ISSN 2784-9635

L’evoluzione della Corporate Governance nella direzione della sustainable governance

Bochra El hachimi - 24/03/2021

La Corporate Governance si evolve nella direzione della sustainable governance. Il Comitato per la Corporate Governance imprime questa direzione nell’aggiornamento operato nel gennaio 2020 del Codice di Autodisciplina. Quest’ultimo viene definito con una diversa denominazione quale “Codice di Corporate Governance”. Le innovazioni ivi introdotte possono applicarsi alle società per l’esercizio successivo rispetto al 31 dicembre 2021.

L’istituzione nel 2011 del Comitato per la Corporate Governance[1], così come configurata, è da attribuirsi ai lavori di Associazioni di impresa, investitori professionali, la Borsa Italiana S.p.A.

Nelle Associazioni di impresa, hanno preso parte ai lavori ABI, ANIA, Assonime, Confindustria.

Il compito del Comitato è quello di promuovere il buon governo delle società italiane quotate. Il mezzo tramite cui conseguire l’obiettivo lo si identifica nel continuo allineamento delle società alla disciplina contenuta nel Codice di Corporate Governance. Il riferimento è alle best practice e alle iniziative per il loro rafforzamento e la loro attuazione, al fine di evitare pregiudizi alla credibilità del Codice.

Le funzioni del Comitato sono quelle di monitorare “lo stato di applicazione del Codice, l’evoluzione del quadro normativo di riferimento e delle best practice a livello internazionale e cura l’aggiornamento del Codice; a tal fine procede, con cadenza di norma biennale, alla valutazione di una sua possibile revisione[2].

I destinatari della disciplina del Codice di Corporate Governance sono le società con azioni quotate su un mercato gestito da Borsa Italiana S.p.a circoscritto al mercato telematico azionario.

Il nuovo testo si compone di due parti, una di principi ed una di raccomandazioni[3], raccolte entrambe in sei articoli. Tramite i principi si indicano gli obiettivi che si vogliono perseguire ovvero le best practice della buona governance. Invece mediante le raccomandazioni si ha premura di individuare i comportamenti ovvero le modalità o i mezzi tramite cui raggiungere i fini perseguiti.

Art. 1, Ruolo dell’organo di amministrazione: esso guida la società, ne definisce le strategie e ne monitora l’applicazione; altresì definisce la forma di governo societario più idonea all’attività della società.

Art. 2, Composizione degli organi sociali: gli amministratori, siano essi esecutivi che non esecutivi, compongono l’organo di amministrazione. Sono dotati di indipendenza e professionalità.

Art. 3, Funzionamento dell’organo di amministrazione e ruolo del presidente: le regole e le procedure di funzionamento dell’organo amministrativo vengono definite dall’organo stesso il quale provvede anche all’istituzione di comitati consiliari. Il ruolo del Presidente è quello di fungere da raccordo tra amministratori esecutivi e non esecutivi.

Art. 4, Nomina degli amministratori e autovalutazione dell’organo di amministrazione: la nomina e la successione degli amministratori avviene mediante il principio di trasparenza, funzionale alla composizione ottimale dell’organo. Esso procede ad una autovalutazione periodica del proprio operato.

Art. 5, Remunerazione: è in linea con il successo sostenibile della società e avviene mediante modalità di trasparenza.

Art. 6, Sistema di controllo interno e di gestione dei rischi: l’organo amministrativo indica le direttive di gestione del rischio. A tal fine vi sono regole, procedure, strutture al servizio della gestione efficace del rischio.

L’applicazione dei principi e delle raccomandazioni[4] ivi contenute non si basa tramite una loro imposizione ai soggetti destinatari del Codice, bensì mediante una loro spontanea adesione ad essa, in virtù del principio “comply or explain[5].

I principi di flessibilità e proporzionalità sono i criteri guida per quanto concerne le modalità di applicazione della relativa disciplina.

Le società devono indicare, mediante la Relazione sull’andamento del governo societario, le modalità concrete di applicazione dei predetti Principi. È ammesso il discostamento dal Codice perché la disciplina può non adeguarsi alle esigenze di governo della società, però nell’ipotesi in cui si decida di aderire al Codice allora si impongono degli oneri, infatti “l’adesione al Codice implica però che ciascuno scostamento sia chiaramente indicato nella relazione sul governo societario e che le società:

  • spieghino in che modo la best practice raccomandata dal Codice è stata disattesa;
  • descrivano i motivi dello scostamento;
  • descrivano come la decisione di discostarsi è stata presa all’interno della società;
  • se lo scostamento è limitato nel tempo, indichino a partire da quando prevedono di applicare la relativa best practice;
  • descrivano l’eventuale comportamento adottato in alternativa alla best practice da cui si sono discostate e spieghino come tale scelta realizzi l’obiettivo sotteso ai principi del Codice e contribuisca in ogni caso al buon governo societario[6].

La società è libera di adottare il modello societario che ritiene più opportuno, per il quale il Codice non impone alcuna via, attestandosi su una posizione neutrale. I modelli adottabili sono due, uno cd. one-tier ed uno cd. two-tier, rispettivamente il modello monistico ed il modello dualistico, i cui organi devono esercitare le attribuzioni indicate nella parte “Definizioni” del Codice. Nell’ambito del modello dualistico si pone a capo del consiglio di sorveglianza la competenza all’alta amministrazione riferita alle delibere riguardo gli indirizzi e le operazioni strategiche.

 

 

Approfondimenti: https://www.borsaitaliana.it/comitato-corporate-governance/codice/2020.pdf

 

[1] Il Comitato ha proprie regole sia di composizione sia di funzionamento; può comporsi con un tetto massimo di ventiquattro membri; essi altro non sono che la “voce” degli enti promotori. Il mandato di ciascun membro è pari a tre anni. I membri del Comitato nominano, al loro interno, un Presidente, un Vice Presidente, un Segretario, una Segreteria Tecnica ed esperti afferenti alla materia.

[2] Codice di Corporate Governance, Gennaio 2020, introduzione, p.2 cit.

[3] L’applicazione del Codice dev’essere proporzionale; per questo motivo le raccomandazioni sono modulate sulla base di due criteri:

  1. La dimensione della società;
  2. Gli assetti proprietari della società.

Talune raccomandazioni sono dirette solo a società di grandi dimensioni, mentre per quelle di dimensioni diverse dalle grandi vi sono modalità semplificate della loro applicazione e la previsione di apposite raccomandazioni per le società a proprietà concentrata.

[4] Codice di Corporate Governance, Gennaio 2020, introduzione, p.1, cit, “Le società adottano il Codice con prevalenza della sostanza sulla forma e applicano le sue raccomandazioni secondo il criterio del ‘comply or explain’”.

[5] La direttiva dell’Unione Europea n. 32 del 2013, all’art. 20, introduce un principio fondamentale per la corporate governance ovvero il principio comply or explain. Il principio si pone a presidio delle istanze di trasparenza e buon governo della società, per le quali si richiede – alle società quotate sul mercato telematico azionario – di motivare le ragioni di eventuali condotte non in linea con il Codice.

Le società redigono le cd. relazioni sulla corporate governance mediante le quali viene dato atto della situazione complessiva in ottica generale dell’andamento della governance societaria. Sulla base di queste relazioni, il Comitato per la Corporate Governance, procede periodicamente alla verifica del controllo del Principio.

[6] Codice di Corporate Governance, Gennaio 2020, introduzione, p.1 cit.