ISSN 2784-9635

I limiti al contante si applicano anche agli intermediari finanziari

Bochra El Hachimi - 17/06/2021

Cassazione civile sez. lav. – 26-04-2021, n. 10999: la disciplina normativa delle transazioni eseguite in denaro mediante libretti di deposito o titoli al portatore

L’art. 49, co.1, del D. Lgs. 231/2007 vieta il trasferimento di denaro contante, titoli al portatore in euro, valuta estera per un valore pari o superiore a 2 mila euro. La transazione di tale importo mediante un suo artificioso frazionamento è vietata. Tale operazione – di cui al co. 1 – è consentita mediante intermediari abilitati: banche, Poste italiane S.p.a., istituti di moneta elettronica ed istituti di pagamento (per questi ultimi non si annoverano quelli esercenti l’attività di cui all’art. 1, co.1, lett. b), n. 6 del D. Lgs. 11/2010 ovverosia rimessa di denaro).

L’art. 49, co. 1, 5, 7 del D.Lgs. n. 231/2007 consente la transazione di denaro mediante l’utilizzo di libretti di deposito o titoli al portatore solo se operate con il tramite di un intermediario abilitato ovverosia “terzo, garante della tracciabilità delle disposizioni in oggetto tra soggetti comuni e non anche quando agisca come parte in tali transazioni o le effettui in proprio, sicché in tali ipotesi è altresì inapplicabile il regolamento di accettazione scritta della disposizione di tali operazioni da parte dell’intermediario abilitato, previsto dal comma 2 della disposizione richiamata, con conseguente inoperatività degli effetti estintivi e liberatori, di cui al successivo comma 3[1]”.

[1] Art. 49, co. 2 e ss., D. Lgs. 231/2007: “Il trasferimento effettuato per il tramite degli intermediari bancari e finanziari avviene mediante disposizione accettata per iscritto dagli stessi, previa consegna ai medesimi intermediari della somma in contanti. A decorrere dal terzo giorno lavorativo successivo a quello dell’accettazione, il beneficiario ha diritto di ottenere il pagamento nella provincia del proprio domicilio. La comunicazione da parte del debitore al creditore della predetta accettazione produce gli effetti di cui all’articolo 1277, primo comma, del codice civile e, nei casi di mora del creditore, gli effetti di cui all’articolo 1210 del medesimo codice”.