Dubbi sulla legittimità in merito alla normativa italiana per l’acquisizione di tabulati telefonici a scopo di indagini

G.L. - 12/03/2021

Risale allo scorso 2 marzo la sentenza nella causa C-746/18 H.K./Prokuratuur, riguardante un caso estone, che ha statuito un principio fondamentale laddove ha previsto che “l’accesso, per fini penali, ad un insieme di dati di comunicazioni elettroniche relativi al traffico o all’ubicazione, che permettano di trarre precise conclusioni sulla vita privata, è autorizzato soltanto allo scopo di lottare contro gravi forme di criminalità o di prevenire gravi minacce alla sicurezza pubblica.”

 Il caso de quo riguarda un procedimento penale instaurato nei confronti di H.K. in quanto imputato di furto, utilizzazione della carta bancaria di un terzo e violenza nei confronti di persone partecipanti a un procedimento giudiziario; per tali reati l’imputato è stato condannato da un tribunale di primo grado ad una pena detentiva di due anni e tale decisione è stata confermata in appello.

Il dubbio sulla legittimità sorge dal fatto che i verbali su cui si fonda la constatazione dei reati addebitati all’imputato sono stati redatti sulla base di dati personali generali, nel quadro della fornitura di servizi di comunicazioni elettroniche.

La Corte suprema estone nei confronti della quale H.K. ha proposto un ricorso per cassazione ha sollevato dei dubbi riguardanti la compatibilità con il diritto dell’Unione della legittimità dell’accesso da parte degli organi inquirenti ai dati in parola.

Tali dubbi riguardano due aspetti: in primis la Corte suprema estone si interroga se la durata del periodo per cui gli organi inquirenti hanno avuto accesso ai dati costituisce un criterio atto a permettere di valutare la gravità dell’ingerenza che tale accesso determina nei diritti fondamentali delle persone interessate e, in secundis, il giudice del rinvio ha formulato dei dubbi quanto alla possibilità di considerare il pubblico ministero estone come un’autorità amministrativa indipendente, idonea, come tale ad autorizzare l’accesso dell’autorità incaricata dell’indagine ai dati in questione.

La Corte di Giustizia dell’Unione europea, riunitasi in Grande Sezione, ha ritenuto che la direttiva “vita privata e comunicazioni elettroniche”, letta alla luce della Carta, osta ad una normativa nazionale che permetta l’accesso delle autorità pubbliche a dati relativi al traffico o a dati relativi all’ubicazione, idonei a fornire informazioni sulle comunicazioni effettuate da un utente di un mezzo di comunicazione elettronica o sull’ubicazione delle apparecchiature utilizzate dallo stesso per finalità di prevenzione, ricerca, accertamento e perseguimento di reati, senza che tale accesso sia circoscritto a procedure aventi per scopo la lotta contro le forme gravi di criminalità o la prevenzione di gravi minacce alla sicurezza pubblica.

Secondo la Corte, la direttiva summenzionata, letta alla luce della Carta, osta alla normativa nazionale che rende il pubblico ministero competente ad autorizzare l’accesso di una autorità pubblica ai dati relativi al traffico e all’ubicazione al fine di condurre un’istruttoria penale.

La Corte con la sentenza in commento ha statuito che, al fine di garantire il pieno rispetto di tali condizioni è essenziale che l’accesso delle autorità nazionali competenti ai dati conservati sia subordinato ad un controllo preventivo effettuato o da un giudice o da un’entità amministrativa indipendente e che la decisione di tale giudice o di tale entità intervenga a seguito di una richiesta motivata delle autorità suddette, presentata nel quadro di procedure di prevenzione o di accertamento di reati o di azioni penali instaurate.

Di estrema rilevanza è l’approfondimento del significato di indipendenza dell’autorità incaricata di esercitare il controllo: la Corte infatti, individua come indipendente quell’autorità che abbia la qualità di terzo rispetto a quella che chiede l’accesso ai dati; in tal senso, la Corte conclude ravvisando inesistente tale indipendenza in capo al Pubblico ministero, nel caso di specie il Pubblico ministero estone, essendo lo stesso coinvolto nella direzione delle indagini ed esercitando l’azione penale.

Approfondimenti: http://curia.europa.eu/juris/liste.jsf?language=it&td=ALL&num=C-746/18