ISSN 2784-9635

Dalle Linee Guida Bce su Npl all’international Financial Reporting Standards

Bochra El hachimi - 15/04/2021

La BCE predispone il documento di “Linee guida per le banche sui crediti deteriorati (NPL), Marzo 2017”; con le linee guida su NPL persegue il fine di “monitorare i prestiti in bonis e prevenire il decadimento della qualità del credito”. Altresì ritiene che le banche “debbano disporre di procedure e flussi informativi interni adeguati allo scopo” permettendo così “di individuare e gestire potenziali clienti con posizioni deteriorate in uno stadio molto precoce[1].

Destinatarie delle citate linee guida sono gli enti creditizi ex articolo 4, paragrafo 1 del Capital Requirementes Regulation (CRR) [2], cd. banche.

Le banche con elevati NPL sono quegli enti creditizi con crediti deteriorati di livelli significativamente superiori alla media dell’Unione Europea; media che si ottiene tramite lo strumento di calcolo cd. risk dashboard[3].

Il perimetro di intervento si compone dei seguenti settori:

– NPL e NPE, rispettivamente non performing loans e non performig exposures. Il documento invero riguarda tutte le esposizioni deteriorate (NPE), dunque non solo i crediti deteriorati (NPL).

Watch List: trattasi di esposizioni in bonis con elevato rischio di deterioramento.

Forborne: esposizioni in bonis oggetto di misure di tolleranza.

I crediti deteriorati (detti anche non-performing loans), se in tasso numerico elevato – come registrato in diversi Paese Ue – causano danno al credito bancario; ciò implica un impatto negativo sui vincoli di bilancio, sulla redditività e sul capitale.

Per la ripresa economica si pone come necessario l’intervento su NPL. La BCE, a tal fine, individua un’azione imperniata su due direttive guida, relative alla qualità degli attivi ed il alle prove di stress. Il consiglio della BCE ritiene opportuna la composizione di un gruppo di alto livello sugli NPL. Il fine è anche quello di giungere ad accantonamenti e cancellazioni in tempi più rapidi.

Si perviene alla disciplina, in documento, mediante un’attenta analisi dei seguenti aspetti:

  • strategia per gli NPL;
  • governance e assetto operativo nella gestione degli NPL;
  • misure di concessione;
  • rilevazione degli NPL;
  • valutazione delle riduzioni di valore e cancellazione degli NPL;
  • valutazione delle garanzie immobiliari.

L’assetto operativo si compone di un Back office (motore di allerta precoce di competenza del back-office, con aggiornamenti quantomeno mensili), EWI[4] o/d (EWI a livello di operazione/debitore), EWI Wallet (EWI a livello di portafoglio in riferimento a segmenti, studi di settore e previsioni macroeconomiche); si individua, altresì, il Front office (relativo alla gestione dei segnali di allerta precoce da parte del front office in termini di gestione del cliente).

Si tratta di indicazioni che, anche se non vincolanti, importano efficacia significativa, in virtù dell’intervento dell’autorità di vigilanza; in casi specifici può richiedersi la motivazione del discostamento dalle linee guida.

I gruppi di vigilanza congiunta (CGV), mediante il canale del dialogo, hanno il compito di interagire con le banche per l’implementazione ed applicazione delle line guida BCE, nell’ambito dell’ordinaria attività vigilanza.

Allo stato dell’arte, si è consapevoli delle difficoltà incombenti sulle banche – a causa dei crediti deteriorati – per cui questi interventi prudenziali si pongono come necessari e per tale via si chiede una loro implementazione con urgenza.

Invece, l’IFRS9 (International Financial Reporting Standards), in vigore dal 1° gennaio 2018, indica i criteri tramite cui pervenire ad un giudizio degli strumenti finanziari in bilancio, inclusi i crediti vantati nei confronti della clientela.

L’IFRS sostituisce il precedente principio IAS 39 (incurred loss) in forza del quale solo al momento del deterioramento conclamato si procede ad imputare la perdita nella contabilità; il principio incurred loss lascia il posto all’expected credit loss, ovvero sia, si procede ad un costante monitoraggio del credito dalla sua nascita alla sua conclusione.

 Il modello introdotto si riassume mediante tre stage, rispettivamente Performing, Under, Non permorfing.

Lo Stage 1 definisce un credito con rischio basso ovvero sia di qualità non deteriorata. La perdita attesa viene valutata in relazione ai portafogli collettivi in un lasso temporale di dodici mesi.

Lo Stage 2 presenta un rischio di credito più elevato ed un deterioramento rilevante rispetto al momento della sua origination. Le perdite attese vengono calcolate o meglio parametrate sulla vita residua del contratto cd. lifetime.

Lo Stage 3, si è in presenza di un rischio creditizio significativo dove la perdita è già manifesta. La perdita attesa viene calcolata su singolo credito, in via dettagliata e per il tempo residuo della cd. lifetime.

L’IFRS 9 richiede una stima di ECL basata su una informativa sia ragionevole sia dimostrabile reperibili nel bilancio al dato passivo nonché alle condizioni economiche presenti e future. Purtuttavia nell’attuale contesto di pandemia da Covid-19 è difficile la produzione di una informativa prospettica, ragionevole e dimostrabile.

Il direttore generale dell’Abi, Giovanni Sabatini, durante l’audizione in commissione Finanze del Senato del dicembre 2020 ha espresso chiaramente l’alta probabilità di un aumento degli NPL, in forza della emergenza pandemica in corso e ha valutato positivamente la condotta delle banche, le quali, hanno posto in atto uno  “sforzo molto rilevante” in termini di processi di cartolarizzazione e cessione di NPL.

[1] Linee guida per le banche sui crediti deteriorati (NPL),

 https://www.bankingsupervision.europa.eu/ecb/pub/pdf/guidance_on_npl.it.pdf cit., p. 39.

[2] Regolamento UE n. 575/2013 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 26 giugno 2013, sui requisiti prudenziali di enti creditizi ed imprese investimento, modificante il Regolamento UE n. 648/2012.

[3] https://www.eba.europa.eu/risk-analysis-and-data/risk-dashboard, cit. “The EBA Risk Dashboard is part of the regular risk assessment conducted by the EBA and complements the Risk Assessment Report. The EBA Risk Dashboard summarises the main risks and vulnerabilities in the bancking sector in the European Union (EU) By looking the evolution of Risk Indicators (RI) among a sample of banks across the EU”.

[4] EWI, Early Warning Indicators.