ISSN 2784-9635

European Public Prosecutor’s Office (c.d. EPPO): un organismo operativo nel diritto penale europeo

Federica Colazzo - 17/07/2021

Dal 1° giugno 2021 è entrata in funzione l’EPPO, acronimo di European Public Prosecutor’s Office, già costituita con regolamento 2017/1939 del 12 ottobre 2017.

Si tratta della nuova Procura europea, con sede a Lussemburgo, che gode di piena autonomia dalle istituzioni europee e nazionali.

Il referente normativo è rappresentato dall’art. 86 TFUE, secondo cui, per reprimere i reati che ledono gli interessi finanziari dell’Unione europea, il Consiglio avrebbe potuto istituire una Procura europea, mai entrata in funzione prima.

Come noto, l’organo giudiziario de quo è volto a garantire la protezione degli interessi finanziari dell’UE, innalzando il livello di tutela; più nel dettaglio, ha competenza in tema di reati di corruzione, riciclaggio, peculato, frodi a danno dell’IVA, contrabbando, reati contro la PA, fattispecie connesse alle mafie.

Occorre precisare che, vista la possibile interferenza con i procedimenti che riguardato il crimine organizzato a stampo mafioso, si è reso necessario un coordinamento con la Direzione Nazionale antimafia: il 24 maggio 2021 è stato firmato un protocollo di intesa che prevede consultazioni e cooperazioni tra DNA e EPPO, per garantirne il potenziamento reciproco.

Il compito di sovraintendere il Collegio della Procura europea, di cui fanno parte ventidue Procuratori europei degli Stati che hanno aderito alla stessa, è affidato alla Procuratrice capo, Laura Kövesi.

L’Italia è rappresentata dal magistrato Danilo Ceccarelli, già sostituto procuratore a Milano, il quale ha sottolineato come l’European Public Prosecutor’s Office sia una procura a tutti gli effetti, posto che coordina le indagini, esercita l’azione penale, rappresenta l’accusa in giudizio, dispone di un corpo di polizia giudiziaria e si interfaccia con l’autorità giudicante al fine di chiedere l’autorizzazione per talune misure investigative, quali sequestri o misure precautelari.

Benché appaia prematuro fare previsioni in merito all’azione e all’operato della Procura europea, in via preliminare, può segnalarsi che costituisce un novum nel panorama giuridico, atteso che si tratta di una procura sovranazionale, la quale presuppone una cessione di porzioni di sovranità statale in materia penale, non ben vista da alcuni Stati che, per motivi di carattere politico, hanno deciso di non aderirvi o hanno manifestato atteggiamenti ostruzionistici.