ISSN 2784-9635

Gli indicatori della crisi di cui all’art. 13 del d. lgs. 12 gennaio 2019, n. 14: brevi cenni

Bochra El Hachimi - 28/05/2021

Il D. Lgs. 12 gennaio 2019, n. 14[1], in attuazione della legge 19 ottobre 2017, n. 155, disciplina le situazioni di crisi ed insolvenza dell’impresa (CCII). L’entrata in vigore del CCII è prevista per settembre dell’anno 2021, ma è probabile un differimento ulteriore del termine[2].

Ai sensi dell’art. 13 del CCII gli indicatori della crisi sono gli squilibri di carattere reddituale, patrimoniale o finanziario ed i ritardi nei pagamenti, se reiterati e significativi. Inoltre, per una “diagnosi” della “salute” dell’impresa[3] è importante “misurare” l’insostenibilità degli oneri dell’indebitamento mediante flussi di cassa generati dall’impresa e valutare se vi sia inadeguatezza dei propri mezzi rispetto a quelli di terzi.

Il Consiglio nazionale dei Dottori Commercialisti ed Esperti Contabili, ai sensi del co. 1 dell’art. 13 (del CCII) provvede, con cadenza triennale, all’individuazione ed elaborazione degli indici di cui sopra. Sono indici che fanno ragionevolmente presumere uno stato di crisi, il patrimonio netto negativo ed il DSCR (Debt Service Coverage Ratio) a sei mesi, se inferiore ad 1; tra questi, una particolare attenzione merita proprio il DSCR[4], in quanto si basa su dati prospettici e permette di misurare la capacità dell’impresa di adempiere al debito in scadenza mediante risorse generate dall’attività aziendale. Il valore numerico dell’indicatore si ha mediante il calcolo di una frazione con al numeratore l’FCFO (o EBITDA) ed al denominatore il debito in scadenza.

Altri indici dell’art. 13 CCII sono quelli settoriali e quelli costituiti dall’indicazione della prassi professionale.

Gli indicatori della crisi sono lo strumento principe mediante il quale “captare” il prima possibile una situazione di crisi, perché è proprio nella tempestività della sua emersione che si individua la chiave di volta per passare da una logica “liquidativa” dell’impresa in crisi ad una di continuità dell’attività aziendale.

 

 

[1] Pubblicato in Gazz. Uff. 14 febbraio 2019, n. 38.

[2] La Ministra della Giustizia Marta Cartabia ha firmato il decreto di nomina della commissione con il fine di individuare una disciplina della crisi più adatta alla nuova situazione socio-economica. Il 10 giugno 2021 è la data fissata per la conclusione dei lavori, ovverosia per l’adeguamento del Codice alla nuova direttiva n. 2019/1023/UE. I punti nodali, cui la commissione è chiamata ad esprimersi, sono relativi ai seguenti aspetti:

  • alla valutazione di quali norme differire l’entrata in vigore, escludendone dunque un differimento integrale;
  • l’individuazione di proposte “correttive” al Codice e di proposte di adeguamento alla Direttiva;
  • modificazioni della disciplina della crisi ed insolvenza di impresa in raccordo con le differenti esigenze causate dalla pandemia da Covid-19.

[3] Art. 13 del CCII: 1. Costituiscono indicatori di crisi gli squilibri di carattere reddituale, patrimoniale o finanziario, rapportati alle specifiche caratteristiche dell’impresa e dell’attività imprenditoriale svolta dal debitore, tenuto conto della data di costituzione e di inizio dell’attività, rilevabili attraverso appositi indici che diano evidenza della non sostenibilità dei debiti per almeno i sei mesi successivi e dell’assenza di prospettive di continuità aziendale per l’esercizio in corso o, quando la durata residua dell’esercizio al momento della valutazione è inferiore a sei mesi, nei sei mesi successivi. A questi fini, sono indici significativi quelli che misurano la non sostenibilità degli oneri dell’indebitamento con i flussi di cassa che l’impresa è in grado di generare e l’inadeguatezza dei mezzi propri rispetto a quelli di terzi. Costituiscono altresì indicatori di crisi ritardi nei pagamenti reiterati e significativi, anche sulla base di quanto previsto nell’articolo 24.

[4] Consiglio Nazionale dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili, Crisi di Impresa – Gli Indici di Allerta, 20 ottobre 2020, p. 16 “qualora non sia disponibile il DSCR, superamento congiunto delle soglie più avanti descritte per i seguenti cinque indici:

  • sostenibilità degli oneri finanziari in termini di rapporto tra gli oneri finanziari ed il fatturato;
  • indice di adeguatezza patrimoniale, in termini di rapporto tra patrimonio netto e debiti totali;
  • indice di ritorno liquido dell’attivo, in termini di rapporto da cash flow e attivo;
  • indice di liquidità, in termini di rapporto tra attività a breve termine e passivo breve termine;
  • indice di indebitamento previdenziale e tributario, in termini di rapporto tra l’indebitamento previdenziale e tributario e l’attivo”.