ISSN 2784-9635

Le modifiche al D.Lgs. 231/2007 operate dal c.d. Decreto Milleproroghe del 2022: novità per l’identificazione a distanza, la tutela della riservatezza e l’utilizzo del contante

Gloria Lazzaro - 26/04/2022

Il decreto legge 30 dicembre 2021, n. 228, convertito con modificazioni dalla Legge 25 febbraio 2022, n. 15 (c.d. Decreto Milleproroghe) ha modificato la disciplina prevista nel decreto legislativo 21 novembre 2007, n. 231, in materia di identificazione a distanza, tutela della riservatezza delle informazioni antiriciclaggio e limiti all’utilizzo del contante.

In particolare, il Legislatore, con la legge di conversione 25 febbraio 2022, n. 15, ha introdotto all’articolo 19, comma 1, lett. a), n. 4-ter del D.Lgs. 231/2007 una nuova ipotesi di identificazione a distanza nel caso di rapporti relativi a servizi di disposizione di ordini di pagamento e a servizi di informazione sui conti per il cliente già identificato da un altro soggetto obbligato che, previa identificazione elettronica basata su specifiche credenziali «che assicurano i requisiti previsti dall’articolo 4 del regolamento delegato (UE) 2018/389 della Commissione del 27 novembre 2017» consente di accedere alle informazioni relative agli estremi del conto di pagamento a sé intestato presso il soggetto obbligato in uno Stato membro dell’Unione europea tenuto all’identificazione, che acquisisce il nome e il cognome del cliente.

Inoltre, la legge di conversione del D.L. 30 dicembre 2021, n. 228, ha introdotto nel testo del D.Lgs. 231/2007 all’art. 38, rubricato Tutela del segnalante, i commi 3 e 3-bis con il fine di rafforzare la riservatezza delle informazioni antiriciclaggio nel caso in cui si trovino nella disponibilità dell’Autorità giudiziaria nell’ambito di un procedimento penale.

In particolare, al terzo comma dell’art. 38 del decreto legislativo 21 novembre 2007, n. 231, il Legislatore ha previsto l’adozione da parte dell’autorità giudiziaria, in ogni fase del procedimento, delle misure necessarie ad assicurare la riservatezza dell’invio della segnalazione e delle informazioni trasmesse dalle FIU, il contenuto delle stesse e l’identità dei segnalanti. Si è previsto che i dati identificativi dei segnalanti non possano essere inseriti nel fascicolo del Pubblico Ministero né in quello per il dibattimento, né possano essere in altro modo rivelati, salvo che ciò risulti indispensabile ai fini dell’accertamento dei reati per i quali si procede. In questo caso, l’Autorità giudiziaria provvede con decreto motivato, adottando le cautele necessarie ad assicurare la tutela del segnalante e, ove possibile, la riservatezza della segnalazione e delle informazioni trasmesse dalle predette FIU.

Al comma 3-bis, il Legislatore ha previsto che, salvo che il fatto costituisca più grave reato, la rivelazione indebita dell’identità del segnalante è punita con la reclusione da due a sei anni; la stessa pena si estende a chi rivela indebitamente notizie riguardanti l’invio della segnalazione e delle informazioni trasmesse dalle FIU o il contenuto delle medesime, se le notizie rivelate sono idonee a consentire l’identificazione del segnalante.

Infine, il decreto legge 30 dicembre 2021, n. 228, convertito con modificazioni dalla Legge 25 febbraio 2022, n. 15, (c.d. Decreto Milleproroghe) è intervenuto sull’art. 49 del D.Lgs. 231/2007, rubricato Limitazioni all’uso del contante e dei titoli al portatore” prevedendo la permanenza per l’anno corrente della soglia di 2.000 euro per i trasferimenti tra soggetti diversi mentre, a decorrere dal 1° gennaio 2023 il limite