ISSN 2784-9635

UIF: il direttore in audizione alle commissioni riunite Giustizia, Finanze e Politiche Ue di Camera e Senato, su riciclaggio e terrorismo

Antonio Arrotino - 28/02/2020

Il 18 settembre 2019 il Direttore dell’Unità di Informazione Finanziaria per l’Italia, Claudio Clemente, è stato udito dinnanzi alle Commissioni riunite di giustizia, finanze e politiche Ue di Camera e Senato, sulla prevenzione dell’uso del sistema finanziario ai fini del riciclaggio e del finanziamento al terrorismo (quinta e quarta direttiva antiriciclaggio).

Molti gli spunti che sono emersi dall’audizione. In primis l’importanza delle comunicazioni oggettive sul contante. L’UIF stima di aver ricevuto più di 30 milioni di comunicazioni oggettive sui prelievi superiori a 10 mila euro da parte delle banche. Questi dati andranno a integrare le segnalazioni di operazioni sospette (SOS) e verranno trattati con riservatezza utilizzati solo dopo aver avuto un riscontro in presenza delle SOS.

Da settembre è scattato l’obbligo di comunicazione automatica, da parte delle banche, delle operazioni di prelievo contante superiori ai 10 mila euro (con riguardo ai mesi da aprile a luglio 2019), anche con operazioni in contanti superiori ai 1.000 euro. I dati ottenuti dalle comunicazioni oggettive vanno a coadiuvare le segnalazioni di operazioni sospette, senza sostituire quest’ultime. L’obiettivo infatti è di integrare le segnalazioni ricevute con le informazioni ottenute dalla comunicazione oggettiva sul contante. Seppur con qualche intoppo informatico, ad oggi risolto, si stimano più di 30 milioni di comunicazioni oggettivi inviate all’UIF.

In relazione alle segnalazioni di operazioni sospette, negli ultimi tre anni, gli alert di antiriciclaggio si aggirano intorno alle 100 mila; “prima della costituzione della UIF erano 12 mila gli alert sulle operazioni antiriciclaggio”, ha dichiarato Clemente. Soggetti come notai commercialisti, avvocati, società di gioco e altri intermediari finanziari diversi dalle banche, posti alla frontiera tra l’economia lecita e quella illecita, che sono in grado di percepire e intercettare il passaggio di denaro tra un’economia e l’altra, forniscono un grande apporto al fine di prevenire coinvolgimenti sull’economia illecita. Gli operatori finanziari forniscono circa il 70% delle segnalazioni. Ma, nel corso degli anni anche sale da gioco e le singole categorie di professioni si sono fatte avanti: i notai inviano circa 4 mila segnalazioni l’anno, le sale da gioco hanno contribuito, in maniera molto più significativa, con circa 5 mila segnalazioni nell’ultimo esercizio.

Alcune critiche sono state mosse in riferimento al segreto investigativo, laddove il nuovo schema legislativo prefigura due nuovi vincoli alla collaborazione tra Autorità, uno in ambito nazionale, l’altro in quello internazionale. In particolare, sotto il primo profilo viene prevista nel medesimo articolo 12, comma 4, una specifica limitazione tesa a escludere che la UIF possa conoscere casi in cui è in corso un’indagine di polizia per la quale è già stata trasmessa un’informativa all’Autorità giudiziaria ma quest’ultima non ha ancora assunto le proprie determinazioni in ordine all’esercizio dell’azione penale. Tale previsione limiterebbe ulteriormente il perimetro delle informazioni investigative accessibili alla UIF, in palese contrasto con la norma europea e, oltretutto, sulla base di criteri di difficile determinazione in concreto e senza previsione della possibilità di autorizzazioni in deroga. L’accesso a questo tipo di informazioni investigative pre-giudiziarie è invece perfettamente coerente con le funzioni d’intelligence tipiche della UIF volte alla prevenzione dei fenomeni di riciclaggio e di finanziamento del terrorismo e a corroborare attraverso le analisi finanziarie proprio le attività d’indagine. Analoghe critiche vanno mosse al vincolo di segretezza prefigurato in tema di cooperazione internazionale fra Autorità impegnate nella prevenzione.

Sul tema delle criptovalute, è stato ampliato il novero degli operatori in valute virtuali destinatari degli obblighi antiriciclaggio: ai cd. exchanger si aggiungono i prestatori di servizi di portafoglio digitale nonché coloro che svolgono altre attività rilevanti come quelle di emissione e trasferimento di valute virtuali.

Inoltre, assume notevole rilievo l’evidenza data all’attività anche online degli operatori in valuta virtuale, che sembra sottendere l’estensione dei presidi di prevenzione anche a detta attività svolta dall’estero nel territorio italiano.

Tali previsioni tendono a dare concreta attuazione al principio secondo cui, a tutela di esigenze di ordine pubblico, vanno sottoposte ai controlli antiriciclaggio nazionali le attività comunque svolte sul territorio della Repubblica.