ISSN 2784-9635

L’evoluzione del finanziamento al terrorismo in relazione ai fenomini di terrorismo Self- activation in Europa

Dimitri Barberini - 25/05/2021

È stato di recente pubblicato dal RUSI EUROPE (Royal United Services Institute), ente di ricerca Internazionale in temi di Sicurezza e difesa con sede nel Regno Unito, un importante studio in merito al fenomeno del terrorismo in Europa, “Countering the Financing of Self-Activating Terrorism in Europe”.

Anzitutto, il RUSI è l’ente di ricerca per la Sicurezza e la Difesa del Regno Unito, costituito nel 1831, è il più importante, antico e autorevole istituto che studia le dinamiche antiterrorismo in Europa. Difatti le due istituzioni, Unione Europea e RUSI, hanno avviato un progetto denominato FRAAC –   Collaborazione, ricerca e analisi contro il finanziamento del terrorismo (progetto finanziato dal Fondo per la sicurezza interna dell’Unione Europea). Inoltre a tale progetto partecipano anche gli enti di sicurezza internazionale GLOBSEC e ICCT (International Centre for Counter-Terrorism).

Il suddetto studio, condotto dai due esperti antiterrorismo del RUSI, il Dott. Stephen Reimer e il Dott. Matthew Redhead, esamina 37 interviste, 106 casi di terrorismo avvenuti tra il gennaio 2015 e novembre 2020, e quattro Stati coinvolti Inghilterra, Francia, Svezia e Germania. Il documento si pone come finalità quella di esaminare due fenomeni che possono sembrare apparentemente autonomi ma che trovano una unione, ossia l’attività di finanziamento al terrorismo e la peculiare condotta terroristica conosciuta dagli esperti come Self- Activation.

La ricerca svolta dal RUSI tenta di rispondere a due basilari quesiti:

A) Quali sono le fonti economiche e le modalità operative dei terroristi attivi in Europa?

B) L’attuale sistema di regolamentazione CFT è adeguato a contrastare queste nuove dinamiche di terrorismo?

Per comprendere meglio ciò è necessario inquadrare i due istituti:

a) per finanziamento al terrorismo s’intende l’attività con cui un singolo soggetto oppure una organizzazione, con scopi politici, sociali o religiosi, accumula denaro o beni (non necessariamente provenienti da illecito) per compiere atti di terrorismo. Difatti come accade nella condotta di riciclaggio di denaro, i beni vengono convertiti e riutilizzati nel mercato lecito per mezzo di tre fasi[1]. Dopo gli attacchi del 11 settembre 2001 negli Stati Uniti, la lotta al terrorismo è cambiata radicalmente, in poco tempo gli Stati Uniti hanno avviato diversi progetti normativi e operativi volti ad identificare e contrastare qualsiasi organizzazione terroristica anche sul profilo economico contrastando l’attività di finanziamento al terrorrismo (CFT).

b) Tuttora le organizzazioni internazionali come Daesh, Stato Islamico e Al-Qaeda minacciano l’occidente attraverso attacchi mirati, spronando incoraggiando i loro seguaci a commettere atti di terrorismo. In effetti se prima l’attentatore veniva arruolato e poi inviato in missione in un luogo ora è lo stesso autore dell’atto terroristico che determina l’avvio, la pianificazione e l’esecuzione, tutto in modo autonomo. Per questo si definiscono Self-Activation (auto-attivatori, si attivano da soli). Il sistema di finanziamento al terrorismo di fronte a questa nuova attività è mutato. Se prima le comuni organizzazioni internazionali di terrorismo finanziavano inviando denaro, oggi sono gli stessi autori dei fatti terroristici che provvedono alla ricerca di fonti economiche e decidono come utilizzare il denaro.

La Finanza terroristica. Le fonti economiche

Le principali fonti economiche individuate dai due ricercatori riguardano in linea generale il ricorso a strumenti finanziari monetari (contante e moneta legale) o digitali, come l’utilizzo delle ormai ben note valute virtuali per acquistare materie prime o congegni a scopo di terrorismo. Gli autori fanno ricorso anche al mercato delle criptovalute nel Dark Web, ma più comunemente a carte prepagate, a conti esteri contenenti policy contrattuali più flessibili, come anche alla semplice apertura di un conto in tabaccheria (esempio il sistema di pagamento Nickel). Non sempre però gli autori, per ricevere e inviare denaro, si affidano al comune sistema bancario, ma ricorrono a sistemi parabancari o fittizi, comunicano in modo errato la loro identità mantenendola nascosta, utilizzando ad esempio pseudonimi. In alcuni casi infatti i ricercatori hanno scoperto che dietro l’apertura di conti bancari, vi erano parenti e amici dei terroristi. Tutte queste azioni si prefiggono come scopo di far perdere una tracciabilità economica, non permettendo così di ricostruire chi siano i titolari effettivi delle operazioni economiche, di conseguenza eludendo le normative KYC (Know Your Customers) e AML. Ad esempio è il caso dei fratelli Abedi, autori dell’attentato al Manchester Arena del 2017: la bomba era stata costruita con i diversi prelievi bancari della banca HSBC, intestati alla madre di questi.

