante assicurare la condivisione delle informazioni. Eventuali operazioni sospette devono essere portate all’attenzione dell’UIF con la massima tempestività, al fine di consentire l’attivazione della collaborazione interna e internazionale e anche dell’eventuale esercizio del potere di sospensione.

 

UIF individua tre specifici profili comportamentali a rischio che possono ricorrere nell’ambito della gestione dell’emergenza sanitaria che sono:

  • truffe nei settori delle forniture e dei servizi direttamente collegati al contrasto del Covid-19
  • attività usurarie e il rischio di infiltrazione criminale imprese in crisi con finalità di riciclaggio
  • attività a distanza, in particolare on line per il rischio di reati informatici, gioco on line e spaccio al dettaglio di sostanze stupefacenti.

 

1) Truffe nei settori delle forniture e dei servizi direttamente collegati al contrasto del Covid-19

Sotto il primo profilo vengono in rilievo alcune fattispecie che potrebbero rivelarsi penalmente rilevanti per le quali, ai fini di prevenzione delle pratiche illecite, è necessario valutare l’incoerenza tra l’operatività osservata e il profilo dei soggetti coinvolti ovvero carenze nella documentazione o nelle informazioni fornite dal cliente. Fra esse si evidenziano:

– l’offerta e la commercializzazione di dispositivi di protezione individuale, igienizzanti, apparecchi elettromedicali in realtà non esistenti, contraffatti o di qualità inferiore agli standard richiesti;

– l’attività svolta da operatori che non risultano avere precedente esperienza nel settore o in altri analoghi;

– ipotesi di manovre speculative anche a carattere internazionale su detti prodotti;

– proposte di sottoscrizione/vendita di titoli di aziende impegnate nella ricerca scientifica o nella produzione di device elettromedicali.

Significativo inoltre il rischio di ipotesi corruttive specie negli affidamenti per l’approvvigionamento delle forniture e dei servizi necessari all’attività di assistenza e ricerca e, al fine di mitigare questo rischio, è imprescindibile l’applicazione delle misure di adeguata verifica rafforzata nel caso di coinvolgimento di persone politicamente esposte (PEP), nonché valutazioni connesse con la ricezione di fondi pubblici, specie se di importo rilevante e non coerente con l’attività svolta dal cliente.

Si pone l’attenzione inoltre su meccanismi fraudolenti connessi con la raccolta di fondi, anche on line, mediante piattaforme di crowdfunding, a favore di fittizie organizzazioni non profit. Per mitigare i rischi occorre monitorare i rapporti sui quali confluiscono dette raccolte di fondi, in relazione al profilo del cliente accertato in sede di adeguata verifica e all’utilizzo dei fondi stessi. Tali iniziative, apparentemente destinate alle aree colpite dall’emergenza, ovvero alle attività di ricerca per il superamento della pandemia, potrebbero anche rispondere a intenti distrattivi. Merita particolare attenzione anche la ricezione di fondi, in genere frazionati, che possono essere ricondotti a sospette attività fraudolente poste in essere nei confronti di soggetti inconsapevoli o particolarmente deboli, spesso anziani, ai quali vengono richiesti contributi per finte attività legate al contrasto del Covid-19 (es. di sanificazione o di somministrazione di tamponi) o per il sostegno economico di familiari lontani.

Si raccomanda agli intermediari di valutare le informazioni fornite dalla clientela, in particolare quelle relative alla provenienza dei fondi e alla destinazione delle risorse, e di applicare misure di adeguata verifica in relazione al profilo di rischio del cliente, rafforzandola laddove necessario (ad esempio, nel caso in cui l’operatività comporti il coinvolgimento di persone politicamente esposte, utilizzo di contanti, operatività con Paesi terzi ad alto rischio, ecc).

2) Attività usurarie e il rischio di infiltrazione criminale imprese in crisi con finalità di riciclaggio

La situazione di difficoltà finanziaria conseguente al periodo di lockdown determina un elevato rischio di infiltrazione criminale da parte di organizzazioni che sono radicate sul territorio, reclutano affiliati presso le fasce più deboli della popolazione ed hanno un’ampia disponibilità di capitali illeciti. Questi soggetti possono trovare nuove occasioni per svolgere attività usurarie e per rilevare o infiltrare imprese in crisi con finalità di riciclaggio. Occorre attenzionare situazioni che possono essere sintomatiche di tali fenomeni criminali ai fini di inoltrare tempestivamente all’UIF segnalazioni di operazioni sospette.

