ISSN 2784-9635

Rapporto Annuale 2020 dell’UIF

Bochra El Hachimi - 25/06/2021

Il 24 giugno 2021 la Banca d’Italia ha pubblicato il Rapporto Annuale 2020 dell’UIF (Unità di Informazione Finanziaria per l’Italia). Il direttore dell’UIF, Claudio Clemente, nella presentazione del Rapporto Annuale, evidenzia come “l’emergenza ha inciso in misura rilevante sulle tendenze e sui comportamenti criminali. Nuove minacce e nuovi rischi hanno conformato il profilo delle segnalazioni di operazioni sospette e l’attività di analisi operativa e strategica della UIF. Pur rinnovata nella sua organizzazione proprio all’inizio del 2020, l’Unità, per fronteggiare le nuove esigenze, ha dovuto ulteriormente ripensare i propri processi, adeguare rapidamente l’attività interna, potenziare le relazioni domestiche e internazionali”.

Nell’anno della pandemia da Covid – 19 le segnalazioni di operazioni sospette sono significativamente aumentate (+ 7%), registrandosene circa 113.000 unità. L’emergenza sanitaria ha implicato una diminuzione delle ispezioni e determinato la ricerca di modalità alternative a quella tradizionale di accertamento implementando metodi innovativi.

I rapporti di collaborazione tra UIF e la DNA, la DIA, la Guardia di Finanza, l’Autorità giudiziaria sono stati potenziati mediante informativi più frequenti e di contenuto più esteso.

La collaborazione con il FIU ha permesso indagini su operazioni finanziare di carattere transnazionale, individuandosi le cross–border. Le truffe telematiche ed i trasferimenti fraudolenti sono stati favoriti da un utilizzo maggiore della rete, dove l’UIF, grazie anche alle strette collaborazioni instaurate, ha saputo non solo ricostruire tali operazioni, ma anche bloccarle. In conseguenza della Pandemia, emerge con maggior forza la necessità di un Meccanismo sovranazionale per il supporto e coordinamento delle FIU e di revisione del sistema di antiriciclaggio europeo.

Brevi cenni sulla legislazione nazionale d’urgenza in connessione alla disciplina dell’antiriciclaggio per la tutela della legalità.

Il decreto liquidità prevede, assieme alle misure di sostegno delle imprese anche, una modalità della loro fruizione controllata, in riferimento all’erogazione di finanziamenti, mediante conti correnti dedicati[1] per la loro tracciabilità, con gli obblighi di segnalazione ex art. 1 -bis, comma 5. Infatti, la richiesta del finanziamento deve allegarsi anche l’indicazione del conto corrente dedicato e l’indicazione “sostegno ai sensi del decreto – legge n. 23 del 2020” nella causale di pagamento.

Per contrastare – con approccio in primis preventivo – le infiltrazioni antimafia – il Ministero dell’Interno, il Ministero dell’Economia e delle Finanze, l’Agenzia delle Entrate hanno sottoscritto un protocollo per la disciplina dei controlli di operazioni sospette. Nel decreto Rilancio, si applica, in caso di indebita percezione della misura di sostegno, dell’art. 316 ter c.p. “indebita percezione di erogazioni a danno dello Stato”.

Il decreto Semplificazioni apporta delle modifiche alla disciplina dell’antiriciclaggio per favorire “l’acquisizione della clientela a distanza”, dove la verifica dell’identità avviene sulla base dei documenti forniti mediante una “fonte affidabile e indipendente”[2]. Il cliente deve procedere in primo luogo all’identificazione elettronica mediante accesso su credenziali, ed in secondo luogo al pagamento con un bonifico o un addebito diretto da un conto di pagamento a Lui intestato.

 

Approfondimenti: https://uif.bancaditalia.it/pubblicazioni/rapporto-annuale/2021/Rapporto-UIF-anno-2020.pdf

 

[1] Finanziamenti garantiti dalla SACE spa

[2] 7 Cfr. artt. 1, comma 2, lett. n) e 18, comma 1, lett. a), del D.lgs. 231/2007.