ISSN 2784-9635

Oxfam: scarsa efficacia della lista europea sui paradisi fiscali

Redazione - 01/03/2021

Lo scorso 22 febbraio, i Ministri delle finanze dell’Unione europea hanno pubblicato il nuovo elenco UE dei paradisi fiscali , ufficialmente noto come elenco dell’UE delle giurisdizioni non cooperative a fini fiscali.

L’analisi di Oxfam (pubblicata il 15 febbraio*) rileva che l’elenco dei paradisi fiscali dell’UE continua a non riuscire a identificare efficacemente i Paesi che utilizzano pratiche fiscali aggressive e aiutano “i più ricchi” a eludere il fisco. La lista “salva” ancora tutti gli Stati membri dell’UE non valutando le loro pratiche fiscali. Inoltre, non include, sempre secondo Oxfam, alcuni dei peggiori paradisi fiscali del mondo in quanto non inserisce automaticamente nella lista nera le giurisdizioni con aliquote fiscali pari a zero o basse.
Di conseguenza, il report 2021 di Oxfam rileva che:
• Solo due dei 13 Paesi con un’aliquota d’imposta sulle società pari allo 0% sono nella lista nera.

• Solo uno dei 18 Paesi con aliquote d’imposta basse sulle società  (<12,5%) è nella lista nera.

• Nel 2019, cinque Stati membri dell’UE – Cipro, Irlanda, Lussemburgo, Malta e Paesi Bassi – hanno continuato ad avere indicatori economici tipici dei paradisi fiscali (ad esempio alti livelli di investimenti diretti esteri, pagamenti di proprietà intellettuale, interessi, dividendi).

• Nel 2019, il Lussemburgo ha registrato livelli di investimenti diretti esteri in entrata e in uscita dal Paese da 67 a 100 volte superiori al suo peso economico (PIL). A causa delle sue pratiche fiscali fraudolente, il Paese si è trovato al centro della recente indagine #OpenLux.

Sulla base di questa analisi, Oxfam formula alcune raccomandazioni all’Unione europea:

Rendere i livelli di tassazione zero e bassi un criterio autonomo, piuttosto che un indicatore. Se un’aliquota fiscale effettiva minima (METR) è concordata a livello OCSE, l’UE dovrebbe prenderla come riferimento per i nuovi criteri. In caso contrario, l’UE dovrebbe stabilire la propria aliquota fiscale effettiva. Questa aliquota fiscale deve essere sufficientemente elevata da scoraggiare il trasferimento degli utili.

Includere analisi economiche per identificare regimi fiscali aggressivi. I livelli di investimento diretto estero e di reddito passivo dovrebbero essere usati come segnali di allarme per identificare i paradisi fiscali.

Migliorare lo screening dei Paesi dell’UE. Gli Stati europei dovrebbero essere valutati secondo gli stessi standard, se non superiori, di quelli non UE.

Approfondimenti: https://oxfam.app.box.com/v/2021EUTaxHavensBrief

*L’analisi si riferisce alla lista precedentemente in vigore. Tuttavia, molte delle considerazioni e raccomandazioni contenute nel report sono da considerarsi valide.