ISSN 2784-9635

L’OCSE invita i Paesi a “fermare” i professionisti che facilitano reati fiscali e white-collar crimes

Redazione - 08/03/2021

Il report “Ending the Shell Game: Cracking down on the Professionals who enable Tax and White Collar Crimes”, a cura della Task force dell’Ocse sui reati fiscali (Tftc), esplora le diverse strategie e azioni che i Paesi possono intraprendere contro quei fornitori di servizi professionali che svolgono un ruolo cruciale nella pianificazione e nel perseguimento di attività criminali, che vengono definiti “facilitatori professionisti”. I crimini dei colletti bianchi come l’evasione fiscale, la concussione e la corruzione sono spesso nascosti attraverso complesse strutture legali e transazioni finanziarie agevolate da avvocati, notai, contabili, istituzioni finanziarie e altri professionisti.

Il rapporto, che verrà presentato il prossimo 24 marzo, rileva che la maggior parte dei fornitori di servizi professionali rispetta la legge e svolge un ruolo importante nell’assistere le imprese e gli individui nella compliance le norme. Lo scopo del nuovo rapporto OCSE è assistere gli Stati membri nel contrastare le attività di un ristretto gruppo di professionisti che utilizza le proprie competenze e conoscenze specialistiche per consentire ai clienti di frodare il governo ed eludere i propri obblighi fiscali.

I “facilitatori professionisti” svolgono spesso un ruolo fondamentale nell’occultamento della commissione di reati fiscali e di altri reati finanziari perpetrati dai loro clienti. I recenti scandali fiscali, molto pubblicizzati, hanno messo in luce la natura transfrontaliera di queste pratiche, minando ulteriormente la fiducia dei cittadini nell’integrità del sistema fiscale.

Il rapporto invita i Paesi a stabilire o rafforzare le strategie nazionali per contrastare tali attività in modo più efficace. Le strategie in parola dovrebbero:

– garantire che le Autorità che effettuano gli accertamenti fiscali siano attrezzate per identificare i tipi di facilitatori professionisti che operano nella loro giurisdizione e per comprendere i rischi posti dal modo in cui concepiscono, commercializzano, attuano e nascondono i reati fiscali e finanziari;

– garantire che la legge fornisca alle Autorità poteri sufficiente per identificare, perseguire e sanzionare i facilitatori professionisti, sia per scoraggiare che per sanzionare;

– attuare strategie multidisciplinari di prevenzione e contrasto, in particolare attraverso il coinvolgimento di organi di vigilanza, per prevenire comportamenti abusivi ed incentivare la divulgazione di sistemi di whistleblowing;

– garantire che le Autorità competenti massimizzino in modo proattivo la disponibilità di informazioni, i poteri investigativi detenuti da altre agenzie nazionali e internazionali, per affrontare i facilitatori professionisti che operano a livello transfrontaliero;

– nominare una persona e un’agenzia principale nella giurisdizione con la responsabilità di supervisionare l’attuazione della strategia di contrasto ai facilitatori professionisti, intraprendere una revisione della sua efficacia nel tempo e ideare ulteriori modifiche, se necessario.

Vengono, inoltre, forniti esempi di schemi messi in atto dai “facilitatori professionisti” in diversi Paesi Ocse.

Tra questi, si riporta di seguito quello contenuto nel Box 4.

“Utilizzo di un fornitore di servizi offshore allo scopo di nascondere i flussi finanziari. Questo esempio si basa su casi accaduti in Svezia e Regno Unito”

È stato osservato un professionista che fornisce pacchetti ai propri clienti, che includevano carte prepagate offshore anonime e strutture offshore, associate a conti bancari offshore.

Questi servizi sono stati tutti pubblicizzati online. I clienti sono stati incoraggiati a utilizzare il dominio di posta elettronica crittografato per comunicare con il fornitore di servizi offshore per garantire la segretezza. I clienti sono stati in grado di utilizzare vari metodi per aggiungere credito alle loro carte prepagate offshore, incluso l’invio di contanti tramite money transfer e il trasferimento di fondi attraverso varie banche corrispondenti prima di raggiungere il conto del fornitore di servizi offshore. Il fornitore di servizi offshore deteneva conti bancari con diverse banche, che venivano spesso modificati per evitare il rilevamento da parte delle forze dell’ordine.

 

Approfondimenti: https://www.oecd.org/tax/crime/ending-the-shell-game-cracking-down-on-the-professionals-who-enable-tax-and-white-collar-crimes.pdf