Negli ultimi anni sono aumentate le segnalazioni di operazioni sospette dalle imprese del settore del gaming, ma attenzione alla riservatezza

Ranieri Razzante - 28/07/2020

“I fatti recenti di cronaca che hanno coinvolto anche esponenti della politica, e la cui fondatezza dovrà essere ovviamente accertata dalla magistratura, sembra prendano origine da segnalazioni di operazioni sospette secondo la legge antiriciclaggio. Ma queste sono per legge (e per definizione) riservate, anche se inspiegabilmente state divulgate su organi di stampa. Questo viola la normativa antiriciclaggio, tanto utile al nostro sistema economico. Tutto ciò sta avvenendo troppo spesso. Mi chiedo quindi – da tecnico – come possa venire fuori chi ha segnalato, dal momento che il nominativo del soggetto segnalate è riservato e lo conoscono solamente gli istituti segnalanti e le Autorità preposte. Far venire fuori una segnalazione nel momento in cui si chiede (giustamente) ai professionisti, al settore dei giochi e agli altri soggetti obbligati a questo adempimento di tenere alta la guardia può contribuire a disincentivarne l’utilizzo”.

E’ quanto ha dichiarato ad Agimeg il Professor Ranieri Razzante, Direttore del Centro di Ricerca sulla Sicurezza e il Terrorismo e Docente di Legislazione antiriciclaggio nell’Università di Bologna. “Le segnalazioni di operazioni sospette – ha aggiunto – sono uno degli strumenti più riusciti in questi ultimi anni, per espresse dichiarazioni della Uif-Banca d’Italia, della Guardia di Finanza, della DIA e dei magistrati antimafia, per prevenire o scoprire fenomeni di riciclaggio all’interno dell’economia legale. Lo strumento funziona così: parte la segnalazione dalla banca, o dal professionista o dall’impresa del settore gaming, che sono obbligati all’antiriciclaggio; questa segnalazione arriva su un sistema criptato su cui dialoga con la Uif solamente il responsabile delle segnalazioni delle operazioni sospette, quindi il delegato Sos dell’impresa segnalante. La valutazione viene fatta dalla Uif, autorità antiriciclaggio italiana presso la Banca d’Italia. Questa, se riterrà fondati i sospetti, girerà alla Guardia di Finanza e alla DIA le segnalazioni affinchè gli organi di polizia procedano ad approfondire. Questo strumento serve ad allertare – ha sottolineato -, ma non hanno nessuna responsabilità i soggetti segnalanti in caso di errore. La segnalazione quindi resta riservata.

L’intervista completa al Prof. Razzante è disponibile sulla pagina web di Agimeg.