ISSN 2784-9635

Le comunicazioni di operazioni sospette della P.A. (UIF, gennaio 2022)

Prof. Avv. Ranieri Razzante - 13/01/2022

Il problema del riciclaggio nelle Pubbliche Amministrazioni italiane (d’ora in poi, PA) è cosa frequente, ma non ancora attentamente ponderata.

Il decreto legislativo 231 del 2007, all’art. 10, aveva sistematizzato quanto contenuto in norme precedenti, obbligando gli enti de quibus a dotarsi di sistemi di comunicazione delle operazioni sospette, il che in questi anni non è però, nella sostanza, avvenuto.

Ricordiamo che la norma prevede testualmente che:

1. Le disposizioni di cui al presente articolo si applicano agli uffici delle Pubbliche amministrazioni competenti allo svolgimento di compiti di amministrazione attiva o di controllo, nell’ambito dei seguenti procedimenti o procedure: 
a) procedimenti finalizzati all’adozione di provvedimenti di autorizzazione o concessione; 
b) procedure di scelta del contraente per l’affidamento di lavori, forniture e servizi secondo le disposizioni di cui al codice dei contratti pubblici; 
c) procedimenti di concessione ed erogazione  di  sovvenzioni, contributi,  sussidi,  ausili  finanziari,  nonché attribuzioni  di vantaggi economici di qualunque genere  a  persone  fisiche  ed  enti pubblici e privati. 
                                                     
2. In funzione del rischio di riciclaggio o di finanziamento del terrorismo, il Comitato di sicurezza finanziaria,  anche  sulla  base dell’analisi nazionale del rischio di cui all’articolo 14,  individua categorie  di  attività amministrative,  svolte   dalle   Pubbliche amministrazioni responsabili dei procedimenti  di  cui  al  comma  1 rispetto a cui non  trovano  applicazione  gli  obblighi  di  cui  al presente articolo. Con le medesime modalità e secondo  i  medesimi criteri,  il  Comitato  di  sicurezza  finanziaria  può individuare procedimenti, ulteriori rispetto a quelli di cui al comma  1,  per  i quali trovano applicazione gli obblighi di cui al presente articolo. 
 3. Il Comitato di sicurezza finanziaria elabora linee guida per  la mappatura e la valutazione dei rischi di riciclaggio e  finanziamento del  terrorismo  cui  gli  uffici  delle  Pubbliche  amministrazioni, responsabili dei  procedimenti  di  cui  al  comma  1,  sono  esposti nell’esercizio della  propria  attività  istituzionale.  Sulla  base delle predette linee guida,  le  medesime  Pubbliche  amministrazioni adottano procedure interne,  proporzionate  alle  proprie  dimensioni organizzative  e  operative,  idonee  a  valutare   il   livello   di
esposizione dei  propri  uffici  al  rischio  e  indicano  le  misure necessarie a mitigarlo. 
 4. Al fine di consentire lo  svolgimento  di  analisi  finanziarie mirate a far emergere fenomeni di riciclaggio e di finanziamento  del terrorismo, le Pubbliche amministrazioni comunicano alla UIF  dati  e informazioni concernenti le operazioni sospette  di  cui  vengano  a conoscenza nell’esercizio della propria attività  istituzionale.  La UIF,  in  apposite  istruzioni,  adottate  sentito  il  Comitato   di sicurezza  finanziaria,  individua  i  dati  e  le  informazioni   da trasmettere, le modalità e i termini  della  relativa  comunicazione nonché  gli indicatori per agevolare la rilevazione delle  operazioni sospette. 
5. Le Pubbliche amministrazioni responsabili  dei  procedimenti  di cui al comma 1, nel quadro dei programmi di formazione  continua  del personale  realizzati  in  attuazione  dell’articolo  3  del  decreto
legislativo 1° dicembre 2009, n. 178, adottano misure idonee ad assicurare il riconoscimento, da parte dei  propri dipendenti  delle fattispecie meritevoli di essere comunicate  ai  sensi  del  presente articolo. 
 6. L’inosservanza delle norme di cui alla presente disposizione assume rilievo ai fini dell’articolo 21, comma 1-bis, del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165.

 

Appare qui di tutta evidenza la pregnanza delle prescrizioni, che assurgono a regola amministrativa fondamentale nello “statuto della PA”.

Sistemi e procedure, controlli, formazione obbligatoria dei dipendenti. Il tutto limitato alle aree perimetrate dal comma 1, dalle quali pressochè tutti gli enti pubblici e quelli che a vario titolo possano rientrare nel (vastissimo) novero della PA non possono ritenersi esentati.

Con la newsletter n. 1-2022 la Uif fa stato di tutto questo percorso argomentativo e, se possibile, rafforza la raccomandazione, evidenziando che, purtroppo, al 30 novembre del 2021, risultavano iscritti al sistema di comunicazione delle Sos (Infostat), ricavabile dal sito dell’Autorità, solo 151 uffici della PA, e che solo 35 di questi ha inviato almeno una comunicazione ai sensi della ripetuta norma antiriciclaggio.

I passi consigliati a chi ci legge sono quindi di attivarsi subito, rammentando le sanzioni consistenti nell’applicazione delle norme sulla responsabilità dirigenziale di cui all’art. 21, comma 1-bis, del d.lgs. 165/2001. Inoltre, il danno reputazionale, soprattutto in questo periodo in cui gli allarmi per l’infiltrazione della criminalità organizzata nel settore pubblico e in pandemia sono molteplici.

Di seguito si allega il file della newsletter UIF di gennaio 2022: Le comunicazioni di operazioni sospette della P.A.