ISSN 2784-9635

Operativo il mutuo riconoscimento tra gli Stati membri dei provvedimenti di sequestro e confische antimafia

S. S. - 15/01/2021

Al fine di contrastare i fenomeni di criminalità organizzata transfrontaliera, la Direzione Centrale Anticrimine della Polizia di Stato ha emanato il 12 gennaio una circolare relativa al regolamento (UE) 2018/1805.

Le Divisioni Anticrimine sono state invitate ad adottare le opportune disposizioni relative all’esecuzione di misure di congelamento e confisca di beni all’estero, secondo quanto previsto dal citato regolamento europeo, applicabile a partire dal 19 dicembre 2020. I questori, dovranno quindi informare le loro divisioni anticrimine “in collaborazione con le autorità giudiziarie” non appena ci sarà una “esecuzione in territorio estero di provvedimenti di sequestro e confisca”, affinché venga rispettata la procedura e ne sia informato il “Servizio centrale anticrimine”.

L’esigenza di contrastare con misure più efficaci e incisive la proiezione internazionale di fenomeni criminali “lucrogenetici” ha determinato un rafforzamento, in ambito europeo, degli strumenti di cooperazione giudiziaria tra gli Stati.

L’attuale quadro giuridico dell’Unione prevede il riconoscimento reciproco dei provvedimenti di congelamento e di confisca dei proventi da reato.

Il presente regolamento dovrebbe applicarsi ai provvedimenti di congelamento e di confisca connessi ai reati rientranti nell’ambito di applicazione della direttiva 2014/42/UE e anche ai provvedimenti che prevedono la confisca senza condanna (c.d. “di prevenzione”) disciplinata dal d.lgs. 159/2011 (c.d. codice antimafia).

Il regolamento obbliga gli Stati membri a riconoscere i provvedimenti di congelamento e di confisca emessi da un altro Stato membro nel quadro di un procedimento in materia penale e ad eseguire tali provvedimenti nel proprio territorio.

Sul piano procedurale, il nuovo regolamento europeo, precisa che l’autorità “di emissione”, ossia il pubblico ministero o il giudice che dispone il sequestro o la confisca – deve trasmettere il provvedimento all’autorità “di esecuzione” presso lo stato estero dove si trova il bene, compilando e traducendo il certificato nella lingua ufficiale dello Stato di esecuzione.

L’autorità di esecuzione riconosce il provvedimento trasmesso ai sensi dell’art. 4 del regolamento e, ai sensi dell’art. 7, vi dà esecuzione con le stesse modalità usate per un provvedimento di congelamento nazionale emesso da un’autorità dello Stato di esecuzione, a meno che non adduca uno dei motivi di non riconoscimento e di non esecuzione previsti all’art. 8 o uno dei motivi di rinvio previsti all’art. 10.

Per l’emissione del provvedimento di congelamento è competente il pubblico ministero o il giudice che nell’ambito di un procedimento penale ha emesso un provvedimento di congelamento (sequestro) (art. 2, punto 8, lett. a reg. Ue 2018/1805).

Per l’emissione del provvedimento di confisca l’autorità competente è il pubblico ministero presso il giudice dell’esecuzione o il pubblico ministero presso il Tribunale o la Corte di appello che ha disposto i provvedimenti di confisca previsti dal codice delle leggi antimafia e delle misure di prevenzione.

In Italia il Ministero della Giustizia è stato designato quale autorità centrale responsabile della trasmissione e ricezione amministrativa dei certificati di congelamento e confisca.

Sono compresi sequestri e confische preventive, fondati comunque sulla pericolosità sociale dei soggetti colpiti. Tra i reati previsti: le fattispecie di partecipazione a un’organizzazione criminale, di terrorismo, di tratta di esseri umani, di sfruttamento sessuale di minori e pedopornografia, di traffico illecito di stupefacenti e sostanze psicotrope, di traffico illecito di armi, munizioni ed esplosivi, di corruzione e frode, di riciclaggio, di falsificazione e contraffazione di monete, di criminalità informatica, di criminalità ambientale, di favoreggiamento dell’ingresso e del soggiorno illegali, di omicidio volontario o lesioni personali gravi, di traffico illecito di organi e tessuti umani, di rapimento, sequestro o presa di ostaggi, di razzismo e xenofobia, di rapina, di traffico illecito di beni culturali, di truffa, di stupro.

La portata innovativa del regolamento consente, nell’ottica unionale del mantenimento e dello sviluppo di uno spazio di libertà, sicurezza e giustizia, di superare le difficoltà o l’impossibilità di cooperazione antimafia finora giustificate dai diversi modelli di confisca nei Paesi membri e testimonia il consolidamento europeo della legge italiana  la Rognoni-La Torre del 1982, pilastro della normativa antimafia italiana.

Approfondimenti: Circolare Direzione Centrale Anticrimine

Regolamento (UE) 2018-1805