Infatti le ulteriori differenze tra le condotta di riciclaggio di denaro e quella di finanziamento al terrorismo, riguarda in primis la provenienza e poi la quantità economica che viene accumulata dagli attentatori per compiere il reato. Nel primo caso le somme subiscono un processo di “lavaggio” da provenienza illecita a uso lecito (non sempre) e si parla di cifre molto alte. Invece per finanziare il terrorismo, cosa che lo rende più pericoloso, non è necessaria per la sua configurabilità la provenienza illecita delle somme e si può preparare un attacco terroristico anche con qualche centinaia di dollari.

Ciò che invece desta maggiore preoccupazione è la pericolosità degli autori, in quanto in alcuni eventi di terrorismo sono state individuate condotte dolose (apparentemente) premeditate in poco tempo e soprattutto volontarie nel depistare le autorità di polizia e autorità di vigilanza finanziaria, occultando e ingannando la tracciabilità finanziaria, ad esempio attraverso la tecnica c.d. smurfing (frazionamento di un capitale in piccole somme), oppure prendere denaro derivante da attività illecite come droga, armi (Cfr. il caso dei Fratelli Kouachi). Ma sono stati utilizzate anche fonti economiche lecite e legittime (che secondo lo studio sono l’80% degli attacchi terroristici esaminati) come la percezione indiretta o diretta di fondi Statali: esempio il reddito pubblico ai fini pensionistici, i redditi dovuti alla disoccupazione, il redditi di cittadinanza, o ricavi provenienti da lavoro autonomo e dipendente. Proprio in merito alle fonti economiche, ad esempio di pensi al fatto accaduto in Italia nel dicembre 2020: la Guardia di Finanza ha scoperto nella città di Bologna due cittadini originari della Tunisia che finanziavano il terrorismo utilizzando il reddito di cittadinanza scoprendo operazioni sospette per un importo totale di quasi 12 mila euro trasferiti verso la Tunisia, ad un soggetto pericoloso iscritto alla lista Antiterrorismo belga. In un ulteriore esempio citato nell’elaborato, è il caso di Mohamed M. risalente ai fatti terroristici del 2019 a Lione, sono stati acquistati esplosivi svolgendo attività di tutorial online.

È necessario affermare che le somme che determinano successivamente il finanziamento al terrorismo non si basano su una sola fonte, ma bensì un ibrido di più fonti, lecite e illecite, per il quale lo studio chiede alla comunità internazionale di riportare specifiche linee guida.

I comportamenti

L’operato di questi Self-Activation è solitario, cercano di non coinvolgere nessuna persona se non strettamente necessario, a volte sono stati scoperti piccoli gruppi (cellule terroristiche), con massimo di 2-3 persone. In alcuni casi pero è stata rilevata, con maggiore pericolosità, non solo la nota figura terroristica del Foreign Fighter, ma alcuni particolari soggetti detti anche “lupi solitari”. Inoltre questi soggetti sono considerati, da agenzie di intelligence e di sicurezza, dei fantasmi in quanto non si conoscono in modo chiaro dove siano e che sembianze abbiano.

Infatti, secondo lo studio, i terroristi auto-attivatori hanno una particolare comportamento esplosivo definito “Burst”. In generale sono figure dormienti, che cercano di evitare di creare ogni possibile sospetto verso di loro. Svolgono una vita normale, non mancando agli appuntamenti quotidiani e di routine, lavoro e vita privata. Ma ad un certo punto avvengono delle anomalie, ingenti quantità di denaro che vengono spese. Per questo il documento pone attenzione ad un risparmio premeditato nel tempo. Ad esempio, nella fase di preparazione, simulano acquisti comuni come prodotti chimici per la pulizia e la disinfestazione, per la cucina, materiale inerente alla loro vita privata o lavorativa, ma che invece si scopre essere stato usato per commettere un atto di terrorismo.

Gli strumenti

L’elaborato analizza quelli che possono essere gli oggetti o strumenti utilizzati dall’attentatore. Secondo lo studio in un 40 % degli eventi terroristici esaminati sono stati utilizzati armi da taglio (coltelli o machete), in un 20 % sono stati utilizzati esplosivi cd.dd. IED (Ordigno esplosivo improvvisato), in un 12 % è stato rilevato l’utilizzo di uno o più veicoli (auto, furgoni, camion rubati o noleggiati) e in un 12 % armi da fuoco come pistole e fucili automatiche.

Una necessaria riforma in materia di CFT

L’elaborato presentato, composto da circa cinquantina di pagine, analizza gli sviluppi normativi che sono stati fatti nel tempo per contrastare la condotta di finanziamento al terrorismo proprio grazie all’autorità internazionale FAFT. .In particolare, il RUSI, propone di apportare maggiori controlli preventivi sue due macro aree: la prima una conoscenza ancora più approfondita del cliente, l’altra area riguarda invece la collaborazione. Infine, è necessario dare maggiore consapevolezza nell’ambito giudiziale di quanto sia importante attribuire sanzioni e pene più severe a chi commette o tenta di commettere un qualsiasi atto di terrorismo, ma anche percorsi riabilitativi più efficienti per chi commette questo reato.

Approfondimenti: https://rusi.org/publication/occasional-papers/new-normal-countering-financing-self-activating-terrorism-europe

 

[1] Fase 1) La raccolta (Collection): il soggetto agente inizia a raccogliere denaro, in alcuni casi vi e’ il passaggio del bene verso un collettore principale. Fase 2) La trasmissione e l’occultamento (trasmission/dissimulation). FASE 3) L’impiego (Use): il singolo o l’organizzazione utilizza successivamente il denaro per acquistare armi, droghe o prodotti per creare miscele esplosive.