ISSN 2784-9635

I trend criminali nella casistica di Eurojust – Relazione annuale 2021 del Desk italiano

Gianmarco Tucci - 03/03/2022

La relazione annuale 2021 di Eurojust si ripropone l’obiettivo di analizzare, attentamente, l’attuale panorama panpenalistico transnazionale e, nel caso specifico, che sarà oggetto del seguente commento, dei trend criminali presenti nei territori dell’Unione europea.

L’idea di “globalizzazione del crimine” non è certamente nuova, in quanto era già stata analizzata nel 2000 con il “Piano d’azione dell’Unione europea sulla prevenzione e il controllo del crimine organizzato per l’inizio del nuovo millennio” e con i risultati ottenuti da Eurojust: ad oggi, abbiamo la conferma di questo trend. Nel 2021 si sono raggiunti 5297 nuovi casi di gruppi operativi, di cui il 45% appartenente ai cd. gruppi policriminali. Per gruppi policriminali si fa riferimento ad organizzazioni che diversificano “l’oggetto sociale” in più attività illegali. Un fattore che sicuramente riflette l’aspetto del crimine organizzato transfrontaliero è la composizione dei gruppi criminali; infatti, attualmente, si stima che il 65% dei gruppi attivi sia composto da membri di più nazionalità.

Si segnala, in questa sede, l’importanza che deve essere data all’impiego della Social Network Analysis (SNA), ovvero lo studio delle reti sociali in quanto strutture organizzative. La SNA permette di analizzare le strutture delle organizzazioni, partendo dal nucleo fino alle relazioni più esterne. Invero, molte delle risultanze contenute nel report in esame sono state, ragionevolmente, ottenute con l’implementazione di questa tecnica. Vi sono vari aspetti che hanno permesso alle organizzazioni criminali, soprattutto italiane, di operare in territori transnazionali. Al primo posto troviamo l’avvento di Internet che, tra i vari nuclei delle organizzazioni, ha reso più veloci e sicure le telecomunicazioni. In merito alla sicurezza di queste ultime, bisogna segnalare che, grazie alla partecipazione di Eurojust, si è provveduto allo smantellamento della piattaforma crittografata “Sky Ecc”, punto di ritrovamento virtuale delle organizzazioni criminali in seguito alle indagini su “Encrochat”. Sicuramente la facilità e la sicurezza delle telecomunicazioni non sono gli unici vantaggi della rete, bensì occorre considerare un ampio utilizzo del dark web per la compravendita di beni e la possibilità di pagare determinati servizi con lo strumento delle criptovalute. L’utilizzo di Internet ha permesso alle organizzazioni criminali, soprattutto durante la pandemia, di innovarsi e di superare le difficoltà di esecuzione di determinati reati.

Vi sono, certamente, dei fattori facilitanti che hanno permesso gli attuali trend transfrontalieri, dalla fornitura di servizi a basso prezzo e/o beni illegali disponibili online alla presenza di consulenti legali-finanziari all’interno delle dark networks. In materia di SNA, i consulenti soprarichiamati rappresentano i nodi strategici della rete e vengono chiamati crossovers. Infine, per completezza, può osservarsi che vi è un’alta capacità di adattamento ai cambiamenti sociali e istituzionali, con una conseguenziale riorganizzazione degli investimenti. La compravendita non è l’unico campo in cui vengono impiegate le valute virtuali, le quali hanno anche un ruolo considerevole nel riciclaggio di denaro. Nel report di cui trattasi, si segnala che il 60% delle organizzazioni criminali sta impiegando il proprio capitale in attività corruttive, effettuando i pagamenti tramite valuta virtuale. Quest’ultimo dato deve far ragionare il lettore sull’importanza che dovrebbe essere data alla consulenza per l’anticorruzione e l’antiriciclaggio in una società i cui rapporti sono basati sulla trasparenza e sulla legalità. Quanto appena descritto è da ricondurre alla grande capacità delle organizzazioni criminali di aggiornare le proprie capacità tecnologiche e di impiegarle a fini illeciti. È ragionevole pensare che la blockchain attualmente faccia da regina nell’equazione suggerita nel report: crimine organizzato=transnazionale=digitale

Nel 2021, Eurojust ha registrato 42 casi appartenenti alla cd. Mafia type, di cui 32 facenti riferimento alla ’Ndrangheta. In merito all’ascesa dell’organizzazione calabrese, ci sono due ordini di motivi che sono da ricondurre a Cosa Nostra. In primo luogo, l’ascesa delle famiglie calabresi è dovuta alla caduta della mafia siciliana, la quale ha permesso l’espansione in territori che fino a quel momento erano spartiti tra i capifamiglia siculi. In secondo luogo, si può, ragionevolmente, affermare che la grande attenzione data dalle autorità ai gruppi siciliani ha permesso alla ’Ndrangheta di agire indisturbata.

Dalla ’Ndrangheta alla Stidda siciliana, il business delle sostanze stupefacenti ricopre un ruolo fondamentale nell’assetto criminale. Il traffico di droga segna un mercato di 30 miliardi di euro all’anno: tali somme sono dovute, in grande parte, alla proliferazione delle droghe sintetiche e, più in generale, delle cd. smart drugs. Le droghe intelligenti, le cc.dd. smart drugs, sono sostanze che, al momento attuale, sono in libera vendita perché non rientrano nelle tabelle legislative che proibiscono l’uso di sostanze stupefacenti e psicotrope.

Il report in analisi mostra, puntualmente, l’analisi di un fenomeno che dovrebbe allarmare le Autorità europee e spingere i Paesi ad un’attiva collaborazione.

Eurojust, con tale relazione, conferma il suo intento nell’aiutare le amministrazioni nazionali a collaborare per combattere il terrorismo e le gravi forme di criminalità organizzata che interessano il panorama europeo.

Di seguito, si allega il documento integrale della Relazione annuale 2021 del desk italiano Eurojust, in particolare, con riferimento al par. 3.1. sui trend criminali:

RELAZIONE ANNUALE 2021 DESK ITALIANO EUROJUST