ISSN 2784-9635

Strategia AML: le SOS come strumento di tutela e prevenzione. L’aggiornamento statistico delle segnalazioni di operazioni sospette (UIF, Gennaio 2022 – Newsletter 2 – 2022)

Eliana Colazzo, Andrea Finamore - 26/02/2022

La comunicazione obbligatoria delle segnalazioni di operazioni sospette, prevista dalla legge[1], rappresenta un presidio efficace a prevenire e a contrastare i possibili tentativi di riciclaggio, finanziamento del terrorismo e uso di proventi di attività illecite[2].

La ratio del meccanismo connesso alle S.O.S.[3] si sostanzia nella necessità di fare emergere, da determinate operazioni o condotte, tutte quelle anomalie degne di essere sottoposte all’attenzione della U.I.F.[4], ostacolando così l’ingresso delle risorse di origine criminale all’interno del circuito economico legale.

L’astrattezza del concetto di “operazioni sospette”, tuttavia, ha determinato anche il bisogno di agevolarne l’individuazione da parte della platea dei c.d. soggetti obbligati (costituita da intermediari bancari e finanziari, altri operatori finanziari, professionisti nell’esercizio della professione in forma individuale, associata o societaria, altri operatori non finanziari, prestatori di servizi di gioco, società di gestione accentrata di strumenti finanziari e di gestione dei mercati regolamentati di strumenti finanziari).

Per tali ragioni, i modelli e gli schemi rappresentativi di comportamenti anomali[5], elaborati e diffusi dalla U.I.F., sono stati integrati da ulteriori indicatori di anomalia che, avendo la funzione di ridurre i margini di incertezza legati a valutazioni soggettive o a comportamenti discrezionali, favoriscono una maggior linearità nell’opera dei segnalanti.

Sebbene, attraverso la Newsletter n. 1-2022, la U.I.F. rendeva noto il lento adeguamento della Pubblica Amministrazione[6] alle prescrizioni di cui al decreto legislativo 21 novembre 2007, n. 231, relative alla necessità di dotarsi concretamente di sistemi di comunicazione delle operazioni sospette efficaci, con la Newsletter 2-2022 presenta una serie di dati statistici che esprimono un trend pressoché positivo.

In particolare, si segnala una crescita evidente (pari al 23,3%) delle segnalazioni presentate nel 2021 rispetto all’anno precedente, con un andamento incrementale costante per entrambi i semestri dell’anno considerato, nonché un’elevata attività collaborativa di U.I.F. e Autorità Giudiziaria conseguente al maggiore flusso di SOS.

Oltre ad una riduzione della componente relativa al finanziamento del terrorismo, si evidenzia, al contrario, un ampliamento delle segnalazioni per riciclaggio[7] e voluntary disclosure[8]; il risultato di questa intensa “attività segnalatoria” appare principalmente riconducibile al settore degli intermediari finanziari non bancari, titolari di un range pari al 33,4% del totale segnalato.

A livello regionale, la Lombardia, il Veneto, il Lazio, il Piemonte, la Toscana e il Trentino-Alto Adige si collocano in vetta alla classifica per aver registrato maggiori incrementi in valori assoluti per segnalazioni di operazioni sospette.

A livello transnazionale, sempre relativamente all’anno 2021, si registra un aumento nella ricezione da parte dell’Unità di richieste e di informative spontanee delle autorità estere ed oltre 11.000 segnalazioni cross-border da FIU (Financial Intelligence Unit) dell’Unione Europea.

Appare legittimo, dunque, ritenere che l’aumento rilevato sia ragionevolmente correlato ai risvolti dell’emergenza sanitaria che ha colpito il nostro Paese.

La pandemia, effettivamente, ha visto acuirsi nel tempo i rischi di frodi e di corruzione nel comparto della Sanità, nonché intensificarsi i fenomeni di abuso generati dagli interventi economici straordinari[9], disposti in ottica di governance pubblica.

In questo scenario, le garanzie antiriciclaggio si sono confermate un potente strumento per preservare l’integrità del sistema[10].

