ISSN 2784-9635

Le imprese garantite non andranno “all’inferno”. L’editoriale del Prof. Razzante per Agricolae

Ranieri Razzante - 22/06/2020

Una sintesi brutale, ma credo significativa, cui ci sollecita la Banca d’Italia con una comunicazione di oggi, pubblicata sul sito istituzionale.

Si parla di prestiti alle imprese, tutte (quindi anche del comparto agricoltura), relative garanzie e accordi cosiddetti “a saldo e stralcio”.

Il tutto nasce perché le garanzie concesse sono da sempre registrate (termine tecnico “segnalate”, ma non come nell’antiriciclaggio) da chi le concede, per lo più banche, alla cosiddetta Centrale dei Rischi, che risiede in Banca d’Italia.

Questo strumento venne introdotto per garantire le banche stesse da concessioni di prestiti (anche sotto forma di garanzie) a soggetti che ne avevano già beneficiato, e tuttora funziona così.

Tra i tanti errori di comunicazione sui finanziamenti agevolati Covid, è stato commesso anche quello di non far capire, fino in fondo, che le somme, transitando dal sistema bancario, dovevano giustamente seguire le regole di erogazione dei crediti stabilite prima dalla legge (D.Lgs. 385 del 1993, Testo unico delle leggi in materia bancaria) e, non secondariamente, se non per ordine delle fonti del diritto, dalle Istruzioni di vigilanza della Banca d’Italia alle banche.

Al di là del fatto che molte erogazioni – come portato a prova in Commissione d’inchiesta sul sistema bancario – sono state indebitamente messe a compensazione di perdite e scoperti pregressi, vanificando l’utilizzo “salvifico” per l’imprenditore richiedente, qui l’Autorità di vigilanza rimarca che non vanno segnalate in Centrale le garanzie pubbliche concesse in base a leggi, decreti e provvedimenti normativi.

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