ISSN 2784-9635

Il contributo della Guardia di Finanza alla costituzione della Guardia Financiera in Mexico per il contrasto ai reati economici

Dimitri Barberini - 14/09/2021

Il 7 luglio scorso si è tenuto un incontro tra il Direttore della UIF del Messico, Santiago Nieto, congiuntamente alla presenza di S.E. l’Ambasciatore d’Italia Luigi di Chiara e del Colonnello della Guardia di Finanza, Luca Brioschi, per il progetto avviato da alcuni anni di costituire un Corpo di Polizia Economica in Messico per il contrasto ai reati economici in generale.

A partire dal 2019, il Direttore UIF Santiago Nieto, con l’approvazione del Governo messicano, ha avviato, per mezzo degli organi competenti, le procedure per far sì che prenda forma e che si costituisca un nuovo corpo di Polizia in Messico con il nome di Guardia Financiera Nacional (GFN), seguendo il modello e i compiti istituzionali rappresentati dalla Guardia di Finanza in Italia, benché con qualche variazione.

La Guardia Financiera Nacional, come la Guardia di Finanza italiana, sarà subordinata ad uno statuto militare e si troverà alle dipendenze della Secretaria de Hacienda y credito Publico (SHCP), l’equivalente del Ministero dell’Economia e delle Finanze.

Tale progetto rientra nelle iniziative volute dal Governo messicano e dal Direttore della UIF per rafforzare il coordinamento operativo ed investigativo tra le autorità giudiziarie locali e le diverse forze di polizia di primo intervento nella lotta comune ai reati in materia economica, quali il riciclaggio di denaro, l’evasione fiscale, il finanziamento ad attività criminali e servizi all’antidroga, con particolare attenzione al fenomeno della corruzione nei settori privato e pubblico.

Congiuntamente a ciò, il direttore della UIF, seguendo il modello della Guardia di Finanza, trasmetterà al GFN le abilità e le conoscenze in ambito AML/CFT così da fornire maggiore collaborazione a partner esteri verso minacce ad “alto rischio” o soggetti iscritti a Black list internazionali. Per il consolidamento operativo della GFN saranno necessari circa 4-6 anni.

Gli Stati nazionali moderni provvedono, per mezzo di corpi di polizia, alla tutela della sicurezza e dell’ordine pubblico ma, talvolta, la minaccia economica, fenomeno sempre più in espansione, soprattutto se si pensa ai c.d. reati presupposto, viene sottovalutata o messa in secondo piano.

Molti Stati trovano difficoltà nel perseguimento dei reati economici, a causa di insufficienti competenze, strumenti o collaborazioni internazionali al contrasto agli illeciti economico-patrimoniali.

Nella maggior parte degli Stati nazionali moderni è, inoltre, assente uno speciale organo di polizia competente in ambito di contrasto agli illeciti economici. L’importanza dell’esistenza di un suddetto organo di polizia è un fondamentale snodo operativo tra autorità di vigilanza di settore, autorità giudiziaria e autorità d’intelligence finanziaria, come l’UIF, verso i reparti d’intervento delle forze di polizia, così da organizzare e armonizzare in modo più efficiente l’attività di contrasto ai crimini economici, e non solo.

Invero, molti Stati considerano le attività d’intervento dei reati economico-patrimoniali come una delle attività generali dei corpi di polizia nazionale. Non solo, accade spesso che le attività d’indagine e operative siano separate. Può accadere, infatti, che le attività d’indagine vengono affidate all’autorità giudiziaria e seguite da un ufficio sotto-ministeriale presso un Ministero. La parte d’indagine e accertamento è svolta “d’ufficio” presso una direzione che, nella maggior parte dei casi, è un ufficio centrale del Ministero dell’Economia e Finanza o del Ministero del Tesoro, mentre la parte operativa è affidata alla Polizia nazionale dello Stato di appartenenza.

In Spagna, la lotta ai reati economici è svolta “d’ufficio” dall’Agencia Tributaria – l’equivalente della Nostra Agenzia delle Entrate – e in modo operativo, per competenza, dalla Guardia Civil o dalla Policia Nacional.

In Francia, invece, per l’indagine e l’accertamento, è incaricata d’ufficio la Brigade Finaciere, una particolare sezione della Polizia Giudiziaria francese SDAEF (Sous-direction des Affaires économiques et financières) e l’intervento operativo è svolto dalla Polizia nazionale (Police nationale).

Quanto emerso dimostra quanto rara, se non singolare, sia l’esistenza e l’operatività della Guardia di Finanza nel panorama internazionale. Ciò è dovuto alle molteplici riforme strettamente legate alla storia del Corpo e dell’Unità d’Italia.

Le origini della Guardia di Finanza risalgono al 1° ottobre 1774, quando, per volontà del Re di Sardegna Vittorio Amedeo III, fu istituita la Legione Truppe Leggere con funzioni di sorveglianza finanziaria e di difesa militare alle frontiere.

Dopo l’Unità d’Italia, nel 1862, la struttura e la denominazione cambiarono in Corpo delle Guardie Doganali, accorpando le ulteriori attività di vigilanza doganale e, visto che l’Italia era in guerra, alla difesa dello Stato.

Con la legge 8 aprile 1881, n. 149, il Corpo assunse il titolo di Corpo della Regia Guardia di Finanza con la funzione di “prevenire, reprimere e denunciare il contrabbando e qualsiasi violazione e trasgressione delle leggi e dei regolamenti finanziari“.

Negli anni Venti, la struttura giuridica del Corpo fu soggetta a importanti modifiche dovute alle riforme del sistema tributario nazionale, evento che portò, nel 1923, alla nascita di una diramazione nella Regia Guardia di Finanza, la sezione di Polizia Tributaria Investigativa, per prevenire e reprimere il contrabbando e altri tipi di frode, l’evasione fiscale e, in particolare, la criminalità organizzata.

Successivamente, dopo la Seconda guerra mondiale, la Guardia di Finanza subì ulteriori riforme di modernizzazione: tra il 1952 e il 1954 fu istituito il Servizio aereo e il Servizio cinofilo; la Legge n. 189 del 1959 ha rimodellò i compiti istituzionali del Corpo; il DPR n. 34 del 1999 provvide ad affidare ulteriori compiti istituzionali; il D. Lgs. n. 68 del 2001 rafforzò il ruolo di Corpo di Polizia con competenza generale in materia economico-finanziaria a tutela del bilancio pubblico e delle Regioni.

Inoltre, il Corpo della Guardia di Finanza, fin dalla sua costituzione, ha vigilato sul corretto utilizzo degli strumenti di pagamento da possibili reati come le frodi e le falsificazioni monetarie.

Recentemente, sono stati affidati nuovi compiti alla Guardia di Finanza nella lotta al commercio illegale, sia reale che nel web (pirateria informatica, Cyberlaundering), e competenze in materia di cripto-valute.

Occorre segnalare che la Guardia di Finanza è uno dei Corpi militari di Polizia in prima linea nella lotta alle Mafie, al finanziamento al Terrorismo (GIFT – Gruppo d’Investigazione Finanziamento al terrorismo) e ai reati economici commessi all’estero, grazie al supporto svolto congiuntamente alle autorità EUROJUST e EUROPOL.

Da ultimo, dal 2012, la Guardia di Finanza si occupa di vigilanza per l’Unione Europea alla lotta alle frodi comunitarie (OLAF –The European Anti-Fraud Office).