ISSN 2784-9635

Focus su AMLA 2020: la riforma statunitense in materia AML/CFT

Andrea Bernabale - 26/02/2021
  1. Premessa

Il 1º gennaio 2021, il Senato degli Stati Uniti ha approvato l’Anti-money Laundering Act 2020 (AMLA). Parte del National Defense Authorization Act for Fiscal Year 2021 (NDAA), l’AMLA introduce significative novità nella normativa statunitense antiriciclaggio, tanto da rappresentare la più importante riforma in materia AML/CFT dal Patriot Act del 2001[1], promosso dall’allora presidente G.W. Bush a seguito degli attentati dell’11/9 per meglio contrastare il finanziamento al terrorismo.

Come si vedrà nelle prossime righe più nel dettaglio, l’AMLA riprende le finalità del Bank Secrecy Act (BSA), risalente agli anni ’70 e che costituisce il primo tentativo normativo di combattere il fenomeno del money-laundering ma, altresì, amplia notevolmente i doveri, i poteri e le funzioni del Fincen; aumenta le sanzioni civili e penali, introducendo nuovi reati, per le violazioni del BSA; rafforza i propositi dello stesso BSA; chiede studi e relazioni; stabilisce nuovi adempimenti riguardo i titolari effettivi; permette la condivisione delle segnalazioni di operazioni sospette (SAR) con enti esteri; modernizza la normativa di contrasto al riciclaggio e al finanziamento del terrorismo; incoraggia l’innovazione tecnologica finalizzata a contrastare l’inquinamento della legalità economica.

Per dare un inquadramento del succitato NDAA, la parte relativa alla riforma in materia AML/CFT riguarda la Division F, dal Title LXI al Title LXV, rispettivamente: Title LXI, “Strengthening Treasury Financial Intelligence, Anti-Money Laundering, and Countering the Financing of Terrorism Programs”; Title LXII, “Modernizing the Anti-Money Laundering and Countering the Financing of Terrorism System”; Title LXIII, “Improving Anti-Money Laundering and Countering the Financing of Terrorism Communication, Oversight, and Processes”; Title LXIV, “Establishing Beneficial Ownership Information Reporting Requirements”; Title LXV, “Miscellaneous”.

Di seguito, un’analisi più accurata della riforma in oggetto.

 

  1. “Beneficial owners”

Vista più nel dettaglio, probabilmente la caratteristica più importante della riforma BSA/AML è la modernizzazione di come le informazioni sui titolari effettivi debbano essere raccolte e segnalate[2]. Come si legge nel “sense of Congress” incluso nella legge (section 6402), la maggior parte degli Stati federati non richiedono informazioni sui beneficial owner di entità formate secondo le loro leggi. In tal modo i riciclatori di denaro possono utilizzare società di copertura e canali di investimento per eluderne l’individuazione. Un approccio federale è quindi necessario per proteggere gli interessi vitali di sicurezza nazionale e legalità economica.

Pertanto, la legge in commento richiede che alcune società statunitensi (ad esempio, società per azioni, società a responsabilità limitata, o entità simili) e società che operano negli Stati Uniti (“reporting companies”) siano soggette a comunicare informazioni sulla loro titolarità effettiva alla Fincen. Le società di nuova costituzione segnalerebbero tali informazioni al momento della costituzione, mentre le società che successivamente subiscono un cambiamento di proprietà dovrebbero fornire al Fincen informazioni aggiornate entro un anno.

Tuttavia, la legge esclude una serie di società dagli obblighi di segnalazione, comprese le società pubbliche, nonché le società che soddisfano i seguenti criteri: (i) hanno più di 20 dipendenti a tempo pieno, (ii) dichiarano più di 5 milioni di dollari di entrate annuali all’Internal Revenue Service, e (iii) hanno una presenza operativa presso un ufficio fisico negli Stati Uniti. Altri soggetti esclusi sono le organizzazioni bancarie (ad esempio, banche, cooperative di credito, holding bancarie, holding di risparmio e prestiti), emittenti di moneta registrati presso la Fincen, intermediari registrati presso la SEC, società di investimento registrate presso la SEC e consulenti in materia di investimenti, nonché società di assicurazioni.

