ISSN 2784-9635

Decreto n. CCCLXXII del 10 ottobre 2020. L’inizio di un nuovo percorso di trasparenza finanziaria per la Città del Vaticano

Dimitri Barberini - 12/10/2020

I mesi di settembre e inizio ottobre sono stati dei mesi per Papa Francesco impegnativi; non sotto il profilo di visite pastorali, udienze o visite istituzionali (limitate per via delle misure Covid), ma bensì per ritornare a lavorare su un progetto, quello di ridare alla Chiesa una dignità di sguardo alle molteplici critiche sia su profili economici e sociali che rimbombano ormai nei corridoi di Santa Marta.  I recenti casi di cronaca riguardati la compravendita dell’immobile londinese (per il quale la Procura di Roma ha inviato una rogatoria alla Santa Sede), la questione del Card. Becciu e la visita dell’organismo di Vigilanza Moneyval hanno dato modo a Papa Francesco di cogliere una buona occasione per fare un po’ di pulizia.

Il Decreto n. CCCLXXII approvato dall’autorità del Governatorato è composto da 33 articoli recante le integrazioni e le modifiche alla L. n. XVIII, approvata e entrata in vigore quest’ultima nel 8 ottobre 2013. Quest’ultimo atto rappresenta la normativa quadro di riferimento al contrasto alle attività di riciclaggio e finanziamento al terrorismo per la città del Vaticano, frutto già di integrazioni da precedenti atti (dalla Legge del 30 dicembre 2010, n. CXXVII e dalla Legge del 24 aprile 2012, n. CLXVI). Nel suo schema generale (la L. n. XVIII) segue le comuni indicazioni fornite dalle istituzioni europee e dalle raccomandazioni GAFI per un contrasto efficiente al finanziamento di attività criminali e riciclaggio di denaro, indicando minuziosamente definizioni, modalità dell’adeguata verifica del cliente fino alle sanzioni. Un excursus di obblighi che attualmente vengono disciplinati dalle normative antiriciclaggio comunitarie, ma a distanza di anni, per la Città del Vaticano, si sono create così tante lacune normative e operative da richiederne delle integrazioni.

Vengono di seguito elencate le integrazioni e le modifiche presenti nel decreto ritenute rilevanti.

Infatti il decreto suddetto prevede, seguendo l’ordine della l. n XVIII, l’integrazione di nuove locuzioni importanti come quelle realizzate all’art. 1, lettera «o) qualsiasi attività connessa a trust o a strutture legali analoghe», sempre all’articolo 1 ma al n. 4 vengono descritti  i requisiti e gli elementi per la tracciabilità dei «beni»: beni di qualsiasi tipo, materiali o immateriali, mobili o immobili, comunque acquisiti, nonché documenti o strumenti aventi valore legale in qualsiasi forma, anche elettronica o digitale, recanti un diritto, Titolo o interesse sui beni medesimi.»; ovvero all’art. 1 numero 8 ter «ente creditizio»: un ente che svolge professionalmente l’attività di raccolta di depositi o altri fondi rimborsabili presso il pubblico e di concessione di credito per proprio conto.». Seguendo le altre integrazioni dell’art. 1, numeri 12 bis locuzione di «gruppo»: un gruppo di enti composto da un’impresa madre, dalle sue imprese figlie e dagli enti in cui l’impresa madre o le imprese figlie detengono una partecipazione, nonché le imprese legate tra loro da una relazione ai sensi dell’articolo 1, comma 64bis, del Regolamento n. 1 in materia di vigilanza prudenziale degli enti che svolgono professionalmente attività di natura finanziaria del 25 settembre 2014.»; e 12.ter su «Istituto finanziario»: un ente, diverso da un ente creditizio, che svolge professionalmente una o più attività di natura finanziaria stabilite all’articolo 1, numero 1, lettere da b) a n). Senza pregiudizio dell’unicità del contesto istituzionale, giuridico, economico, commerciale e professionale dello Stato – la cui considerazione costituisce il primo criterio di attuazione della presente Legge, ai sensi dell’articolo 7, comma 2, lettera a) –, la nozione di istituto finanziario può includere le seguenti categorie di soggetti: a) imprese di assicurazione; b) imprese di investimento; c) organismi di investimento collettivo; 2 d) intermediari assicurativi, inclusi gli intermediari che si occupano di assicurazioni vita e altri servizi legati ad investimenti, fatta eccezione per gli intermediari assicurativi collegati; e) succursali degli istituti finanziari di cui alle lettere precedenti.»

