ISSN 2784-9635

Relazione sulla politica dell’informazione per la sicurezza 2019. Rischio riciclaggio e organizzazioni criminali nel tessuto economico nazionale

Dimitri Barberini - 06/04/2020

Lo scorso 2 marzo, si è tenuto a Roma, presso la sede dell’Agenzia per la Sicurezza della Repubblica in Piazza Dante, l’incontro con gli esponenti dell’intelligence nazionale e il Presidente dei Ministri Giuseppe Conte, per il consueto appuntamento, come previsto da l. 124 del 3 agosto 2007, sul resoconto dell’attività svolta dall’Agenzia per la Sicurezza della Repubblica.

La Relazione è relativa all’anno 2019 ed è costituita da quattro blocchi:

  • una “premessa” sulle maggiori sfide con le quali l’intelligence è stata chiamata a confrontarsi nello svolgimento della propria missione di tutela della sicurezza nazionale;
  • gli “highlights”, una lente di ingrandimento sui principali risultati info-valutativi;
  • un corpo centrale, quest’anno articolato in cinque capitoli, rispettivamente dedicati agli “scenari geopolitici”, “minacce all’economia nazionale e al sistema paese”, “terrorismo jihadista”, “immigrazione clandestina”, ed infine “eversione ed estremismi”;
  • il “Documento di Sicurezza Nazionale”, dedicato allo stato della minaccia cibernetica (ambiti e attori), e al potenziamento della resilienza cibernetica del Paese (5G, perimetro di sicurezza nazionale cibernetica, evoluzioni dell’ecosistema cibernetico nazionale e gli sviluppi a livello europeo).

 

È necessario premettere che si isolerà il tema della minaccia economica, analizzata nel capitolo: “MINACCE ALL’ECONOMIA NAZIONALE E AL SISTEMA PAESE”. Si tratta, tuttavia, solo di una piccola parte della problematica evidenziata dal bilancio 2019. Per questo si rimanda, per una migliore e omogenea comprensione della minaccia, alla lettura integrale del documento; in quanto, nella sua interezza, si comprendono gli ulteriori fattori concatenanti, connessi direttamente o indirettamente all’Italia. Temi, che non si possono affrontare in questo breve articolo.

  1. I principali fatti economici accaduti nel mondo e in Italia nel 2019.

L’anno 2019, lo ricorderemo, sotto il profilo economico: per quanto accaduto e tutt’ora accade con la “guerra dei dazi”, che ha visto partecipi gli Stati Uniti e gli stati Asiatici portando l’intero mercato globale e dell’eurozona a delle rivalutazioni sui prezzi e innalzamento dei tassi sugli stessi, i cui effetti hanno causato agli Stati nazionali danni economici ingenti, per il mercato e le imprese.

Tra gli eventi segnalati nella Realzione vi sono anche: la crisi finanziaria di Deteusch Bank, accusata della Federal Bank Reserve di riciclare denaro sporco); la recente uscita dall’Unione Europea della Gran Bretagna con il procedimento di indipendenza c.d. Brexit.

Successivamente a ciò, nel documento sono riportati alcuni fatti interni al nostro territorio, positivi e negativi, come ad es. la dipendenza energetica con i servizi di esportazione degli idrocarburi, la buona crescita dell’occupazione giovanile e la diminuzione dei numeri di disoccupazione. Inoltre, la crescita produttiva e industriale di aziende nel settore automobilistico ed energetico, che ha reso possibile per l’anno 2019 milioni di utili di fatturato. È espresso apprezzamento a livello globale in campo di sperimentazione e ricerca scientifica nel settore robotica, medicina, telecomunicazioni e spaziale, con numerosi e sorprendenti avanzamenti tecnologici. Infine, sono stati pubblicati dati, questi preoccupanti, sull’attività di contrasto a illeciti economici.

  1. Le economie illegali e la criminalità organizzata.

Il bilancio 2019 ha registrato un aumento rispetto agli anni precedenti di attività commerciali volte ad “inquinare” i circuiti economici nazionali, attraverso la commissione di reati come: l’evasione fiscale e riciclaggio di denaro. Somme che, invece di essere destinate per le finalità tributarie, sono state reimpiegate da organizzazioni criminali presenti sul territorio nazionale per la commissione di ulteriori illeciti penali.

L’altro dato registrato riguarda l’aumento di interesse da parte di molti utenti della rete verso attività cd. tecno-finanza, con particolare riferimento verso l’acquisto e conversione di valute virtuali cd. “Bitcoin”, tramite la tecnologia “Blockchain”, mezzi di pagamento utilizzati nel Dark Web per l’acquisto di armi e droga. Attività che desta molta preoccupazione e crea continui indici di allarme per la sicurezza nazionale, per le attività cc.dd. Cybercrime. Proprio per contrastare questo fenomeno, alcune forze dell’ordine si sono dotate di settori specializzati al contrasto di illeciti informatici coadiuvati dall’organo giudiziale.

