ISSN 2784-9635

La linea sottile che divide sicurezza da privacy. Editoriale del Prof. Razzante per Agricolae.eu

Ranieri Razzante - 20/04/2020

La sicurezza della Repubblica non è in pericolo, ma va presidiata.

Mi pare questo il senso delle Raccomandazioni al Governo che sono arrivate dal Copasir e dal suo Presidente a più riprese, ma ieri e oggi in particolare.

La stipula del contratto con la società Bending Spoons, annunciata dal Ministro della Salute, per la fornitura dell’app “Immuni”, è giustamente finita sotto l’attenzione del Comitato Parlamentare sulla Sicurezza della Repubblica (Copasir), nient’affatto per preclusioni ideologiche. È bene infatti ricordare che il Copasir ha competenza naturale su tutto ciò che il Governo dovesse acquisire e conoscere, e che possa in qualsiasi misura avere impatto sulle cc.dd. “infrastrutture critiche” del nostro Paese, siano esse situate in Italia che anche all’estero.

È un atto dovuto, quindi, che il Presidente Volpi ne abbia chiesto contezza al Governo, non un capriccio (come da qualcuno paventato). In un periodo in cui la sicurezza di qualsiasi dato che riguardi i cittadini e le nostre Istituzioni diviene centrale per il corretto funzionamento del sistema economico, colpito in maniera inusuale da fatti imprevisti, si deve prestare una pedante attenzione ai profili di rischio di reati informatici, attacchi e hackeraggi ai siti strategici, trattamento e utilizzo illecito (la casitica ne è piena) di dati personali dei cittadini. È forse il caso di precisare che tra la privacy e la sicurezza esiste una differenza fondamentale. La prima, infatti, riguarda ciascuno di noi come individuo, ed è puntualmente regolamentata e seguita dall’Autorità Garante. Per esemplificare, essendo previsto il consenso – come sembra – all’utilizzo dei dati di questa nuova App da parte dei cittadini risultati positivi al test del Coronavirus, non è detto che gli stessi dati, nelle mani sbagliate, possano essere fraudolentemente utilizzati. E qui subentra il profilo della sicurezza, che riguarda invece tutti i cittadini, in quanto facenti parte di una comunità e di una nazione, con interessi collettivi che debbono essere garantiti dalle Autorità competenti. Anzi, pur essendo il dibattito storicamente aperto, resto personalmente convinto che la privacy possa essere derogata per esigenze di sicurezza, ovviamente tassativamente previste non solo da norme ad hoc, ma dalle Autorità di governo e parlamentari, come in questo caso.

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