Operazione Banglatown 2. Il Ricorso alla tecnica dello Smurfing

Dimitri Barberini - 31/07/2020

Il 30 luglio scorso i militari del Nucleo Speciale Polizia Valutaria della Guardia di finanza di Roma, coordinati dalla Procura della Repubblica, nell’ambito dell’operazione Banglatown 2, hanno dato esecuzione a un’ordinanza di sequestro di sei agenzie di Money Transfer. Le attività erano operanti a Roma e gestite da cittadini bengalesi, ritenuti responsabili di aver omesso obblighi antiriciclaggio come la verifica e l’identificazione del titolare nei trasferimenti di denaro frazionato in più tranche, per un valore complessivo di 20 milioni di euro.

Già in precedenza, tra il 2016 è il 2019, lo stesso reparto del corpo della Guardia di finanza di Roma aveva monitorato un susseguirsi di operazioni transfrontaliere di denaro anomale realizzate da diverse agenzie di Money Transfer, con una quantità di denaro trasferito per un valore di quasi 800 milioni nel periodo triennale.

La quantificazione e l’individuazione di somme e degli schemi adottati per trasferire il denaro è stato reso possibile grazie alla complessa attività investigativa realizzata dai militari, attraverso intercettazioni, pedinamenti e acquisizione di informazioni e documentazione.

Per dare una chiave di lettura alla operazione BANGLATOWN 2, è necessario fornire alcune indicazioni sullo schema operativo dello SMURFING. La tecnica in questione si chiama ha come intento quello di frazionare in somme più piccole una somma di quantità di denaro più grande, operazione che si potrebbe svolgere in un’unica operazione ma che potrebbe indurre le autorità di vigilanza ad avere sospetti su questa e a sua volta che questi producano una o più segnalazioni per operazione cd. anomala, proprio in merito ai limiti quantitativamente previsti dagli Stati dalla normativa antiriciclaggio.

Il motivo nel ricorso a questa tecnica invece è quello di occultare la reale quantità di denaro inviato. Come successo nella Operazione Banglatown 2, ogni transazione aveva un limite di 999,00 € perché gli autori sapevano che bastava anche solo 1 € per produrre lo scatto a 1.000 €, cosa che avrebbe fatto attivare gli obblighi di adeguata verifica ed eventuali segnalazioni di operazioni sospette.

 

Approfondimenti: http://www.gdf.gov.it/stampa/ultime-notizie/anno-2020/luglio/operazione-banglatown-2-trasferimenti-illeciti-verso-il-bangladesh-per-20-milioni-di-euro