Kyoto: congresso delle Nazioni Unite sulla prevenzione della criminalità e la giustizia penale

Silvia Sticca - 15/03/2021

Il 14 ° Congresso delle Nazioni Unite sulla prevenzione della criminalità e la giustizia penale si è tenuto dal 7 al 12 marzo 2021 a Kyoto, in Giappone, con il tema “Promuovere la prevenzione della criminalità, la giustizia penale e lo stato di diritto: verso il raggiungimento dell’Agenda 2030”.

Il Congresso delle Nazioni Unite sulla prevenzione del crimine e la giustizia penale è il più grande e diversificato raduno al mondo di responsabili politici, professionisti, università, organizzazioni intergovernative e società civile nel campo della prevenzione del crimine e della giustizia penale. I Congressi si sono tenuti ogni cinque anni dal 1955 in diverse parti del mondo, trattando una vasta gamma di argomenti. Hanno avuto un impatto considerevole nel campo della prevenzione della criminalità e della giustizia penale e hanno influenzato le politiche e le pratiche professionali nazionali e internazionali.

Aprendo il congresso in collegamento dalla sede Onu a New York, Guterres ha sottolineato che «La prevenzione del crimine, la giustizia penale e lo stato di diritto hanno un ruolo chiave nel rinnovare il contratto sociale tra gli Stati e le loro popolazioni. Ci troviamo di fronte a scelte profonde. La ripresa dalla pandemia di Covid-19 rappresenta un’opportunità per affrontare le gravi ingiustizie e disuguaglianze che hanno afflitto le società per generazioni». E il premier liberaldemocratico del Giappone, Yoshihide Suga, ha aggiunto che «Una società “sicura” è una precondizione per qualsiasi ripresa sociale ed economica».

Suga ha confermato l’attaccamento del Giappone al multilateralismo e la determinazione del suo Paese a dimostrare una forte leadership nella costruzione di un ordine internazionale post Covid. «La comunità internazionale deve lavorare insieme per rafforzare gli sforzi di prevenzione della criminalità e garantire un sistema di giustizia penale pienamente funzionante anche nel mezzo della crisi del Covid-19».

Nella dichiarazione congiunta, gli Stati partecipanti al Congresso hanno sottolineato la loro ferma convinzione che «Lo sviluppo sostenibile e lo Stato di diritto sono interdipendenti e si rafforzano a vicenda» e hanno ricordato che «La criminalità costituisce un ostacolo allo sviluppo sostenibile e che la realizzazione di quest’ultimo è un fattore per aiutare gli Stati a prevenire e combattere la criminalità in modo efficace».

Nella Dichiarazione di Kyoto, i Governi hanno concordato misure concrete per promuovere la prevenzione della criminalità, la giustizia penale, lo Stato di diritto e la cooperazione internazionale.

Il presidente dell’Assemblea generale dell’Onu, Volkan Bozkir, ha evidenziato che «Non bisogna commettere errori al riguardo. Se non agiremo in base allo stato di diritto, alla prevenzione del crimine e alla giustizia penale, non raggiungeremo gli obiettivi dell’Agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile. Il percorso verso il 2030 è già più difficile in quanto il mondo deve affrontare le conseguenze socio-economiche della pandemia di Covid-19. Non possiamo permettere che la criminalità ci faccia deragliare ulteriormente. In questo decennio di azione, dobbiamo migliorare la governance, rafforzare lo Stato di diritto e promuovere istituzioni per la giustizia penale efficaci e responsabili».

Un punto di vista condiviso da Munir Akram, Presidente dell’Economic and Social Council dell’Onu (ECOSOC) che ha ricordato “La singolarità del 16esimo Obiettivo di sviluppo sostenibile che mira proprio a lavorare per la pace, per la giustizia e le istituzioni efficaci. L’SDG 16 è fondamentale per raggiungere tutti gli SDG. Non ci può essere sviluppo sostenibile senza giustizia, stato di diritto e prevenzione e controllo della criminalità. C’è un motivo convincente per un’azione internazionale rafforzata per combattere e smantellare le reti e le piattaforme che perpetrano questi crimini e minano i progressi verso l’Agenda 2030. Spero che il Congresso di Kyoto dia la priorità ad alcune questioni chiave: l’emorragia delle risorse dei Paesi in via di sviluppo attraverso flussi finanziari illeciti; crimini ambientali e commercio illegale in continua crescita di fauna selvatica; modifiche alle leggi sul lavoro e sull’immigrazione per ridurre la domanda di servizi ai trafficanti di esseri umani; un’azione efficace contro i prodotti medici falsificati e falsi, come i vaccini per il Covid-19».