In particolare, risulta degno di nota che, per quanto attiene alle segnalazioni effettuate in fase pandemica, la U.I.F. ha rafforzato la collaborazione con la DNA (Direzione Nazionale Antimafia e Antiterrorismo) attraverso lo scambio di informazioni sui nominativi contenuti nelle segnalazioni ed ha, altresì, incrementato i rapporti con la Magistratura.

D’altro canto, l’aggiornamento statistico in esame evidenzia anche come il successivo allentamento delle “restrizioni Covid-19” abbia reso possibile la verifica e l’ispezione di alcune circostanze e di alcune tipologie di operatori economici non finanziari, per i quali, precedentemente, era risultato difficile procedere in tal senso.

Sulla base delle considerazioni finora esposte, in conclusione, non resta che aspettarsi una sempre maggiore consapevolezza sul tema e un crescente utilizzo in futuro dello strumento delle SOS, di cui giova evidenziare il carattere preventivo, strutturalmente distante dallo schema della denuncia penale, necessaria in un momento successivo per controlli di carattere più incisivo.

Le segnalazioni delle attività sospette, dunque, favoriscono la trasparenza operativa e si inseriscono nel più ampio genus degli obblighi introdotti per i destinatari della normativa AML (Anti Money Laundering) nell’ottica strategica di contrasto alla criminalità.

Si allega, di seguito, UIF, Gennaio 2022 – Newsletter 2 – 2022.

[1] Si veda, art. art. 35 del decreto legislativo 21 novembre 2007, n. 231; il c.d. Decreto Antiriciclaggio recepisce, a sua volta, la Direttiva 2005/60/CE concernente la prevenzione dell’uso del sistema finanziario a scopo di riciclaggio dei proventi di attività criminose e di finanziamento del terrorismo, la Direttiva 2006/70/CE che ne reca misure di esecuzione, le disposizioni di attuazione emanate dal Ministro dell’Economia e delle Finanze, dall’Unità di Informazione Finanziaria per l’Italia (UIF), dalle Autorità di vigilanza di settore (Banca d’Italia, Consob, IVASS), sui pareri e le indicazioni del Comitato di Sicurezza Finanziaria. Assumono particolare importanza i provvedimenti adottati dalla Banca D’Italia: Provvedimento del 3 aprile 2013, recante disposizioni attuative in materia di adeguata verifica della clientela, ai sensi dell’art. 7, comma 2 del Decreto Antiriciclaggio; Provvedimento del 10 marzo 2011, recante disposizioni in materia di organizzazione e controlli antiriciclaggio; Provvedimento del 3 aprile 2013, recante disposizione attuative per la tenuta dell’Archivio Unico Informatico (AUI) e modalità semplificate di registrazione ai sensi dell’art. 37, commi 7 e 8, del c.d. Decreto Antiriciclaggio.

[2] Il riciclaggio di capitali ed il finanziamento del terrorismo rappresentano fenomeni criminali che, anche in virtù della loro possibile dimensione transnazionale, costituiscono una grave minaccia per l’economia e possono determinare effetti destabilizzanti soprattutto per il sistema bancario e finanziario. Il principale organismo internazionale di coordinamento in materia è il GAFI (Gruppo d’Azione Finanziaria Internazionale), le cui e raccomandazioni coordinano e disciplinano i rapporti tra autorità pubbliche e settore privato, al fine di identificare e valutare i rischi, adottando – adeguate misure di mitigazione.

[3] Sul tema della riservatezza delle S.O.S., si raccomanda, R. Razzante, Diritto d’accesso e segnalazioni di operazioni sospette antiriciclaggio: un ossimoro?, in Il Penalista, 5 giugno 2021, secondo cui: «La segnalazione effettuata ai sensi dell’art. 41 d.lgs. n. 231/2007 deve ritenersi rientrante nel novero dei documenti attinenti all’attività informativa nei settori istituzionali di cui all’art. 4, lett.c), DM n. 603/1996, e, quindi, deve essere sottratta all’accesso di cui alla l. n. 241/1990».

