UIF pubblica il Rapporto annuale per il 2019

Redazione - 01/07/2020

Il direttore UIF, Claudio Clemente, presenta la Relazione sul Rapporto dell’Unità per l’anno 2019. Viene confermata la primaria rilevanza delle aree di rischio rappresentate da criminalità organizzata, corruzione ed evasione fiscale. Per il profilo della corruzione viene auspicato un maggiore contributo delle Pubbliche amministrazioni, finora risultato quasi del tutto assente nonostante gli obblighi normativi.

Accanto a ciò, nuovi settori potenzialmente forieri di opportunità di utilizzi illeciti sono le valute virtuali. Viene riportato l’esempio (ricorrente) del più ampio fenomeno dei flussi finanziari anomali connessi all’importazione di merci tessili sottofatturate dalla Cina, con finalità di evasione di IVA e dazi. La differenza tra il “dichiarato” alla dogana e il dovuto effettivo viene spesso versato nel corrispondente in criptovalute.

Si ricorda che alle segnalazioni di operazioni sospette si è aggiunto, da settembre 2019, il flusso delle comunicazioni oggettive sulle transazioni in contanti, anche frazionate, di importo pari o superiore a 10.000 euro mensili. Si riscontra, in generale, una carenza qualitativa di queste “comunicazioni”, dovuta principalmente alle difficoltà degli intermediari di tracciare adeguatamente le movimentazioni di contante e l’utilità della rilevazione anche per intercettarne utilizzi anomali.

Il direttore segnala tuttavia che “la qualità della collaborazione attiva viene costantemente monitorata dalla UIF e, ove necessario, è oggetto di interventi di richiamo e di supporto, se del caso con verifiche ispettive”.

Si denuncia in generale una incoerenza delle riforme del 2017 e 2019 con i principi internazionali e con le regole europee sulla collaborazione. Infatti, sono presenti dei vincoli per l’accesso della UIF ai dati investigativi che di fatto “precludono un effettivo utilizzo di tali informazioni nelle analisi dell’Unità e nello scambio con le controparti estere, con il rischio che il nostro Paese sia considerato, sotto questo profilo, inadempiente e di pregiudicare, a svantaggio anche delle indagini nazionali, i rapporti di collaborazione internazionale oggi particolarmente intensi”.

Nella situazione emergenziale in corso, Il direttore UIF invita sia gli attori privati che pubblici a calibrare e affinare i presidi antiriciclaggio perché siano ancora più efficaci, ma al contempo a non pregiudicare rapidità ed efficienza dell’intervento di sostegno del Governo ai cittadini.