ISSN 2784-9635

Il GAFI pubblica il report Virtual Assets Red Flag Indicators of Money Laundering and Terrorist Financing

Francesca Urbani - 17/09/2020

Il GAFI torna a parlare degli asset virtuali e pubblica un’integrazione alle linee guida emanate nel mese di Giugno 2019, che disciplinano le modalità di individuazione dei rischi di riciclaggio di denaro e di finanziamento del terrorismo tramite beni virtuali, di segnalazione delle operazioni sospette correlate, di acquisizione e conservazione delle informazioni sui fornitori di servizi patrimoniali virtuali. Gli asset virtuali si avvalgono di tecnologie innovative per trasferire rapidamente valori in tutto il mondo e hanno innumerevoli potenziali vantaggi, tra cui la possibilità di effettuare pagamenti più rapidi e meno onerosi in termini di costi. Ma l’anonimato che caratterizza tali asset attira l’attenzione dei criminali, che utilizzano i servizi patrimoniali virtuali per riciclare i proventi di reati quali il traffico di droga, il contrabbando illegale di armi, la frode, l’evasione fiscale, gli attacchi informatici, lo sfruttamento dei minori e la tratta di esseri umani.

In risposta a questo deficit di sicurezza, il GAFI Report Virtual Assets – Red Flag Indicators of Money Laundering and Terrorist Financing si propone di aiutare le autorità nazionali a rilevare l’utilizzo di beni virtuali per la commissione di attività criminali. Basato su oltre 100 casi di studio raccolti dai membri del GAFI, il report ha l’obiettivo di evidenziare i principali indicatori di anomalia che potrebbero suggerire un comportamento criminale. Gli indicatori chiave di questo rapporto si focalizzano sui seguenti aspetti:

  • Caratteristiche tecnologiche che aumentano l’anonimato, come l’uso di siti web di scambio peer-to-peer e servizi di miscelazione di criptovalute;
  • Rischi geografici, in quanto alcuni paesi presentano discipline deboli e lacunose in materia di asset virtuali,
  • Modelli di transazione irregolari, insoliti o non comuni che possono suggerire un’attività criminale;
  • Dimensione della transazione, in quanto è possibile rilevare la non congruità dell’importa e della frequenza di un’operazione al business in esame;
  • Profili del mittente o del destinatario;
  • Fonte dei fondi utilizzati e/o del patrimonio.

Il report del GAFI sarà dunque di supporto ai fornitori di servizi patrimoniali virtuali, alle istituzioni finanziarie, alle imprese e a tutti gli altri soggetti obbligati a individuare e segnalare le operazioni sospette. Inoltre fornirà informazioni utili alle unità di intelligence finanziaria, alle forze dell’ordine e alle autorità di regolamentazione per analizzare le segnalazioni di operazioni sospette o per monitorare la conformità alle disposizioni in materia di contrasto al riciclaggio di denaro e al finanziamento del terrorismo.