ISSN 2784-9635

Le nuove minacce del money laundering

Elisa Vernagallo - 25/05/2022

Lo studio condotto dal GAO (Government Accountability Office) sulle nuove tecniche e modalità di azione di riciclaggio di denaro è il risultato di un lavoro approfondito circa la documentazione fornita dal Dipartimento del Tesoro americano, nonché da organizzazioni internazionali che si occupano di traffico e di riciclaggio di denaro.

Non da meno è stato l’apporto fornito da riviste scientifiche e da esperti del settore. Le scoperte cui è giunto il GAO concernono tecniche di Money Laundering (AML), quali transazioni commerciali fasulle, acquisto e rivendita di immobili e/o di opere d’arte. inoltre, si è rilevata l’esistenza di società di comodo, gestite da professionisti quali avvocati e commercialisti, che riciclano denaro per le organizzazioni criminali.

Queste possono rendere più complesso il processo investigativo proprio a causa della creazione di società di comodo con proprietà suddivisa tra altre società dello stesso tipo, ma in giurisdizioni estere. Inoltre, le organizzazioni criminali transnazionali e i gruppi terroristici continuano a contrabbandare denaro contante all’ingrosso o a trasmetterlo elettronicamente attraverso le frontiere. Proprio la connessione tra TCO (organizzazioni criminali transnazionali) e AML è ciò che maggiormente emerge da questo studio.

Non a caso la normativa in materia prevede che siano esaminate le rotte del traffico utilizzate dalle TCO e dai gruppi terroristici, le strategie per il riciclaggio dei proventi del traffico, i metodi utilizzati dalle istituzioni finanziarie per individuare il riciclaggio di denaro e le linee guida delle agenzie federali per coadiuvare le istituzioni finanziarie ad identificare i modelli associati al traffico.

Proprio grazie alla ricerca condotta dal GAO vengono descritti, in primis, i fattori che le TCO e i gruppi terroristici considerano per le loro azioni criminali; in seconda istanza, le strategie di riciclaggio di denaro delle TCO e dei gruppi terroristici e, da contro, gli sforzi di condivisione delle informazioni tra le agenzie federali, le istituzioni finanziarie e le forze dell’ordine per individuare potenziali traffici.

Tuttavia, prima di addentrarci maggiormente nei risultati dello studio in esame, occorre ricordare quante e quali siano le fasi di riciclaggio di denaro: la prima è la la c.d. fase di collocamento (placement), in cui si assiste all’introduzione dei proventi nel sistema dei pagamenti. Tale fase prevede la collocazione di grandi somme di denaro contante nel sistema finanziario; la seconda è la c.d. fase di lavaggio (layering) vero e proprio, in cui i capitali sono soggetti a movimentazione mediante un insieme di operazioni finalizzate ad impedire il collegamento tra il denaro e la sua origine criminale; da ultimo, c’è la fase di integration in cui avviene l’investimento dei mezzi finanziari nel sistema economico legale.

Ciò detto, analizzando le strategie di money laundering utilizzate per di più dalle TCO possiamo fare una preliminare suddivisione tra: le strategie basate sul contante e quelle non basate sul contante.

Le prime prevedono il trasferimento di fondi nel sistema finanziario, attraverso intermediari, per aggirare i sistemi finanziari tradizionali. Si tratta delle forme più comuni di riciclaggio di denaro e le TCO e i terroristi le prediligono. Occorre ricordare, infatti, che una delle caratteristiche forti del denaro contante è proprio l’anonimato, elemento ampiamente sfruttato dai criminali. All’interno del novero di queste prime strategie – basate sul contante – rientrano azioni, quali:

  • il bulk cash smuggling, in cui oggetto del contrabbando è proprio il denaro contante;
  • i funnel accounts, ossia dei conti bancari utilizzati allo scopo di raccogliere depositi da varie località. In sostanza, più soggetti depositano denaro contante in un conto bancario su cui operano membri facenti parte di una rete criminale sita in un’altra parte del Paese o del mondo;
  • i money transmitters, istituzioni finanziarie non bancarie che inviano denaro da una località all’altra;
  • infine, vi sono i sistemi informali di trasferimento di valore operanti al di fuori dei sistemi bancari convenzionali quali l’ormai più che noto hawala.

Tra le seconde strategie, invece, – non basate sul contante – rientrano azioni, quali la conversione di fondi illeciti in beni che vengono successivamente rivenduti (c.d. riciclaggio di denaro basato sul commercio) o in depositi di valore alternativi (come l’oro o la valuta virtuale) che poi vengono successivamente convertiti in valuta. Le principali strategie di questo tipo sono:

  • trade-based money laundering, ossia un tipo di riciclaggio di denaro che può basarsi sulla falsa dichiarazione del prezzo, della quantità o del tipo di merce nelle transazioni commerciali;
  • l’acquisto di beni di ingente valore come l’oro e le opere d’arte;
  • gli acquisti immobiliari effettuati in forma anonima, in cui una volta portata a compimento una transazione immobiliare, la traccia cartacea, associata agli acquisti immobiliari, fa si che i fondi depositati nelle istituzioni finanziarie, in una successiva vendita dell’immobile, risultino legittimi;
  • da ultimo, vi sono le virtual currencies, tra cui le criptovalute.

Queste sono solo alcune delle nuove tecniche di riciclaggio di denaro sfruttate dai criminali, che si traducono in nuove e future sfide per le autorità AML, nazionali e sovranazionali.