Altro tema che merita alcune righe riguarda le integrazioni apportate al Titolo II della legge n. XVIII (Misure di prevenzione e contrasto del riciclaggio e del finanziamento del terrorismo), con l’aggiunta di nuove figure soggette ad obblighi antiriciclaggio: l’art. 2, lett. A-bis): «nonché qualunque altra persona che si impegna a fornire, direttamente o attraverso altre persone alle quali tale altra persona è collegata, aiuto materiale, assistenza o consulenza in materia fiscale quale attività professionale»; viene poi sostituito l’art. 2 lett. d) con: «gli agenti immobiliari che agiscono da intermediari nell’acquisto, vendita o locazione di immobili, per le operazioni il cui valore dell’immobile o del canone mensile è pari o superiore a 10.000 euro;», vengono inoltre aggiunte due nuove disposizioni all’art.2 dopo la lett. f): «g) i soggetti che commerciano opere d’arte o che agiscono in qualità di intermediari nel commercio delle stesse, laddove il valore dell’operazione o di una serie di operazioni collegate tra loro sia pari o superiore a 10.000 euro;» «h) i soggetti che conservano o commerciano opere d’arte o che agiscono in qualità di intermediari nel commercio delle stesse, quando tale attività è effettuata da porti franchi, laddove il valore dell’operazione o di una serie di operazioni collegate tra loro sia pari o superiore a 10.000 euro;».

Per quanto concerne l’art. 8 (Autorità competenti), al comma 6 è stato sostituito il testo interamente con: « L’Ufficio del Promotore di Giustizia coordina le indagini in materia di prevenzione e contrasto del riciclaggio e del finanziamento del terrorismo, esercitando l’attività inquirente».

Altro aspetto rilevante risiede nell’art. 19 enunciato dall’articolo 16 del Decreto riguardante l’analisi del rischio e adeguata verifica del cliente; viene difatti integralmente sostituito il comma 1 con: «L’adeguata verifica deve essere svolta in maniera costante in funzione del rischio della controparte, esistente o nuova, e in ogni caso qualora si modifichi la situazione del cliente e nel contesto della verifica periodica delle informazioni relative alla titolarità effettiva.»; specificandone le modalità al comma 1-bis): «L’adeguata verifica costante deve necessariamente includere, tra l’altro: a) il monitoraggio costante del rapporto, anche mediante il controllo delle operazioni o transazioni effettuate durante tutta la sua durata, in modo da assicurare che esse siano coerenti alla categoria e alla conoscenza della controparte, alla sua attività e al suo profilo di rischio, nonché all’origine dei fondi; b) l’aggiornamento di documenti, dati e informazioni acquisiti ai fini dell’adeguata verifica, effettuando verifiche degli archivi esistenti, con riferimento in particolare alle categorie di controparti ad alto rischio.».

