ISSN 2784-9635

Le proposte legislative della Commissione Europea per il consolidamento della normativa AML/CFT

Elena Shiva Tarighinejad - 29/07/2021

In data 20 luglio 2021, è stato presentato da parte della Commissione Europea un pacchetto di proposte legislative volto al rafforzamento e perfezionamento del quadro normativo attualmente vigente in materia di lotta al riciclaggio di denaro e al finanziamento del terrorismo (AML/CFT – anti-money laundering/countering the financing of terrorism).

Tale consolidamento è certamente imposto dalle nuove sfide connesse all’innovazione tecnologica: basti pensare alle valute virtuali, alla natura globale oramai rivestita delle organizzazioni terroristiche e alla maggiore integrazione dei flussi finanziari nel mercato unico.

L’obiettivo dichiaratamente perseguito è quello di «migliorare l’individuazione delle operazioni e delle attività sospette e colmare le lacune sfruttate dai criminali per riciclare proventi illeciti o finanziare attività terroristiche attraverso il sistema finanziario»1.


In tal senso, si sottolinea l’importanza della lotta ai fenomeni di riciclaggio di denaro e di finanziamento del terrorismo, ai fini della tutela della sicurezza e della stabilità finanziaria.

Pertanto, anche le lacune normative di un singolo Stato membro possono riverberarsi negativamente sull’Unione.

Di conseguenza, appare fondamentale garantire che il quadro normativo citato sia dotato di coerenza ed efficienza.

In aggiunta, si sottolinea come tali misure contribuiranno alla protezione dei cittadini europei avverso fenomeni di criminalità organizzata e di terrorismo e a dare vita a un quadro normativo maggiormente coerente che possa agevolare la conformità degli operatori soggetti alle norme AML/CFT.

Tra le proposte legislative di cui consta il suddetto pacchetto occorre annoverare, anzitutto, il regolamento che istituisce una nuova autorità antiriciclaggio a livello europeo (AMLA- anti-money laundering authority) con funzione di coordinamento delle autorità nazionali e volta a garantire un’applicazione corretta e coerente delle norme UE da parte del settore privato.

Essa inoltre, avrà il compito di sostenere le Unità di Informazione Finanziaria (c.d. UIF), in modo da «migliorarne la capacità analitica dei flussi illeciti e fare dell’intelligence finanziaria una fonte di informazioni fondamentale per i servizi di contrasto»2.

Tra i compiti attributi alla predetta Autorità rientrano quelli di:

  • istituire un unico sistema integrato di vigilanza AML/CFT in tutta l’UE, basato su metodologie di vigilanza comuni e sulla convergenza verso standard di vigilanza elevati;

  • vigilare direttamente su alcuni degli enti finanziari più rischiosi che operano in un gran numero di Stati membri o richiedono un’azione immediata per far fronte a rischi imminenti;

  • monitorare e coordinare gli organismi di vigilanza nazionali responsabili di altri soggetti finanziari e coordinare gli organismi di vigilanza dei soggetti non finanziari;

  • sostenere la cooperazione tra le Unità di informazione finanziaria nazionali e facilitare il coordinamento e le analisi congiunte tra di esse, al fine di individuare meglio i flussi finanziari illeciti di natura transfrontaliera.

Ancora, tra le proposte legislative inserite nel pacchetto legislativo in commento si annoverano:

  • un regolamento in materia di AML/CFT contenente norme direttamente applicabili, anche in relazione all’adeguata verifica della clientela e della titolarità effettiva.

  • una sesta direttiva in materia di AML/CFT (AMLD6), che sostituisce l’attuale direttiva (UE)2015/849 (quarta direttiva antiriciclaggio, a sua volta modificata dalla quinta), contenente disposizioni da recepire nel diritto nazionale, come le norme sugli organismi di vigilanza nazionali e le Unità di informazione finanziaria negli Stati membri;

  • una revisione del regolamento del 2015 sui trasferimenti di fondi ai fini del tracciamento dei trasferimenti di cripto-attività (regolamento (UE) 2015/847).