La direttrice esecutiva dell’Unodoc, Ghada Fathi Waly, ha apprezzato «Gli sforzi dei partecipanti al Congresso per scrivere il prossimo capitolo della cooperazione globale per il progresso della prevenzione del crimine e della giustizia penale, verso società più pacifiche e inclusive. Mentre il nostro mondo soffre per questa crisi prolungata, siamo uniti nell’urgenza di proteggere le persone e non lasciare indietro nessuno. Siamo in corsa contro il tempo, poiché la criminalità organizzata non ha risparmiato sforzi per trarre profitto dalla crisi, dalla vendita di vaccini falsificati, allo sfruttamento di coloro che hanno perso i loro mezzi di sussistenza e l’appropriazione indebita dei fondi di stimolo. La pandemia è stata un catalizzatore per intensificare gli sforzi nella prevenzione della criminalità e rafforzare lo Stato di diritto. Poiché il nostro mondo soffre di questa crisi protratta, siamo uniti nell’urgenza di proteggere le persone e di non lasciare indietro nessuno».

Guterres ha avvertito che «Oggi, il disagio causato dalla crisi del Covid-19 offre ai criminali nuove opportunità per sfruttare le persone emarginate e a rischio».

Al centro degli interventi della seconda giornata è stato dato risalto all’esperienza italiana nel contrasto della criminalità, sia dal punto di vista della prevenzione che del processo della giustizia penale. Parlando in videoconferenza da Roma, il Ministro della Giustizia Marta Cartabia ha puntato i riflettori sul trattamento appropriato dei prigionieri e le cosiddette “Mandela Rules”, gli standard minimi fissati dall’Onu per il trattamento dei prigionieri adottate nel 2015 per onorare la legacy del leader sudafricano Nelson Mandela che passo’ 27 anni in prigione nel corso della sua battaglia per i diritti umani globali, l’eguaglianza, la democrazia e la promozione di una cultura di pace. A Kyoto Cartabia ha detto che “il tempo passato in stato di detenzione non deve essere semplicemente un’attesa. Deve essere piuttosto un momento di cambiamento, mirato al reinserimento sociale del detenuto”.

Il Procuratore Nazionale Anti-Mafia e Anti-Terrorismo, Federico Cafiero de Raho, ha a sua volta presentato l’esperienza italiana nella lotta al crimine organizzato affrontando in particolare la dimensione economica e sottolineando l’importanza della cooperazione internazionale anche a livello giudiziario.

Il Rappresentante Permanente italiano presso le Organizzazioni Internazionali di Vienna, Alessandro Cortese, ha presieduto la sessione. Approfittando della coincidenza con la Giornata Internazionale della Donna, Cortese ha invitato a raddoppiare gli sforzi per porre fine alle ingiustizia e alla violenza di cui restano spesso vittime donne e ragazze, ricordando che la Commissione Onu per la lotta al Crimine di cui è presidente è impegnata a integrare una prospettiva di genere nel sistema della giustizia penale e a promuovere l’empowerment delle donne.

Diversi rappresentanti delle Nazioni Unite, a cominciare dal segretario generale, António Guterres, hanno chiesto una rinnovata cooperazione globale contro la criminalità, sia per rispettare gli impegni degli SDG che per riprendersi dalla pandemia di Covid-19.

Nella dichiarazione di Kyoto, i governi hanno concordato azioni concrete per far avanzare le risposte in materia di prevenzione della criminalità, giustizia penale, stato di diritto e cooperazione internazionale. Gli Stati membri porteranno avanti gli impegni alla 30a sessione della Commissione per la prevenzione della criminalità e la giustizia penale ( CCPCJ) a Vienna in maggio.

 

Approfondimenti: https://www.unodc.org/unodc/en/crimecongress/documents.html

http://www.moj.go.jp/KYOTOCONGRESS2020/en/