ISSN 2784-9635

Focus sul rapporto annuale 2020 dell’Uif

Elisa Vernagallo - 05/07/2021

Il 2020, anno della pandemia da Covid-19, ha registrato, nonostante la situazione di straordinaria eccezionalità, un numero significativo di segnalazioni di operazioni sospette, superando del 7,0% quelle del 2019, arrivando a 113.187 unità, di cui 2.300 relative a contesti di rischio legati all’emergenza sanitaria. Protagonisti di tali segnalazioni sono stati gli intermediari bancari e finanziari, essendo diminuite quelle trasmesse dai professionisti, dagli operatori non finanziari e dai prestatori di servizi di gioco. Sommariamente l’incremento del numero di SOS si è accentuato nel corso del 2021.

Non sono tra l’altro mancati fenomeni di criminalità, connessi all’emergenza sanitaria, infatti il 2,6% delle segnalazioni classificate come a rischio criminalità organizzata riguarda anomalie di questo tipo. La minaccia terroristica invece è stata indebolita dal prolungato periodo di restrizioni, connesse con la pandemia, determinanti per le maggiori difficoltà di movimento da parte di potenziali attentatori.

Anche il numero delle verifiche ispettive condotte nel 2020 ha risentito dei provvedimenti restrittivi dovuti al Covid-19. Tali misure hanno comportato l’interruzione di ogni attività on site da parte delle Autorità. Gli accertamenti già in corso sono stati completati mediante ricorso a tecniche di comunicazione a distanza per l’interlocuzione con i soggetti ispezionati, ma dato il perdurare della situazione pandemica si è aperta una riflessione in ordine a modalità di accertamento alternative alle ispezioni tradizionali, basate su metodi innovativi di relazione con i destinatari degli obblighi di collaborazione attiva.

Si sono intensificate le collaborazioni tra UIF e Organi investigativi, con un incremento del 41,3% di richieste rispetto all’anno 2019; con la DNA, sulla base di Protocolli stipulati negli anni scorsi, è stato avviato un tavolo tecnico al fine di condividere le rispettive iniziative di prevenzione e contrasto di attività criminali.

Si è vista anche l’attivazione della collaborazione internazionale, che ha consentito di ottenere rilevanti risultati anche sul fronte degli illeciti legati alla pandemia, al fine di acquisire dalle FIU estere elementi rilevanti per indagini su flussi finanziari sospetti a carattere transnazionale. Nel corso del 2020 la UIF ha scambiato informazioni con tutte le FIU della UE e con 111 controparti estere.

L’emergenza ha impresso una forte accelerazione al programma di riforme per la revisione del sistema antiriciclaggio europeo: nel maggio 2021 la UIF ha sottoscritto un Memorandum of Understanding con la FIU della Repubblica del Sudafrica, il Financial Intelligence Centre (FIC), per la collaborazione in materia di prevenzione e contrasto del riciclaggio e del finanziamento del terrorismo.

Si è resa sempre più imminente la necessità di un Meccanismo sovranazionale di supporto e coordinamento delle FIU: dal Piano d’azione alla Posizione Comune. Il primo conferma la necessità di tale Meccanismo, con funzioni di determinazione di criteri per l’identificazione di transazioni sospette cross-border, promozione di analisi congiunte, individuazione di trend e fattori di rischio di riciclaggio e finanziamento del terrorismo, rafforzamento della cooperazione tra autorità competenti in ambito nazionale e internazionale, nonché con le FIU di paesi terzi; il secondo sviluppa riferimenti al ruolo del Meccanismo in diversi campi di attività e risulta in linea con gli approfondimenti e le proposte elaborati dalle FIU europee. I compiti per la nuova istanza europea non dovranno riguardare le funzioni fondamentali delle FIU: ricezione delle segnalazioni di operazioni sospette, analisi e disseminazione devono restare radicate sul piano nazionale.