Ciò posto, occorre specificare che in materia di antiriciclaggio e contrasto al finanziamento del terrorismo è prevista la creazione di un codice unico dell’UE allo scopo di armonizzare le norme AML/CFT all’interno dell’Unione, tra cui rientrano le disposizioni concernenti l’adeguata verifica della clientela, la titolarità effettiva, le competenze e i compiti delle UIF.

Si prevede, inoltre, un collegamento tra i registri nazionali dei conti bancari, in modo che l’UIF possa avere accesso alle informazioni riguardanti conti bancari e cassette di sicurezza in maniera più celere.

Anche alle autorità di contrasto sarà fornito l’accesso a questo sistema da parte della Commissione, consentendo in tal modo di accelerare le indagini finanziarie e del recupero dei proventi del reato nei casi transfrontalieri.

A ogni modo, si precisa che l’accesso suddetto sarà accompagnato dalle garanzie offerte della direttiva (UE) 2019/1153 concernente lo scambio di informazioni finanziarie.

Un’altra delle novità contemplate è quella concernente l’estensione dell’ambito applicativo delle norme AML/CFT all’intero settore delle cripto-attività.

Allo stato attuale, infatti, l’operatività di tali norme è limitata solo ad alcune delle categorie di prestatori di servizi per le cripto-attività.

Attraverso la riforma, invece, l’ambito dei destinatari delle norme in commento si espanderebbe fino a ricomprendere l’intero settore, imponendo così un’adeguata verifica della clientela a tutti i prestatori di servizi appena citati.

Le modifiche proposte mirano a garantire la piena tracciabilità dei trasferimenti di cripto-attività, permettendo di prevenire e individuare il loro impiego per finalità di finanziamento del terrorismo o di riciclaggio.

Viene altresì contemplato un divieto di portafogli anonimi di cripto-attività e di fornitura dei medesimi.

Un’ulteriore innovazione concerne i pagamenti in contanti di importo elevato.

In particolare, in considerazione della necessità di contrasto al fenomeno del riciclaggio di denaro sporco, la Commissione ha proposto per tutta l’Unione Europea un massimale di 10.000 euro per i pagamenti in contanti di importo elevato.

È opportuno precisare che molti Stati membri prevedono già l’applicazione di massimali analoghi, i quali potranno rimanere in vigore sempre che non superino la soglia dei 10.000 euro.

Da ultimo, alla luce del carattere globale rivestito dal fenomeno del riciclaggio di denaro, si prevede che un paese inserito negli elenchi del Gruppo di azione finanziaria internazionale (GAFI) sarà incluso altresì in quelli dell’UE. Quest’ultimi saranno rappresentati da una “lista nera” e una “lista grigia” e rifletteranno quelli del GAFI.

Ciascun paese inserito all’interno degli elenchi suddetti sarà destinatario di misure adottate dall’Unione e proporzionate ai rischi da esso posti.

A ogni modo, rimane ferma la possibilità per l’Unione Europea di includere nei propri elenchi anche paesi non riportati dal GAFI, nella misura in cui costituiscano una minaccia per il suo sistema finanziario.

1 Sconfiggere la criminalità finanziaria: la Commissione riesamina le norme contro il riciclaggio e il finanziamento del terrorismo, Comunicato stampa della Commissione Europea-Bruxelles, 20 luglio 2021, reperibile sul sito https://ec.europa.eu/commission/presscorner/detail/it/ip_21_3690.

2 Sconfiggere la criminalità finanziaria: la Commissione riesamina le norme contro il riciclaggio e il finanziamento del terrorismo, Comunicato stampa della Commissione Europea-Bruxelles, 20 luglio 2021, reperibile sul sito https://ec.europa.eu/commission/presscorner/detail/it/ip_21_3690.