Permane, anche per il 2019, come elemento positivo, l’assenza di atti terroristici registrati sul territorio nazionale, organizzati da gruppi terroristici provenienti dal Medio Oriente o Nord Africa di carattere religioso. Però, è fatto presente l’incremento di attività giudiziarie e operative finalizzate alla repressione di condotte rispettivamente enunciate dalle modalità previste per l’art. 270 del codice penale (attività di terrorismo) e dell’art. 2 del D.lgs. 231 del 2007.

  1. Organizzazioni criminali originarie dell’Italia.

L’ulteriore elemento, anch’esso preoccupante, manifestato dall’Agenzia per l’informazione della Repubblica, è la diffusione di attività ricollegabili a gruppi organizzati criminali, anche stranieri operanti in Italia. I quali gruppi, attraverso nuove tecniche realizzate con metodi molto complessi e aiutati dai cc.dd. colletti bianchi, rendono più difficili, sotto il profilo investigativo, risalire alla radice degli illeciti economici e alle reti fiduciarie, realizzando crimini come: illeciti fiscali (indebite compensazioni inesistenti, giustificate da apposita documentazione falsificata), riciclaggio di denaro, operazioni economiche anche transfrontaliere verso Paesi considerati a rischio, trasferimenti fraudolenti di oggetti preziosi, intimidazione e terrorismo interno. Vi si collega a quest’ultimi anche la commissione di reati come lo spaccio di stupefacenti e prostituzione, a volte anche minorile, ricavando così annualmente somme – da costituire un vero e proprio Business – che arrivano anche cifre che superano i sei zeri.

In particolare, i gruppi operanti in Italia sono:

Cosa nostra: si è visto come attraverso attività commerciali come imprese e società in difficoltà anche del nord Italia, si sono riscontrate delle infiltrazioni che costituiscono dei veri e propri affari, con lo scopo di riciclare il denaro di provenienza illecita principalmente originato dallo spaccio di droga. E quando ciò non è reso possibile con le “buone” si procede anche con violenza fisica, come minacce e estorsioni, per raggiungere gli scopi determinati.

ndrangheta: è uno dei gruppi organizzati che meglio si adattano agli scenari economico-politici dell’Italia, attraverso una rete capillare bene organizzata, la quale trae dalle proprie attività illecite ricavi economici significativi. Per far comprenderne la portata del suo operato sono stati resi pubblici in data 20/12/2019 i dettagli della maxioperazione eseguita dall’Arma dei Carabinieri di Vibo Valentia, coadiuvata dall’autorità giudiziaria di Catanzaro, denominata “Scott- Rinascita”. L’operazione ha visto partecipare anche il G.I.S-Gruppo Operativo speciale. Sono stati effettuati più di 300 arresti (tra i quali anche personale dell’amministrazione dello stato) e altresì misure cautelari personali e patrimoniali di vario genere, disposte nei confronti della cosca Mancuso di Limbaldi. L’Operazione ha riguardato anche diversi Stati europei, con i quali si è scoperta una struttura di rete di collegamento per i traffici illeciti.

Camorra: opera attivamente nel campano, ma ormai da più di un decennio è presente anche nella rete economica del Lazio, infliggendo timore in tutto il centro-sud. Quest’ultima, Sembrerebbe interessata alle attività economiche e imprenditoriali del basso Lazio, arrivando (come visto già da qualche anno, nei fatti di cronaca) anche nel litorale laziale: con il principale scopo di ripulire il denaro proveniente da attività illecite.

Ciò che però pone maggiore interesse è il potere di influenzare con un personale modus di agire, “militare e operativo”, e la tipica commissione di reati in questo settore come corruzione, intimidazione, nei confronti di strutture pubbliche di amministrazioni locali, specie in materia di appalti, subappalti e forniture di servizi per la realizzazione di opere pubbliche. In particolare, si è riscontrato un danno nel settore dello smaltimento dei rifiuti: sono emerse, dalle diverse attività investigative, delle irregolarità di gestione e distorsioni proprio nei processi lavorativi sui rifiuti.

L’agenzia per l’informazione monitora queste attività, con lo scopo di vigilarne le procedure interne, avendo la reale conoscenza dei danni che queste attività illecite creano al tessuto economico locale. Un danno che, quantificato, logora l’ambiente e il mercato (nazionale o locale); in più, servizi considerati essenziali, che sono inefficienti o inesistenti, causano anche rilevanti danni alla persona.