Il “beneficial owner” o titolare effettivo, è invece definito dalla legge come qualsiasi persona che, direttamente o indirettamente, (i) possiede il 25% delle partecipazioni o (ii) esercita un controllo sostanziale sulla società. Invero, ciò che costituisce un “controllo sostanziale” non è chiaro, in quanto il termine non è definito dall’AMLA. Non è inoltre chiaro se il termine sarà interpretato in modo simile o dissimile dall’attuale Beneficial Ownership Rule di Fincen, che statuisce che vi è controllo quando c’è “a single individual with significant responsibility to control, manage, or direct a legal entity customer.”

Per quanto concerne le reporting companies, invece, le informazioni da segnalare includono i nomi, le date di nascita, gli indirizzi e i numeri di identificazione unici (ad esempio, la patente di guida o i numeri di passaporto) dei loro titolari effettivi. Le informazioni vengono raccolte dalla Fincen che provvede ad inserirle in un registro non accessibile al pubblico.

 

  1. Il “Whistleblower program”: nuove tutele e incentivi per i segnalatori

L’AMLA crea poi un programma di ricompense per i whistleblowers[3], con nuovi incentivi e tutele per la segnalazione di potenziali violazioni BSA/AML alle autorità statunitensi.

Saranno infatti ricompensati i whistleblowers che forniranno volontariamente informazioni originali al loro datore di lavoro, al Tesoro o al Dipartimento di Giustizia (DOJ) su possibili violazioni della BSA, a condizione che quanto riferito porti ad azioni di successo e le sanzioni comminate superino il milione di dollari. Gli informatori possono segnalare violazioni in forma anonima e candidarsi per ricompense se rappresentati da un legale.

I whistleblowers potranno ricevere fino al 30% delle sanzioni pecuniarie riscosse in un’azione esecutiva promossa dal Tesoro o dal DOJ e da azioni correlate. Prima della legge, le ricompense erano completamente discrezionali e limitate alla soglia di 150.000 dollari o al 25% della sanzione. Invece, con la riforma AMLA, gli importi dei premi saranno determinati da vari fattori, quali l’importanza delle informazioni e il grado di assistenza da parte dell’informatore, fermo restando che non potranno superare il 30% della somma riscossa.

A tutela degli whistleblowers, la legge proibisce vari atti di ritorsione da parte dei datori di lavoro, tra cui la retrocessione di grado o la sospensione. A ragione di ciò, l’AMLA crea un diritto soggettivo di azione per gli informatori che abbiano subito ritorsioni per aver rivelato potenziali violazioni del BSA. Un whistleblower, le cui informazioni fornite abbiano portato ad un’operazione di successo da parte delle Autorità, ha infatti diritto di reintegro e al risarcimento danni, che comprende anche danni di distress emotivo e risarcimento delle spese legali.

Complessivamente, i maggiori incentivi previsti dal programma whistleblower per violazioni BSA sottolineano l’importanza di progettare e mantenere un efficace sistema di segnalazione interna. Un efficace sistema di reporting interno, come parte di un programma di compliance AML, può aiutare a rilevare e correggere le violazioni BSA, riducendo così il rischio di azioni legali, indagini regolamentari e sanzioni che possono avere un forte impatto sui profitti di un istituto finanziario.

 

  1. Il regime sanzionatorio per violazioni BSA/AML

Secondo quanto previsto dalla riforma, il regime sanzionatorio prevede pene più severe nei confronti di chi sia già stato condannato per una violazione del BSA[4].

I recidivi sono soggetti a sanzioni discrezionali fino a (i) tre volte il profitto (o la perdita evitata) dalla violazione o (ii) due volte la pena massima in relazione alla violazione.