[4] L’Unità di Informazione Finanziaria per l’Italia (UIF), istituita ai sensi dell’art. 6 del c.d. Decreto Antiriciclaggio presso la Banca d’Italia è la struttura nazionale incaricata a ricevere ed acquisire informazioni riguardanti ipotesi di riciclaggio e di finanziamento del terrorismo, di effettuare l’analisi finanziaria e, su tali basi, di valutarne la rilevanza ai fini della trasmissione agli organi investigativi (Nucleo speciale di polizia valutaria della Guardia di finanza-NSPV e Direzione investigativa antimafia-DIA) e della collaborazione con l’Autorità Giudiziaria. In particolare, l’Unità riceve e analizza le segnalazioni di operazioni sospette inviate dai soggetti obbligati, nonché il flusso mensile di segnalazioni aggregate da parte degli intermediari finanziari (cfr. artt. 6, 40-41 del d.lgs. 21 novembre 2007, n.).

[5] I modelli e gli schemi esemplificano prassi e comportamenti anomali ricorrenti riscontrati dalla U.I.F. con riguardo a determinati settori di operatività o a specifici fenomeni riferibili a possibili attività di riciclaggio o di finanziamento del terrorismo. Redatti sulla base dell’esperienza maturata in sede di analisi finanziaria e con il contributo delle competenti autorità investigative e di vigilanza, mettono in correlazione particolari sequenze logico- temporali di fatti e comportamenti che l’esperienza porta a ricondurre a determinati fenomeni criminali.

[6] Sul punto, si rinvia a R. Razzante, Le comunicazioni di operazioni sospette della P.A. (UIF, gennaio 2022), in Antiriciclaggio & Compliance, 13 gennaio 2021.

[7] Per approfondimento, cfr. Cass., sez. II, 8 agosto 2018, n. 20637, in Foro It., 2018, con cui la Corte si è pronunciata sul caso di omessa segnalazione, da parte di un istituto bancario, di operazioni finanziarie sospette ai sensi della normativa antiriciclaggio in vigore all’epoca dei fatti (D.L. 3 maggio 1991, n. 143). Lo scorso 30 novembre 2021, da ultimo, è stato pubblicato nella Gazzetta Ufficiale il decreto legislativo 8 novembre 2021, n. 195 di attuazione della Direttiva 2018/1673/UE sulla lotta al riciclaggio mediante il diritto penale. Per banche e intermediari finanziari, nonché per gli altri soggetti tenuti all’adempimento degli obblighi antiriciclaggio, il nuovo regime impatta sul tema della rilevanza penale della mancata Segnalazione di Operazioni Sospette (SOS).

[8] Si rimanda al sito ufficiale dell’Agenzia delle Entrate, secondo cui «La “collaborazione volontaria” (voluntary disclosure) è uno strumento che consente ai contribuenti che detengono illecitamente patrimoni all’estero di regolarizzare la propria posizione denunciando spontaneamente all’Amministrazione finanziaria la violazione degli obblighi di monitoraggio. Possono avvalersi della procedura anche i contribuenti non destinatari degli obblighi dichiarativi di monitoraggio fiscale, ovvero che vi abbiano adempiuto correttamente, per regolarizzare le violazioni degli obblighi dichiarativi».

[9] Si veda la Comunicazione della U.I.F. del 16 aprile 2020 sulla prevenzione di fenomeni di criminalità finanziaria connessi con l’emergenza da COVID-19. Con la Comunicazione del 27 marzo 2020 erano state dettate misure temporanee e avvertenze per mitigare l’impatto sui soggetti tenuti alla trasmissione di dati e informazioni nei confronti della UIF.

[10] Sul punto v. C. Clemente, Prevenzione e repressione delle attività predatorie della criminalità organizzata durante l’emergenza sanitaria, Commissione parlamentare di inchiesta sul fenomeno delle mafie e sulle altre associazioni criminali, anche straniere – Comitato XX, audizione, 28 febbraio 2022.