Richiamo della Commissione sull’antiriciclaggio per diversi Stati europei. Tra questi anche l’Italia

Marta Patacchiola - 03/07/2020

Nell’ultimo pacchetto infrazioni di luglio, la Commissione europea ha avviato delle azioni legali nei confronti degli Paesi membri “morosi” nel recepimento delle misure antiriciclaggio della Quarta direttiva europea.

In particolare, ha adottato i provvedimenti di seguito elencati.

Lettere di costituzione in mora per Lussemburgo, Slovacchia e Lussemburgo

Si tratta, nello specifico, di mancata attuazione delle disposizioni relative a: scambio di informazioni tra le unità di informazione finanziaria (Lussemburgo), protezione degli informatori (Slovacchia) e la necessità di divieto per le persone pregiudicate di svolgere funzioni di gestione (Slovenia).

Pareri motivati nei confronti di Cechia, Danimarca e Italia

La Commissione ha ritenuto che le misure notificate da questi Paesi (già destinatari nel 2019 di un richiamo) non siano pienamente soddisfacenti per il corretto recepimento della Quarta direttiva.

Deferimento alla Corte di Giustizia dell’Unione europea per Austria, Belgio e Paesi Bassi

Il recepimento incompleto riguarda: la legislazione in materia di scommesse e gioco d’azzardo (Austria), i meccanismi in base ai quali avviene lo scambio di documenti e informazioni tra le unità di informazione finanziaria (Belgio) e le informazioni che devono essere fornite in merito alla titolarità effettiva delle società (Paesi Bassi).

Si ricorda che la procedura di infrazione comunitaria si articola in diversi fasi:

  1. Lettera di costituzione in mora, la Commissione richiede ulteriori informazioni al paese in questione, che dovrà inviare una risposta dettagliata entro un termine preciso, in genere due mesi.
  2. Parere motivato, la Commissione, qualora riscontri una violazione degli obblighi europei da parte dello Stato membro, invia una richiesta formale di conformarsi al diritto dell’Unione. Il Paese può comunicare entro un termine preciso (in genere due mesi) le misure adottate per rimediare alla contestazione.
  3. Deferimento alla Corte di Giustizia, se il paese continua a non conformarsi alla legislazione, la Commissione può decidere di citarlo innanzi alla Corte di giustizia. Se la Corte rinviene la violazione, emette sentenza alla quale le autorità nazionali devono conformarsi.

Per approfondimenti sul pacchetto infrazioni di luglio, si rinvia alla pagina dedicata della Commissione europea: https://ec.europa.eu/info/law/law-making-process/applying-eu-law/infringement-procedure_it#stages-of-an-infringement-procedure