Instant payment, con le white list si velocizza la gestione dei falsi positivi nei controlli AML/CTF

Maria Teresa Andreani - 28/02/2020

La V Direttiva europea antiriciclaggio impone ai Payment Service Provider di dotarsi di soluzioni IT in grado di garantire la sicurezza e la tracciabilità degli Instant Payment in tempi rapidi e con elevate performance.

Disponibile per i correntisti di diversi gruppi bancari da novembre 2018, l’Instant Payment è un sistema di pagamento che consiste in un bonifico “istantaneo” che trasferisce somme di denaro sotto una certa soglia all’interno dell’area SEPA, nell’arco di 10 secondi, 7 giorni su 7, 24 ore su 24. Una volta disposti ed effettuati, gli Instant Payment non possono più essere revocati.

L’espressione “Instant Payment” sembra sia nata per l’affinità con il sistema di messaggistica istantanea “Instant Messaging”, proprio per sottolineare l’immediatezza con cui avvengono i trasferimenti di denaro. Gli Instant Payment rappresentano una grande comodità per gli utilizzatori e questo induce a pensare che diverranno il metodo standard a cui si adegueranno in generale i servizi di pagamento nel prossimo futuro: sono sempre disponibili, anche nei giorni festivi, rendendo possibili tutte quelle transazioni che necessitano di una conferma contestuale del pagamento.  Al momento sembra sia l’Olanda il Paese europeo più all’avanguardia in questo campo; le principali banche stanno abilitando gradualmente tutti i propri clienti internet e mobile banking all’utilizzo dei pagamenti istantanei, elaborando già milioni di transazioni ogni settimana. Garantire transazioni di pagamento istantanee da un lato migliora la soddisfazione del cliente finale dell’istituto bancario, ma dall’altro obbliga i Payment Service Provider che vogliono mantenersi compliant con quanto stabilito dalla V Direttiva, ad investire in soluzioni tecnologiche in grado di effettuare i controlli AML/CTF in pochi secondi. Per rilevare eventuali attività di riciclaggio di denaro o di finanziamento del terrorismo, i Payment Service Provider utilizzano oggi software di screening integrati nei processi di elaborazione delle operazioni di pagamento che consentono di consultare Sanction List e Black List ed eventualmente ordinare il blocco della transazione di pagamento.

Se è difficile monitorare le violazioni quando sono necessari da tre a cinque giorni per completare un’operazione di pagamento, nello specifico caso degli Instant Payment lo è ancora di più in quanto è necessario operare in pochissimi secondi, potremmo dire “in tempo reale”. Tra le principali criticità la gestione dei cosiddetti Falsi Positivi, nominativi segnalati a causa di corrispondenze con soggetti inseriti nelle Sanction List o nelle Risk Screening List che non hanno nessuna relazione con questi ma causano comunque il blocco della transazione che li coinvolge ritardando così il trasferimento del denaro che avviene nei tempi previsti per i bonifici “tradizionali”.

Riuscire a limitare il più possibile l’insorgenza di blocchi che causano questo genere di disservizi per il cliente nel caso degli Instant Payment risulta quindi particolarmente sfidante.

Le statistiche ci dicono che i tradizionali sistemi di screening AML/CTF generano Falsi Positivi solitamente tra il 2% e il 15% di tutte le transazioni. Di conseguenza, basandosi sul numero di transazioni e sul tempo impiegato per rivederle manualmente si stima che i Falsi Positivi possano costare circa 200.000 euro per milione di transazioni sottoposte a controllo.

Oggi per i Payment Service Provider che devono rispettare il livello di servizio imposto dagli Instant Payment, sono disponibili tool avanzati che consentono di ridurre il numero di Falsi Positivi salvaguardando l’equilibrio tra il rischio di non-compliance e la eccessiva generazione di Falsi Positivi; tecnologie innovative che si basano anche su Intelligenza Artificiale e Machine Learning, algoritmi che, apprendendo dai risultati di azioni di controllo precedenti, migliorano gradualmente le performance dell’applicativo istruendolo a riconoscere i Falsi Positivi.

Una soluzione semplice e veloce per eliminare una percentuale elevata di Falsi Positivi è rappresentata dalle cosiddette White List, liste di nominativi ritenuti sicuri per i quali non deve essere effettuato il blocco delle transazioni di pagamento.

Si pensi ad esempio al caso di un’azienda che mensilmente versa gli stipendi ai propri dipendenti ed effettua i pagamenti ai propri fornitori che sia un Falso Positivo. Inserendone il nominativo in una Withe List, il tool di screening automaticamente eviterà il blocco dei pagamenti dell’azienda evitando il ricorso ad attività manuali di sblocco ogni mese.

L’aggiornamento regolare delle White Lists con un impatto minimo sulle risorse è un aspetto molto importante che richiede soluzioni automatiche efficaci; alcuni tool dispongono di sistemi che aggiornano automaticamente in tempo reale la White List non appena si manifestano dei Falsi Positivi, in modo da escluderli da successivi controlli riducendo progressivamente questo genere di episodi a casi sempre più isolati. Ciascun Payment Service Provider dovrebbe dotarsi di strumenti per la gestione delle regole per l’eliminazione automatica di potenziali Falsi Positivi dovuti alla presenza nelle Blacklist di determinati termini o nominativi frequentemente rilevati, primi fra tutti i nomi di clienti che sono già stati confermati come Falsi Positivi.

Nelle White List è possibile inserire nominativi ritenuti sicuri in base alle Business Rules del Payment Service Provider anche prima della segnalazione salvaguardando l’istituto bancario o assicurativo dai rischi di sanzioni o danni reputazionali.