ISSN 2784-9635

Prevenzione di fenomeni di criminalità finanziaria connessi al Covid-19: alcuni estratti della Comunicazione Uif dell’11 febbraio 2021

Gloria Lazzaro - 15/02/2021

E’ dello scorso 11 febbraio la comunicazione Uif che sottolinea e richiama la necessità di prevenire i fenomeni di criminalità finanziaria che originano dall’emergenza epidemiologica ancor oggi attuale.

Alla luce della consapevolezza per cui il protrarsi della situazione emergenziale provoca della ricadute negative sulla liquidità tanto aziendale quanto familiare, andando ad evidenziare una debolezza del tessuto economico e finanziario, oggi più che mai risulta essere attuale la Comunicazione del 16 aprile 2020 con cui l’Unità di Informazione Finanziaria per l’Italia richiamava l’attenzione su alcuni fattori di rischio ed altri elementi sintomatici di possibili operazioni illecite originatesi durante la pandemia.

In particolare, la Comunicazione succitata sottolineava la necessaria collaborazione informativa e comunicativa in capo ai destinatari degli obblighi antiriciclaggio con la UIF, in modo tale da creare una cooperazione in ambito preventivo dei fenomeni criminali, ai sensi di quanto disposto dagli artt. 10 e 35 del D.lgs. 231/2007.

A paradigma della necessaria adozione di un approccio improntato sulla massima collaborazione attiva, la comunicazione dell’11 febbraio u.s. richiama gli elementi individuati nella comunicazione del 16 aprile 2020.

Il primo punto richiamato concerne i rischi legati al riconoscimento di detrazioni fiscali a cui si accompagna la possibilità di cedere i relativi crediti di imposta, al fine di agevolarne la monetizzazione delle stesse.

Specificatamente i rischi individuati in relazione a tali crediti sono: l’eventuale natura fittizia dei crediti stessi, l’eventuale presenza di cessionari dei crediti di imposta che pagano il prezzo della cessione con capitali di possibile origine illecita, e, infine, lo svolgimento di abusiva attività finanziaria da parte di soggetti privi delle autorizzazioni richieste che effettuano operazioni di acquisto dai cedenti.

L’aspetto aleatorio caratterizzante tali crediti, rende essenziale un monitoraggio delle operatività connesse alle cessioni degli stessi, al fine di evitare che la monetizzazione dei bonus sia realizzata con capitali illeciti.

Il secondo punto richiamato concerne la necessità di monitorare l’operatività dei richiedenti l’accesso ai contributi a fondo perduto, ai finanziamenti assistiti da garanzia pubblica e a tutte le altre agevolazioni disciplinate da provvedimenti legislativi rese accessibili al fine di fronteggiare la crisi pandemica.

La comunicazione in commento ha svolto un ruolo integrativo della comunicazione UIF dello scorso aprile 2020, laddove, in aggiunta agli elementi indicati individua ulteriori comportamenti essenziali in un’ottica preventiva, quali ad esempio: esaminare con attenzione il profilo di coloro che presentano le istanza di ammissione ai benefici al fine di portare alla luce eventuali coinvolgimenti in indagini o con contesti criminali, valutare l’eventuale riluttanza a fornire le informazioni necessarie per la concessione del beneficio richiesto ovvero la prestazione di informazioni false o dati inattendibili.

Altri elementi sintomatici di illecito si hanno con riguardo al settore particolare e, di conseguenza, specifici saranno i comportamenti preventivi da adottare: ad esempio, per quanto riguarda le società che offrono servizi di intermediazione nel settore sanitario, un sintomo di attività illecita potrebbe essere la totale assenza di indicazione di tale attività nell’oggetto sociale; un altro ambito insidioso riguarda le verifiche rafforzata sulle PEP con particolare attenzione all’operatività prestata dalle persone politicamente esposte in società ovvero altre strutture associative a loro indirettamente riconducibili; infine, un altro settore subdolo per le infiltrazioni criminali è il comparto sanitario pubblico e privato considerato che la progressiva diffusione di vaccini potrebbe determinare l’insorgenza di interessi economici da parte di gruppi criminali.

In generale, la UIF evidenzia come necessario il monitoraggio dei ruoli chiave delle imprese al fine di individuare se negli assetti proprietari, manageriali e di controllo, vi siano soggetti privi di adeguata professionalità che appaiono come prestanomi.

Un altro ambito menzionato nella comunicazione riguarda le attività svolte per via telematica stante il perdurante incremento dell’utilizzo della rete internet e dell’e-commerce: viene ripreso tanto l’aspetto delle transazioni on line e il rischio di reati informatici e altre attività fraudolente quanto gli strumenti di pagamento e il rischio delle transazioni dirette verso il cosiddetto dark web e, ancora, l’incremento di possibili comportamenti illeciti nel settore dei giochi e delle scommesse.

Infine, vengono specificatamente richiamati gli obblighi di comunicazione o segnalazione alla UIF, così come richiamati agli arti. 10 e 35 del D.lgs. 231/2007, e il loro necessario aggiornamento alla luce delle nuove operatività sintomatiche di rischi di comportamenti illeciti connessi all’emergenza epidemiologica attuale.

Viene sottolineata la rilevanza della collaborazione informativa e della tempestività di comunicazione con la UIF, al fine di consentire la cooperazione interna e internazionale.

Approfondimenti: https://uif.bancaditalia.it/normativa/norm-indicatori-anomalia/Comunicazione-UIF-Covid-19-110221.pdf