ISSN 2784-9635

Superbonus, approvato decreto antifrode

Francesca Del Gaudio - 25/11/2021

Il Decreto-legge del 11 novembre 2021, n. 157 (pubblicato in G.U. del 11 novembre 2021, n. 269) introduce misure urgenti per il contrasto alle condotte criminali fraudolente nelle detrazioni e nelle cessioni di crediti per lavori edilizi, rafforzando anche i controlli preventivi. La ratio dell’atto normativo di cui trattasi si rinviene, in primis, nell’intento contrastare le frodi e, più in generale, il fenomeno dell’economia sommersa e di patrimoni celati.

Allo scopo di contrastare i comportamenti fraudolenti, le disposizioni di tale legge rafforzano le misure che presidiano la fruizione (diretta ovvero tramite cessione del credito/sconto in fattura) di alcuni crediti d’imposta e delle detrazioni per lavori edilizi.

In particolare, l’obbligo del visto di conformità è esteso, esclusivamente, alle ipotesi di utilizzo del c.d. “Superbonus 110%” in detrazione nella propria dichiarazione dei redditi ed alle ipotesi di cessione del credito o sconto in fattura relative alle detrazioni fiscali per lavori edilizi diversi da quelli di cui al comma 2 dell’art. 121 del decreto-legge 19 maggio 2020, n. 34. Non sono, dunque, previsti nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica

Alternativamente al diretto utilizzo della detrazione o del credito di imposta, agli artt. 121 e 122 del D.L. 34/20202, è prevista la possibilità che il beneficiario possa optare per la cessione del credito o anche per lo sconto in fattura. Ai fini dell’esercizio dell’opzione per la cessione del credito, ovvero per lo sconto in fattura, è necessario che l’originario beneficiario dell’agevolazione invii, anche attraverso un intermediario abilitato, un’apposita comunicazione telematica all’Agenzia delle Entrate dell’avvenuta cessione del credito e che il cessionario confermi l’accettazione del credito stesso su un’apposita piattaforma resa disponibile dall’Agenzia.

È stata introdotta la possibilità che quest’ultima possa sospendere, fino a 30 giorni, l’efficacia di tali comunicazioni anche successive alla prima, e delle opzioni inviate ai sensi degli artt. 121 e 122 del decreto-legge n. 34 del 2020, che presentano profili di rischio, ai fini del controllo preventivo della correttezza delle operazioni.

È stato circoscritto l’ambito di individuazione dei profili di rischio utilizzabili dall’Agenzia delle Entrate ai fini del controllo preventivo. L’attuazione, anche progressiva, della suddetta procedura di controllo preventivo è demandata a uno o più provvedimenti attuativi del direttore dell’Agenzia delle Entrate. Pertanto, anche in tal caso, non si riscontrano nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica.

Sono state razionalizzate e potenziate l’efficacia dell’attività di controllo, di accertamento e di recupero di imposte, tributi, importi e contributi, che viene effettuata sulla base delle risorse umane e strumentali disponibili.

In particolare, la mancata individuazione dell’atto impositivo da adottare per recuperare gli importi dovuti comporta difficoltà, sia interpretative che operative, nell’attuare modalità di recupero di tali imposte, tributi, importi e contributi, delle relative sanzioni e degli interessi.

È disposto pertanto, ai fini dello svolgimento delle attività di controllo di competenza dell’Agenzia delle Entrate, l’utilizzo dei poteri previsti in materia di IVA, di imposte dirette e dell’atto di recupero (disciplinato dall’art. 1 della legge 30 dicembre 2004, n. 311).

L’atto di recupero costituisce una manifestazione della volontà impositiva da parte dello Stato, al pari degli avvisi di accertamento o di liquidazione, ed è pertanto idoneo a tutelare in maniera adeguata il diritto di difesa dei contribuenti. Inoltre, lo stesso risulta autonomamente impugnabile innanzi alle commissioni tributarie.

Viene previsto un termine di decadenza (entro il 31 dicembre del quinto anno successivo a quello in cui è avvenuta la violazione) ancorato al momento della commissione della violazione; viene fatto comunque salvo un eventuale termine diverso individuato nella normativa vigente speciale di riferimento.

L’irrogazione delle sanzioni e l’applicazione degli interessi viene effettuata contestualmente al recupero degli importi.

La competenza relativa all’attività di accertamento è attribuita all’ufficio dell’Agenzia delle Entrate competente in ragione del domicilio fiscale.

Per le controversie relative all’atto di recupero è stabilito che sia competente il giudice tributario.

Inoltre, appare verosimile prevedere un aumento di gettito derivante dall’attività di controllo.

È, infine, prevista una clausola di «invarianza finanziaria» secondo la quale è stabilito che all’ attuazione delle disposizioni concernenti il decreto in oggetto si provveda con le risorse umane, strumentali e finanziarie, disponibili a legislazione vincente, senza oneri per la finanza pubblica.