ISSN 2784-9635

Il sodalizio tra criminalità pugliese–albanese–nigeriana e il sistema euro to euro della mafia nigeriana

Sabrina Familiari - 10/05/2021

In base alla Relazione semestrale al Parlamento emessa dalla Direzione Investigativa Antimafia (DIA) relativa al I semestre 2020, dagli anni ‘90 è stato costituito un sodalizio tra criminalità pugliese e criminalità albanese affinché le coste della Puglia siano utilizzate come punto di sbarco, prima per il contrabbando delle sigarette, poi il traffico di stupefacenti provenienti dalle coste albanesi.

Il sodalizio è nato in quanto la criminalità autoctona (ovvero quella pugliese) è sempre stata dedita all’organizzazione degli aspetti logistici del traffico (mettendo a disposizione gommoni, scafisti e punti di attracco), mentre la criminalità albanese, ormai radicata in Italia, ha sempre provveduto all’approvvigionamento ed allo smistamento della droga nelle varie piazze di spaccio, nonché alle spedizioni verso il Nord Italia e l’Estero.

Le rotte di approvvigionamento delle sostanze stupefacenti, ricostruite durante le indagini, si distinguono:

  • per marijuana e hashish, via mare dall’Albania a bordo di natanti veloci verso le coste pugliesi, per poi essere trasportati su furgoni appositamente locati e, poi, trasferiti e stoccati all’interno di appartamenti presi in locazione;
  • per cocaina, dal Sud America fino all’Olanda, nascosta in vani appositamente ricavati nella scocca di autovetture veloci.

Parallelamente, la Procura della Repubblica di Roma, coordinata da Michele Prestipino, su richiesta del Sostituta Procuratore, Nadia Plastina, ha ottenuto, ad aprile 2021, gli arresti per 52 appartenenti al patto nigeriano-albanese, dopo aver accertato che la criminalità albanese ha stretto un accordo anche con la criminalità nigeriana per il traffico di tonnellate di stupefacenti dall’Est Europa, arrivando in Puglia, dalla città di Valona, per poi essere trasferite nelle piazze di spaccio di Roma, su bus di linea oppure con mezzi dell’organizzazione trasversale, per poi essere smistate in tutta Italia (Napoli, Isernia, Parma, Brescia, Venezia, Firenze e Napoli) e all’Estero (Germania, Austria).

Da segnalare che la criminalità nigeriana è composta da diverse cellule criminali indipendenti e con strutture operative differenziate ma interconnesse, dislocate in Italia e in altri Paesi europei ed extraeuropei.

Al Nord Italia è presente la confraternita denominata “Eiye”, nata nell’Università di Lagos, mentre nel Sud Italia prevalgono invece i gruppi affiliati alla confraternita dei “Black Axe” (in italiano ascia nera), nata nell’Università di Benin City.

Un’evoluzione dell’organizzazione criminale nigeriana prende il nome di “Black Cats” (gruppo emergente riconoscibile da un felino tatuato su una spalla e le profonde cicatrici sull’addome per il rituale di affiliazione), considerata una delle più pericolose, aggressive e pervasive tra le mafie transnazionale.

La mafia nigeriana è caratterizzata da un’organizzazione verticistica, con sedi in Nigeria e nei paesi in cui si insidiano, con ruoli precisi per i quali era previsto un rito di affiliazione particolarmente cruento, nonché il pagamento di una quota di adesione che era poi destinata al sostentamento delle famiglie degli affiliati.

I proventi illeciti derivanti dal traffico di stupefacenti sono trasferiti in Nigeria, ricorrendo ad agenzie di money transfer, o ai sistemi informali quali quelli denominati “hawala” e “euro to euro”. Quest’ultimo, un circuito di trasferimento completamente informale, è ampiamente diffuso in Nigeria e prevede:

  • il denaro è raccolto in Italia (o in altro paese europeo) tramite la rete delle attività commerciali gestite dalla comunità nigeriana;
  • il denaro è versato da parte dell’emigrato presso i centri di raccolta dislocati su tutto il territorio nazionale collegati ad omologhe strutture in Nigeria;
  • l’emigrato comunica poi al destinatario, telefonicamente o con altre modalità, la password inserita nella ricevuta di versamento per il ritiro del contante;
  • i soldi versati nello sportello sono poi ritirati in 24 ore da corrieri connazionali e trasferiti nel paese d’origine.

La tecnica di riciclaggio cd. euro to euro combina al tradizionale metodo “degli spalloni” il sistema di rimessa alternativo, cd. hawala, fortemente radicato nella cultura islamica e basato sulla fiducia, nato per trasferire fondi legittimi e con finalità lecite.

Dalle migliaia intercettazioni e pedinamenti e relazioni, è sempre più evidente che il traffico di stupefacenti è gestito proprio grazie a questo grande accordo che è da leggere presumibilmente in combinato con lo storico accordo tra criminalità pugliese e albanese.