Lo studio del Notariato sull’utilizzo dell’identità digitale nell’adeguata verifica

Redazione - 06/07/2020

Il documento (STUDIO 2_2020 B) analizza la Guida all’identità digitale, emanata dal GAFI, nello scorso mese di marzo 2020. L’esigenza di tale vedemecum nasce dalla particolare situazione di distanziamento fisico, dovuta alla misure di lockdown per l’emergenza Covid-19.

In particolare, lo studio del Notariato analizza il concetto di identificazione e quello di identificazione digitale, con la precisazione che, recentemente, l’accezione “ID digitale” è passata ad indicare l’uso della tecnologia per affermare e dimostrare la propria identità personale, così come essa risulta dai dati anagrafici pubblici relativi al soggetto interessato, avente la stessa valenza identificativa di un documento di identità tradizionale.

Si riportano di seguito le conclusioni dello studio, utile guida, con diverse casistiche, sull’utilizzo dell’identità digitale del cliente nelle procedure connesse all’adeguata verifica.

“In una possibile procedura di identificazione a distanza con sottoscrizione dei documenti relativi all’adeguata verifica è possibile prevedere l’utilizzo alternativo o cumulativo dei seguenti strumenti:

– conoscenza pregressa + sottoscrizione delle dichiarazioni ex art. 22 in tutte le modalità consentite dall’ordinamento giuridico, sia cartacee che elettroniche, purché queste ultime integrino il requisito della forma scritta;

– produzione di documenti autentici (atti notarili, documenti firmati digitalmente, dichiarazioni dell’autorità consolari) + sottoscrizione delle dichiarazioni ex art. 22 in tutte le modalità consentite dall’ordinamento giuridico, sia cartacee che elettroniche, purché queste ultime integrino il requisito della forma scritta;

– identificazione a distanza tramite il certificato qualificato + sottoscrizione delle dichiarazioni ex art. 22 in modalità sia cartacea che elettronica con il medesimo certificato qualificato (astrattamente sarebbe possibile utilizzare altre forme di sottoscrizione elettronica ammessa dall’ordinamento, ma ciò risulterebbe quanto meno incongruo visto che il cliente è dotato di un certificato di firma qualificato);

– identificazione a distanza tramite i documenti di identità elettronici (CIE o passaporto elettronico) o tramite SPID di massimo livello (livello 3 con token fisico) e sottoscrizione delle dichiarazioni ex art. 22 in tutte le modalità consentite dall’ordinamento giuridico, sia cartacee che elettroniche, purché queste ultime integrino il requisito della forma scritta”.

Approfondimenti: L’identificazione non in presenza fisica