ISSN 2784-9635

Approfondimento sulla Raccomandazione della Banca d’Italia su tematiche afferenti alle misure di sostegno economico per l’emergenza Covid-19

Emanuela Montanari - 20/04/2020

Banca d’Italia, come noto, ha pubblicato in data 10/04/2020 una Raccomandazione sul modus operandi che le Banche devono attivare per applicare, coerentemente alle esigenze della clientela, le misure di sostegno economico per l’emergenza Covid-19. Nella raccomandazione Banca d’Italia precisa che, nell’attuale situazione di emergenza, il sistema bancario e finanziario deve svolgere un ruolo di primo piano nell’assicurare che le misure adottate per il sostegno economico producano gli effetti attesi a beneficio dell’intera collettività, in relazione alle difficoltà in cui versano tutti i settori di attività economica. Gli intermediari forniscono servizi di prima necessità pertanto devono limitare gli impatti negativi sulla clientela. Le raccomandazioni sono dettate in materia di tutela della clientela e in ambito antiriciclaggio e prevenzione del crimine finanziario.
In tema di rapporti con la clientela, Banca d’Italia richiama la necessità di pubblicizzare, attraverso ogni strumento d’informazione disponibile, le soluzioni che gli intermediari adottano per gestire l’emergenza, valutando di potenziare i canali di comunicazione, e ampliare l’ambito di applicazione dei provvedimenti estendendo su base volontaria iniziative a favore di categorie di soggetti che potrebbero versare in situazioni di difficoltà.
In ambito antiriciclaggio e di prevenzione del crimine finanziario Banca d’Italia evidenzia che l’attuale crisi offre alla criminalità economica varie opportunità. Pertanto è assolutamente necessario in questo contesto potenziare gli strumenti antiriciclaggio. Gli intermediari devono continuare a sottoporre la clientela a tutti gli obblighi previsti dalla disciplina in materia di antiriciclaggio e garantire l’applicazione dei presidi antiriciclaggio nel sistema economico.Essi, infatti, in quanto soggetti che hanno una posizione privilegiata nel sistema di prevenzione rispetto agli organi di polizia o alla magitratura, che li vede a contatto con la clientela, si trovano a gestire il rischio di riciclaggio in fase preventiva. Il concetto dell’approccio basato sul rischio introdotto dalla IV Direttiva AML deve essere applicato con maggiore enfasi in tale contesto proprio per individuare le misure di adeguata verifica appropriate, semplificate o rafforzate, a seconda del caso concreto da valutare. La profondità e l’intensità dei controlli da condurre a fini di adeguata verifica andranno opportunamente calibrate.
Banca d’Italia focalizza l’attenzione sui finanziamenti alle imprese garantiti dallo Stato, richiedendo agli intermediari di verificare che gli stessi siano effettivamente erogati per fornire alle imprese la provvista necessaria per far fronte ai costi di funzionamento o a realizzare verificabili piani di ristrutturazione industriale e produttiva. Le Banche dovranno svolgere tale verifica sia in sede di concessione del finanziamento, sia nella fase di monitoraggio dello stesso. La legge, infatti, prevede che il gestore della relazione debba effettuare il controllo costante del rapporto tenendo conto sia degli elementi informativi assunti in sede di adeguata verifica della clientela, sia del complesso degli ulteriori elementi informativi disponibili sul profilo economico e di rischio dei clienti che richiedono i finanziamenti. Ciò dovrà avvenire per tutta la durata del rapporto, attraverso l’esame della complessiva operatività del cliente, la verifica e l’aggiornamento dei dati e delle informazioni acquisite in sede di adeguata verifica sull’identificazione del cliente, del titolare effettivo e sullo scopo e natura del rapporto, sulle relazioni fra i soggetti collegati, nonché sulla verifica della provenienza e destinazione dei fondi.
Essendo gli intermediari in una posizione privilegiata, è stato attribuito loro il compito di vigilare sulla corretta destinazione dei finanziamenti statali affinché non vengano dirottati verso finalità illecite (ad esempio erogati a imprese collegate alla criminalità organizzata). Gli istituti di credito che erogano i finanziamenti statali dovranno focalizzare l’attenzione non tanto sull’origine della provvista, bensì sulla destinazione dei fondi valutando che non siano impiegati in attività criminose. Su questo è pertanto fondamentale valutare il profilo soggettivo del cliente, nonché identificare e individuare il reale titolare effettivo tenendo in debito conto il suo profilo economico e soggettivo.
Sono necessari approfondimenti da parte degli intermediari nella fase di verifica delle informazioni fornite dalla clientela. Ai sensi dell’art. 22 del Decreto 231/2007 i clienti devono fornire per iscritto, sotto la propria responsabilità, tutte le informazioni necessarie e aggiornate per consentire ai soggetti obbligati di adempiere agli obblighi di adeguata verifica. Inoltre le imprese devono fornire informazioni adeguate, accurate e aggiornate sulla propria titolarità effettiva. Gli intermediari successivamente verificano le informazioni fornite e l’incoerenza delle stesse con la movimetazione del rapporto fa scattare la segnalazione di operazione sospetta.
Per agevolare i controlli sono state proposte l’assunzione di un’autocertificazione e l’utilizzo di conti dedicati su cui far transitare i finanziamenti. Dovrà essere valutata, in base all’approccio sul rischio, l’assunzione di ulteriore documentazione ,quali bilanci, piani di ristrutturazione, situazioni contabili.