La nuova sottocommissione per le questioni fiscali (FISC): fiscalità equa per un approccio sovranazionale comune e coordinato

Gloria Lazzaro - 23/10/2020

Le dichiarazioni del neoeletto presidente Paul Tang, rilasciate lo scorso 13 ottobre, esplicitano il fil rouge che contraddistinguerà il lavoro della nuova commissione per la fiscalità (FISC), di cui è a capo: creare una fiscalità equa che, consapevole degli errori commessi nell’ultima crisi, quali la politica di austerity e la conseguente maggiorazione delle tasse per la classe media, persegua una sostenibilità in ambito fiscale.

La creazione di tale sottocommissione, a mio avviso, rientra in un programma più generale, caratterizzato dalla consapevolezza per cui una cooperazione legislativa in ambito fiscale è da intendersi essenziale e come tale è necessario prevedersi un comitato sulla fiscalità permanente e non temporanea.

Infatti, il carattere permanente di tale commissione è un novum nel Parlamento europeo, avendo la commissione FISC come predecessori delle commissioni fiscali di inchiesta istituite ad hoc all’indomani di scandali finanziari come Lux Leaks o Panama Papers.

Stante il carattere temporaneo delle precedenti commissioni fiscali, a conclusione del lavoro per le quali erano state costituite, erano destinate ad essere sciolte.

Riconoscendo un carattere duraturo e non circoscritto alla nuova commissione FISC si permetterà di sfruttare il potenziale di tale commissione in un’ottica di sensibilizzazione del pubblico, dei parlamenti nazionali e delle organizzazione internazionali, in modo tale da non circoscriverne la capacità soltanto a scandalo avvenuto.

Infine, il carattere permanente della FISC, e le conseguenti collaborazione sovranazionale e sensibilizzazione nazionale, saranno un nuovo strumento utile ai fini del concreto approccio comune nella repressione dell’evasione, dell’elusione fiscale, della concorrenza sleale e del riciclaggio dei proventi illeciti.