Nelle valutazioni assumono centralità le informazioni (si vedano in proposito gli schemi di comportamenti anomali riconducibili all’usura e alle imprese in crisi):

– sugli assetti proprietari e sulla titolarità effettiva;

– sulle operazioni aziendali e societarie (rilevano anomali trasferimenti di partecipazioni, garanzie rilasciate o ricevute a favore o da terzi privi di una relazione con il cliente, lo smobilizzo di beni aziendali a condizioni non di mercato, anche attraveso la cessione di crediti a soggetti non abilitati, o la distrazione di beni dal patrimonio sociale non giustificata);

– sull’origine dei fondi che può essere determinata dagli utili aziendali o anche da finanziamenti dei soci che utilizzano lo schermo societario;

– sulle effettive finalità economico-finanziarie sottostanti alle transazioni che devono avere un senso e devono essere giustificate da contratti e relazioni commerciali.

L’intervento pubblico attraverso l’erogazione di finanziamenti garantiti dallo Stato ha lo scopo di allocare nuove risorse finanziarie a soggetti che effettivamente ne hanno necessità per lo svolgimento di attività economiche lecite. Ne consegue che il corretto adempimento degli obblighi di adeguata verifica e la valutazione di tutti gli elementi informativi disponibili sui clienti richiedenti i finanziamenti può ridurre e mitigare il rischio che si verifichino abusi penalmente rilevanti, sia nella fase di accesso al credito garantito dall’intervento pubblico, sia in quella di utilizzo delle risorse.

-Fase di concessione del credito. Potrebbero emergere sospetti di condotte fraudolente tese a ottenere il finanziamento con garanzia pubblica in mancanza o in violazione dei presupposti stabiliti dalla normativa, mediante la falsificazione della documentazione necessaria o in violazione delle norme che ne disciplinano l’erogazione: rilevano ipotesi di mendacio bancario e reati di falso nonché fenomeni di truffa aggravata per il conseguimento di erogazioni pubbliche e di indebite percezioni a danno dello Stato.

-Fase di utilizzo delle linee di credito. Gli intermediari devono verificare la destinazione dei flussi finanziari, specie se sussiste un vincolo di scopo, poiché potrebbero rintracciarsi sospetti di malversazioni a danno dello Stato e attività distrattive collegate anche a reati societari e fallimentari. Devono essere sottoposti a maggiori controlli i flussi finanziari verso Paesi che presentano elevati rischi di riciclaggio.

Infine UIF sollecita i professionisti, a valutare l’operatività delle imprese clienti che si trovano in condizione di difficoltà finanziaria, al fine di intercettare abusi in relazione alle disposizioni dirette invece ad agevolarne la continuità operativa.

 

3) Attività a distanza, in particolare on line, per il rischio di reati informatici, gioco on line e spaccio al dettaglio di sostanze stupefacenti.

Nonostante l’impiego di strumenti di pagamento elettronici assicuri la tracciabilità dei flussi finanziari, ciò determina anche rischi rilevanti che occorre presidiare. L’operatività a distanza può essere impiegata per le truffe on line, mediante il sistema della compravendita di beni inesistenti o contraffatti, ovvero a prezzi sproporzionati. Tale operatività sarà destinata ad aumentare per effetto delle misure di distanziamento sociale.

Il ricorso a detti strumenti può divenire più frequente anche in altri contesti illegali, ad esempio nello spaccio al dettaglio di sostanze stupefacenti, o nel gioco on line per la temporanea sospensione dell’attività di gioco su rete fisica.

Il maggior utilizzo di servizi on line accresce, inoltre, l’esposizione al rischio di reati informatici in danno di singoli utenti, di imprese o enti. Ci si riferisce ai fenomeni di phishing o di forme di compromissione della posta elettronica aziendale (e-mail apparentemente provenienti da soggetti con uno specifico ruolo recanti istruzioni per l’esecuzione di pagamenti a favore dei truffatori) o agli attacchi ransomware (virus informatici che rendono inaccessibili i dati dei computer infettati per il cui ripristino è chiesto il pagamento di una somma, spesso sotto forma di virtual asset). Assumono quindi centralità le informazioni inerenti all’origine e alla destinazione dei fondi, eventuali anomalie relative alla modalità di costituzione della provvista e al successivo utilizzo della stessa potrebbero indurre il sospetto di attività illegali.

UIF richiama l’importanza del monitoraggio delle attività a distanza, in particolare delle transazioni on line, anche quelle istantanee o urgenti, attraverso le procedure di selezione automatica delle operazioni anomale di cui i soggetti obbligati si avvalgono per finalità di prevenzione, tenuto conto della tipologia di clienti e della loro attività.