Quando invece si tratti di Paesi ad alto rischio con i quali sia instaurata una operazione, modalità già disciplinate dall’art. 30, vengono aggiunte nuove modalità con la creazione dell’art. 30-bis: «1. Nel caso di rapporti e operazioni che coinvolgono paesi terzi ad alto rischio, presenti nella lista pubblicata dall’Autorità di Informazione Finanziaria a norma dell’articolo 9, comma 2, lettera b), punto vi), i soggetti obbligati sono tenuti ad applicare le seguenti misure di adeguata verifica rafforzata: a) ottenere informazioni supplementari sul cliente e sul titolare effettivo (o i titolari effettivi); b) ottenere informazioni supplementari sullo scopo e sulla natura prevista del rapporto; c) ottenere informazioni sull’origine dei fondi e del patrimonio del cliente e del titolare effettivo (o dei titolari effettivi); d) ottenere informazioni sulle motivazioni delle operazioni previste o eseguite; e) ottenere l’approvazione dell’alta dirigenza per l’instaurazione o la prosecuzione del rapporto; f) svolgere un controllo rafforzato del rapporto, aumentando il numero e la frequenza dei controlli effettuati e selezionando gli schemi di operazione che richiedono un ulteriore esame. Com. 2. Il primo trasferimento di fondi deve essere eseguito mediante un conto intestato al cliente presso un ente che svolge professionalmente attività di natura finanziaria soggetto a norme di adeguata verifica della clientela che non sono meno rigorose di quelle previste dalla presente Legge. Com. 3. Oltre alle misure previste dai precedenti commi, l’Autorità di Informazione Finanziaria può, con propria Istruzione, disporre l’applicazione ai soggetti obbligati di ulteriori misure, anche tenendo conto delle pertinenti valutazioni o relazioni elaborate da organizzazioni ed enti di normazione internazionali con competenze nel campo della prevenzione del riciclaggio di denaro e del contrasto al finanziamento del terrorismo riguardo ai rischi presentati dai singoli paesi terzi».

Il Decreto dà inoltre vita ad un registro istituito presso l’AIF (Autorità d’informazione Finanziaria), aggiungendo così all’art. 51, il 51-bis: «Viene istituito presso l’Autorità di Informazione Finanziaria un registro per l’identificazione tempestiva di 11 qualsiasi persona fisica o giuridica che detenga o controlli rapporti, conti di pagamento, conti identificati dall’IBAN e cassette di sicurezza detenuti presso gli enti che svolgono professionalmente attività di natura finanziaria. Al comma 2. Le informazioni contenute nel registro di cui al comma 1 sono direttamente accessibili, in modo immediato, dall’Autorità di Informazione Finanziaria, che può scambiarle tempestivamente con le proprie controparti, ai fini di informazione finanziaria, a norma degli articoli 69.bis, e 70 della presente Legge. Le informazioni sono accessibili, a norma dell’articolo 69, anche alle altre Autorità competenti per l’adempimento degli obblighi che competono loro a norma della presente Legge. 3. Attraverso il registro di cui al comma 1 sono accessibili e consultabili almeno le seguenti informazioni: a) per il titolare del conto e ogni persona che sostenga di agire per conto del titolare: il nome, unitamente agli altri dati identificativi previsti dall’articolo 1, comma 6, o a un numero di identificazione unico; b) per il titolare effettivo: il nome, unitamente agli altri dati identificativi previsti dall’articolo 1, commi 6 e 24, o a un numero di identificazione unico; c) per il conto o il conto di pagamento: il numero IBAN e la data di apertura e di chiusura del conto; d) per la cassetta di sicurezza: il nome del locatario, unitamente o agli altri dati identificativi previsti dall’articolo 1, comma 6, o a un numero di identificazione unico, e alla durata del periodo di locazione. 4. L’Autorità di Informazione Finanziaria disciplina, con proprio regolamento, le modalità di costituzione, aggiornamento, tenuta, gestione e sicurezza del registro di cui al comma 1»

L’ulteriore dato, non citato nel decreto e che rimane dunque invariato, è la permanenza del limite per cui sorge l’obbligo della Dichiarazione di trasferimento di denaro contante, che è pari o superiore a euro 10.000 €.

A conclusione di questa promulgazione normativa (che è già entrata in vigore) si attendono dunque i due ulteriori atti ufficiali: il primo è il resoconto dell’ispezione da parte dell’organo di vigilanza Moneyval, avvenuta nei primi giorni del mese di ottobre; il secondo atto invece è il rapporto dell’AIF, per il quale però si dovrà attendere invece l’anno nuovo, nel quale si prospetta che si registri un picco per le segnalazioni per operazioni sospette rispetto al 2019.