ISSN 2784-9635

FOCUS: Stablecoin ed Unione europea

Marta Patacchiola - 28/02/2020

L’UE si prepara a regolamentare le critpovalute. Il Consiglio dell’Unione europea, con un comunicato, ha informato che il prossimo 5 dicembre verrà approvata una “dichiarazione congiunta” (joint statement) dell’Istituzione stessa e della Commissione sulle cc.dd. stablecoins. Si tratta di valute virtuali che, a differenza delle altre di “prima generazione”, sono caratterizzate da minore volatilità dei prezzi, poiché sono vincolate a mezzi di scambio stabili (es. dollaro statunitense). Il progetto, pubblicato lo scorso 6 novembre, mira a dare una risposta “politica” a Lybra, la stablecoin lanciata da Facebook in estate. Smentite le voci che circolavano sull’intenzione dell’Ue di emettere delle proprie critpovalute. Il documento esprime l’intento del Consiglio e della Commissione di agire, in cooperazione con la BCE e con le Autorità di vigilanza nazionali ed europee, per l’apertura di un dibattito teso a sviluppare una nuova legislazione europea comune sulle criptovalute.

A livello comunitario esiste attualmente, in materia di antiriciclaggio, l’obbligo – introdotto con la V direttiva – per i soggetti che operano professionalmente con valute virtuali di rispettare tutti gli adempimenti AML. Uno studio specifico sulle stablecoin è stato recentemente pubblicato (agosto 2019) dalla BCE: In search for stability in crypto-assets: are stablecoins the solution?. Con la dichiarazione congiunta che si vorrebbe adottare, l’UE decide di fare un ulteriore passo in avanti, impegnandosi a mettere in atto un quadro giuridico che favorirà le potenziali opportunità che le “cripto-attività” possono offrire e permetterà di riconoscere i rischi che presentano alcune. In particolare, si ritiene necessario garantire adeguati standard di protezione dei consumatori e condizioni monetarie e finanziarie stabili. Particolare attenzione dovrebbe essere data alle misure per prevenire la creazione di rischi ingestibili da parte di determinate stablecoin globali (come Lybra). La posizione del Consiglio e della Commissione è comunque netta nello stabilire che nessuna stablecoin globale dovrà iniziare a “circolare” in Europa finché l’accordo non andrà in porto e saranno adeguatamente regolamentati tutti gli aspetti necessari a prevenire i rischi collegati.

Il comunicato prosegue riconoscendo che l’emersione del fenomeno delle stablecoin dimostra l’importanza per i consumatori di un continuo miglioramento degli strumenti di pagamento, al fine di soddisfare le aspettative del mercato e la diffusione di sistemi più convenienti, rapidi, efficienti ed economici, soprattutto per le operazioni transfrontaliere. In questo senso, le Istituzioni europee ritengono che un ruolo chiave debba essere giocato dagli attori privati e, in particolar modo, dai prestatori di servizi di pagamento. Dall’altro lato, la BCE, le altre banche centrali e le competenti Autorità nazionali favoriranno la trasformazione dei sistemi di pagamento verso modalità più digitalitazzate, come appunto stablecoin. E l’UE approva le iniziative delle banche centrali, in cooperazione con altre autorità competenti, volte a studiare i costi e benefici di “valute digitali” emesse da una banca centrale, nonché l’impegno con le società europee dei pagamenti in merito al ruolo del settore privato nel soddisfare le aspettative di efficienza dei consumatori.

Ad oggi, tutto il quadro è comunque allo stadio embrionale. Si dovranno attendere i prossimi mesi per valutare le strategie e le soluzioni elaborate dall’Unione europea in materia di cripto-asset e, in particolare, stablecoin.