Criminalità organizzata pugliese: operante nel salentino, è stata più volte colpita duramente dalle molteplici operazioni di contrasto da parte delle forze dell’ordine, sembra però aver esteso i suoi tentacoli in diverse città, svolgendo prevalentemente i propri interessi sulle coste del mar Adriatico e Ionio. Vocazione di questa è fare affari nel settore dell’edilizia, del gioco e del turismo: attraverso infiltrazioni nel tessuto economico con metodi malavitosi, anche negli apparati pubblici locali. Particolare interesse di questa organizzazione è realizzare attività illecita, principalmente traffico di droga e il successivo riciclaggio per ripulire il denaro, con i paesi balcani e russofoni.

  1. Organizzazioni criminali straniere operanti in Italia

L’attenzione dell’intelligence nei confronti di organizzazioni criminali “estranee” all’ambiente tipico italiano resta molto alto.

La presenza di queste “nuove” forme di criminalità organizzata è data dai flussi migratori, regolari o irregolari, di persone provenienti da Europa dell’Est, Asia, Africa e Sud-America, le quali contribuiscono negativamente alla stabilità economica nazionale.

L’allarme che però pone L’agenzia, è rivolta a due aspetti: l’adattamento è l’operatività.

  • Per l’adattamento, si è notato come questi soggetti, se pur con difficoltà di cultura e lingua, si legano in modo efficiente al tessuto sociale ed economico italiano.

 

  • Per quanto riguarda l’operatività: vi sono soggetti che vengono “arruolati” da gruppi criminali locali per svolgere funzioni di poco conto e rischiose, principalmente spaccio di droga (facendo i corrieri o spacciatori) e, per le donne, prostituzione. Tant’è che a volte, in sede di attività giudiziaria, si è riscontrata una vera e propria collaborazione operativa tra questi soggetti stranieri con i gruppi criminali locali, precedentemente elencati.

Invece in altri casi, sempre da attività investigativa, è emersa una vera è propria costituzione di gruppi stranieri criminali, che dato il modus operativo, tipico mafioso di stampo italiano, si definiscono loro stessi delle vere e proprie “mafie”. È da qui che nascono i gruppi che conosciamo comunemente come mafia cinese, mafia nigeriana etc…

 

Mafia nigeriana: sono gruppi autonomi, molto attivi nelle principali province italiane. Il loro modus si caratterizza nel compimento di attività comuni al mondo criminale, che sono: lo spaccio e la prostituzione. Quello che però preoccupa sono le ingenti somme fruttate dalle precedenti attività; infatti si sono registrati trasferimenti irregolari dall’Italia, per mezzo di Money transfer (gli African SHOP) o il ricorso all’utilizzo di canali informali, verso i luoghi di provenienza di questi soggetti o nelle casse delle comunità locali di appartenenza (es. The Black Axe Confraternity, The Supreme Eyie Confraternity etc..).

Dalle attività investigative, sono emerse due particolare tecniche informali per trasferire e riciclare il denaro: una è “EURO TO EURO” l’altra è OSUSU (sono tecniche simili per le modalità, “Hawala” e al ricorso “degli Spallloni”).

Organizzazioni criminali cinesi: si costituiscono in comunità che vivono anch’esse nelle principali città italiane, cd. Chinatown. Le loro principali attività di Business sono: la prostituzione, trasferimento fraudolento di denaro e il riciclaggio di denaro; si è scoperto che per quest’ultima si ricicla il denaro nelle attività commerciali e ristorative cinesi (come ristoranti e negozi casalinghi).

Gruppi consortili pakistani e afghani: principale scopo della loro attività è il trasferimento di denaro, attraverso metodi informali, basati sul metodo “Hawala”, per ricevere e inviare denaro, nei paesi di provenienza. Il pericolo per questi, dati gli elementi storici, sono il finanziamento al terrorismo.

Gruppi Criminali bangladesi: seppur con una presenza minoritaria nel territorio italiano rispetto ai gruppi sopra elencati, la vigilanza su di essi permane. Sono emerse da accertamenti investigative modalità di trasferimento del denaro analoghe alla tecnica “Hawala”, denominate nei rispettivi paesi come “Hindi” o “Hundi”: vi è un soggetto che si assicura dell’effettivo trasferimento del denaro alla destinazione. È inoltre emerso per questo gruppo un ulteriore metodo per trasferire il denaro attraverso canali di Transfer Money, denominato Bkash: la gravità di questa metodologia risiede in un favoreggiamento tacito, in merito all’omissione di procedure di vigilanza e di segnalazione previste in materia di antiriciclaggio, da parte di istituti di credito risiedenti nel paese di origine nel ricevere per le somme inviate.