Se la persona è un direttore, funzionario, partner, o dipendente di un istituto finanziario statunitense nel momento in cui la violazione si verifica, tale persona dovrà risarcire qualsiasi bonus erogato durante l’anno solare in cui la violazione si è verificata. Inoltre, gli individui sorpresi a violare il BSA, ovvero la cui violazione abbia facilitato il riciclaggio di denaro o il finanziamento a gruppi terroristici, non potranno ricoprire incarichi nei consigli di amministrazione di istituzioni finanziarie statunitensi per 10 anni dopo la data della sentenza giudiziaria.

 

  1. Segnalazione di operazioni sospette (SAR) e “Fincen Exchange”

L’AMLA prevede anche una serie di disposizioni sulle segnalazioni di attività sospette e sulle segnalazioni di operazioni in valuta[5].

Secondo la precedente normativa, le istituzioni finanziarie potevano condividere le SAR (suspicious activity reporting) al di fuori degli Stati Uniti solo con le società madri. L’AMLA prevede invece un programma pilota di tre anni in base al quale le istituzioni finanziarie possono condividere le SAR con filiali e affiliate estere, ad eccezione che queste si trovino in Cina, Russia o Stati considerati sponsor del terrorismo. Il programma pilota prevede una possibilità di proroga di due anni per decisione del Tesoro.

Viene poi istituito il “Fincen Exchange” per facilitare la collaborazione tra pubblico e privato per la condivisione di informazioni tra le autorità, le agenzie di sicurezza nazionali, le istituzioni finanziarie e il Fincen.

Dopotutto, l’importanza della condivisione delle informazioni è stata evidenziata dal direttore del Fincen Kenneth Blanco in un discorso del 10 dicembre 2020, durante una conferenza virtuale dell’American Bankers e dell’American Bar Associations. Mr. Blanco ha infatti annunciato un aggiornamento alla scheda informativa di Fincen sulla section 314(b) del US Patriot Act, ampliando i tipi di informazioni che possono essere condivisi ai sensi della section 314(b), comprese le informazioni relative ad attività che possono comportare un potenziale finanziamento a gruppi terroristici o il riciclaggio di denaro, anche se tali attività non costituiscono formalmente una “transaction”.

 

  1. Ampliamento delle finalità del BSA

L’AMLA 2020 apporta, infine, un ampliamento degli scopi e delle finalità perseguite dal BSA.

Tra questi, vi è sicuramente una maggior attenzione rivolta alle criptovalute e altre monete alternative[6], per le quali si auspicano requisiti più stringenti e una vigilanza più sofisticata.

Oltre a questo, la riforma impone al Tesoro, in consultazione con il DOJ, alle Autorità di regolamentazione finanziaria dello Stato e le agenzie di sicurezza nazionali competenti, di pubblicare le priorità AML/CFT entro 180 giorni dall’entrata in vigore della legge. Queste priorità, che dovrebbero essere in linea con le priorità di sicurezza nazionale, devono essere aggiornate almeno ogni quattro anni e incorporate nei programmi di compliance AML/CFT delle istituzioni finanziarie.

Infine, l’AMLA richiede diversi studi e relazioni su temi di importanza emergente, tra cui il ruolo che le nuove tecnologie possono svolgere nell’assistere e potenzialmente consentire il riciclaggio di denaro, i rischi di finanziamento illecito derivanti dalla Cina e il riciclaggio di denaro sporco attraverso il commercio.

 

 

[1] Sul tema, M. BARBETTI, “Il riciclaggio di denaro negli Stati Uniti”, in R.RAZZANTE (a cura di) “Il riciclaggio come fenomeno transnazionale: normative a confronto”, Giuffrè Editore, Milano, 2014, pp. 357-403

[2] AMLA, § 6403

[3] AMLA, § 6308

[4] AMLA, § 6309

[5] AMLA, § 6212

[6] AMLA, § 6102